Fiorenza Rambelli, Carlo Gubitosa e Luciano Marescotti a Lugo di Romagna

Passione, fiducia, tenacia, memoria, entusiasmo, speranza. Sono queste le prime parole che mi vengono in mente pensando a Luciano Marescotti. La passione che metteva in tutto quello che faceva, la passione per la cultura e la politica trasmesse a suo figlio Alessandro che le ha contagiate anche a me, la passione con cui ha sostenuto il nostro volontariato pacifista, ambientalista, nonviolento. La fiducia che mi ha sempre dato, prima come ragazzo, poi come scrittore, come attivista e come uomo, una fiducia che diventava responsabilità, chiamata all’impegno, raccolta di una preziosa eredità umana e culturale, una fiducia nell’umanità capace di contagiare chiunque lo incontrasse. La tenacia che ho incontrato tra i mattoni di Lugo di Romagna, in una casa che Luciano ha costruito con le sue stesse mani, e che guardavo con l’ammirazione e lo stupore di chi osservava una generazione di instancabili lavoratori che non ha dovuto ricostruire soltanto casa propria, ma un intero paese, con le sue case, la sua democrazia, la sua cultura, il suo futuro. La memoria della resistenza nonviolenta, dell’antifascismo, della lotta per la giustizia contro ogni oppressione dell’uomo sull’uomo, una memoria di cui non è mai stato geloso o nostalgico, ma che ha sempre voluto condividere, moltiplicare, seminare nei cuori e nelle coscienze per guardare al futuro con la consapevolezza del passato. L’entusiasmo che ha messo sempre e da sempre nel suo modo di essere e di rapportarsi con gli altri, e che spesso mi spingeva a chiedermi cosa avessi mai fatto di particolare per meritare l’entusiasmo che mi regalava nei nostri incontri e nelle nostre conversazioni. La speranza di un futuro migliore, di una politica migliore, di una società migliore, di un mondo migliore, ma migliorato dall’impegno concreto, dai calli sulle mani, dall’integrità senza integralismi, dalla disponibilità a pagare il prezzo che il mondo chiede a chiunque voglia seguire la propria coscienza, e che a volte puo’ essere molto alto. A questa eredità spirituale che ho ricevuto con gratitudine, devo aggiungere anche la presenza importante, formativa e decisiva nella mia vita di Alessandro, che da suo padre Luciano ha preso tante cose che ho poi “rubato” osservato, assorbito, assimilato, rielaborato e integrato in cio’ che sono oggi, e che in parte devo anche a Luciano e Sandro, al loro esempio e al loro affetto. Grazie amici miei, ciao Luciano. La tua vita è stata un albero forte e ricco di frutti, e per me è stato un grande privilegio potermi accomodare ogni tanto alla tua ombra.

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Fonte: www.peacelink.it – https://www.peacelink.it/editoriale/a/44455.html

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