Sul filo dei pensieri
braccialetti dell'amicizia colorati

Il Betto/Ciò che più fa male in carcere, oltre alla privazione della libertà, sono gli affetti lasciati fuori l mura… I sentimenti ci fregano … e ci fanno soffrire, soprattutto quando si tratta di minori.
Comunicare con amici e parenti lo si può fare solo con poste italiane “in carta”, una telefonata alla settimana della durata di 10 minuti, un colloquio.
Circa un anno fa è stato trasferito un ragazzo senegalese che confezionava braccialetti dell’amicizia e macramè, un pensierino per grandi e piccini. Però, ahimè, no senegalboy – no braccialetti.
Ho chiesto a mia madre di portarmi, attraverso il pacco del colloquio, i fili di cotone, colorati, necessari per provarci; tanto il tempo non mi manca…
Dopo prova e riprova sono riuscito ad avere risultati che mi soddisfano, e così inviare in busta i miei pensierini.
In sezione si è sparsa la voce sul senegalese “bianco”, le ordinazioni “fioccano”, e con piacere ho visto come tanti hanno i loro affetti a cui regalare un po’ di cotone intrecciato di affetti, per le mogli, le fidanzate, i figli ecc.
Da parte mia, è gratificante, con così poco “filo”, distribuire sorrisi e gratitudine…  e spesso mi arrivano tavolette di cioccolato per il mio palato.
Suerte.

Categorie carcere: 

Fonte: Bandieragialla.it – http://www.bandieragialla.it/content/sul-filo-dei-pensieri

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