Finalmente il permesso premio!
gente che cammina veloce in città

di Osvaldo Broccoli /Dopo più di 20 di carcere ho potuto usufruire di un permesso premio che mi ha consentito di rivedere Bologna vestita a festa. Non sono di questa città, e l’ultima volta che mi è capitato di venirci è stato nel 1996. Una volta messo piede fuori dalle mura del carcere dove ho vissuto per tanti anni mi sono sentito un po’ frastornato, confuso, come se avessi bevuto un bicchiere di troppo; anche solo il fatto di andare in automobile mi dava un senso di insicurezza e di vertigine, ma il mio “autista”, il volontario che mi accompagnava, mi ha tranquillizzato dicendomi che la velocità non superava quella di una bicicletta in corsa, o di un motorino, dal momento che facevamo i 40/50 Km orari.

Dopo tanto tempo sono entrato in un bar per una vera colazione servita a tavolino. Abbiamo girovagato per la città ed ho visto tanta gente che camminava velocemente da tutte le parti, alcune persone parlavano, parlavano da sole… ma in realtà stavano telefonando. Tanta gente, ragazzi, persone di ogni età che, seduti su una panchina o fermi in piedi stavano a testa bassa chini sui loro mini computer o ipad, messaggiando non so bene cosa. Ho notato anche che le vecchie ed anche caratteristiche cabine telefoniche sono sparite dagli angoli delle strade e dei portici. Che dire? Tutto un altro modo di vivere, tutto frenetico, un modo di vivere che non ricordavo più, tanto diverso e lontano dal vivere dentro al carcere, dove i passi sono lenti e misurati, anche a causa dei tanti cancelli di sbarramento, e dove tutto è statico e fermo.

Devo dire che ho trovato tanta accoglienza anche al pranzo presso la parrocchia di S. Sigismondo, insieme ai volontari ed agli studenti che frequentano l’associazione “Il Poggeschi per il carcere”, che propone tante attività all’interno della Dozza. Da qualche tempo hanno avuto la possibilità di usufruire di uno spazio per organizzare un pranzo settimanale da condividere con i detenuti in permesso o in misura alternativa. Ho trovato, con loro, accoglienza e cordialità, e mi sono sentito subito come a casa, ospite gradito tornato dopo un lungo viaggio. Ho incontrato persone capaci di gioire della mia stessa gioia. Quindi ringrazio tutti, a partire dal mio accompagnatore Paolo, ricordando tutti i volontari e gli studenti delle associazioni Avoc e Poggeschi, che ho incontrato in carcere e che ho potuto rivedere nel mondo esterno. Grazie al loro servizio ed alla loro disponibilità tanti di noi detenuti possono mettere i piedi fuori trovando sostegno, e così sperimentare una gioia che ricarica un po’ le batterie del nostro stato d’animo e ci aiuta a continuare a vivere qui in carcere per il tempo che ci rimane per scontare la nostra pena.

Portaci con te di Gabriele Baraldi

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Fonte: Bandieragialla.it – http://www.bandieragialla.it/content/finalmente-il-permesso-premio

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