Il presepe della vergogna: i nuovi Erode contro lo #IusSoli

Fiaccolata per la cittadinanza

Stanotte il cristianesimo celebra la nascita di un bambino migrante indifeso, perseguitato e minacciato dal potere che lo temeva. Quel bambino è stato prezioso per tutta l’umanità, e ci ha detto che qualsiasi cosa avremmo fatto ai bambini l’avremmo fatta a lui.

Nel frattempo il nostro Parlamento si è dimostrato un coacervo di vigliacchi privi del coraggio di porre la questione di fiducia sullo #IusSoli, di razzisti che boicottano diritti civili per fare carriera sull’odio, di opportunisti che abbandonano l’aula per non dover rispondere del proprio voto.

E resta un dato di fatto ineluttabile: prendersela coi neonati è da vigliacchi, usare come scusa l’etnia dei genitori è da razzisti, farlo per avere voti è da sciacalli.

Cari xenofobi, oggi siete dalla parte vincente della cronaca, ma restate dalla parte perdente della storia, condannati alla stessa vergogna che ha già marchiato fascisti antisemiti italiani, segregazionisti sudafricani e statunitensi, maschilisti, omofobi e antimeridionalisti.

I vostri ignobili sforzi sono simili a quelli fatti per calpestare donne, omosessuali, neri, meridionali e tutti quelli che non avete voluto riconoscere uguali a voi in dignità e diritti, negando per paura o ignoranza la dichiarazione universale dei Diritti Umani.

Oggi potete contare su un popolo ignorante dove il 60% degli adulti non legge libri, e produce come conseguenza una rappresentanza parlamentare indegna di un paese civile e di una democrazia evoluta.

Domani saranno adulti tutti quelli a cui avete sospeso i diritti fino alla maggiore età solo perchè avevano i genitori “sbagliati”, violentando la loro identità, la loro psiche da adolescenti, il loro diritto a godere di borse di studio o di affiliarsi a federazioni sportive.

Non potrete più ignorarli, il diritto di voto arriverà anche per loro, e sogno il giorno in cui la classe dirigente di un paese malato di vecchiaia ed egoismo sarà rinnovata e rimpiazzata dai “nuovi italiani”,  consapevoli di essere nati nella patra del diritto e non in padania.

Sono loro la mia speranza nel futuro, e non il vostro odio. Sono loro l’Italia che amo, e non le masse ignoranti che trattano i neonati come aggressori. Sono loro il motore della vita, e non la vostra “razza pura” vecchia, sterile, egoista. Sono loro i miei “Fratelli d’Italia”.

Nel mio presepe quest’anno c’è un migrante economico, un rifugiato, un nato in Italia marchiato dall’ignoranza con lo stigma di straniero, un lavoratore sfruttato che versa contributi dirottati sulle pensioni dei nostri nonni. E un Gesù Bambino con la pelle scura dei palestinesi.

Al vostro presepe da farisei lascio i festeggiamenti per i diritti negati a bambini che saranno anche il vostro futuro, lascio la gioia effimera di Re Erode che ha fatto strage di innocenti perchè aveva paura di un bambino indifeso, lascio tutta l’anticristianità vile e blasfema.

Scrivo queste parole come incoraggiamento ai giovani italiani di fatto per superare il vostro odio e radicarsi sempre di più nelle nostre città, nel nostro tessuto sociale e nella nostra vita quotidiana, in attesa del giorno inevitabile in cui saranno radicati anche all’anagrafe.

E scrivo anche per dare coraggio a me mentre aspetto con speranza il giorno in cui gli “uomini di buona volontà”, riusciranno a costruire quella “pace in terra” che arriverà assieme al diritto, alla giustizia e allo #IusSoli, seguendo la lenta e inesorabile forza della storia.

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Fonte: Matita Rossa – http://gubitosa.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/12/24/iussoli/

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