USA: si vis bellum, nega pacem!

“Se gli USA avessero a cuore la propria democrazia invece che bombardare altri popoli in nome della democrazia, io non avrei bisogno di stare a convincere nessuno che la guerra non è mai giustificabile”. David Swanson

Il 12 febbraio 2018, presso la Radford University (Virginia), si è svolto un dibattito pubblico fra David Swanson[1], pacifista , e Pete Kilner[2], studioso di etica militare, sul tema: “La guerra è mai giustificabile?”
In questo dibattito si è discusso in prevalenza su questioni generali, di principio, pur facendo riferimento a guerre specifiche.

Il giorno seguente, presso la Eastern Mennonite University (Virginia), i medesimi oratori sono entrati più specificamente nel merito di guerre da ritenersi giustificabili o meno.

Il video del primo incontro si trova qui
Il video del secondo incontro si trova qui
Gli appunti preparatori di David Swanson si trovano qui e qui.

Oggi ci soffermiamo sul passaggio in cui David Swanson ha elencato molti esempi in cui gli USA hanno deliberatamente scartato ogni possibilità di soluzione pacifica:
“Gli USA, come ogni altro guerrafondaio, devono lavorare sodo per evitare la pace. Gli USA hanno speso anni a respingere ogni negoziato di pace in Siria.
Nel 2011 la NATO impedì che l’Unione Africana presentasse un piano di pace per la Libia, per poter iniziare a bombardarla.
– Nel 2003, l’Iraq era pronto a ispezioni illimitate[3] e perfino alle dimissioni del suo presidente, secondo numerose fonti ivi compreso il premier della Spagna al quale Bush (George W.) in persona riferì che Saddam Hussein aveva offerto di dimettersi.
– Nel 2001, l’Afghanistan era disposto a consegnare Osama bin Laden a un paese terzo perché fosse processato.
– Nel1999, il Dipartimento di Stato USA deliberatamente alzò la posta in gioco, insistendo sul diritto della NATO di occupare l’intera Iugoslavia, così che la Serbia non potesse accettare, e quindi dovesse essere ‘convinta’ con i bombardamenti aerei.
– Nel 1990, il governo iracheno voleva negoziare il suo ritiro dal Kuwait. Chiese che anche Israele si ritirasse dai territori palestinesi e che tutti gli stati della regione, compresi Iraq e Israele, rinunciassero ad ogni arma di distruzione di massa. Numerosi governi insistettero per portare avanti quella proposta. Gli USA scelsero la guerra…
…E così via a ritroso nella storia.
– Gli USA sabotarono ogni proposta di pace per il Vietnam;
– L’Unione Sovietica aveva proposto negoziati di pace prima della guerra di Corea;
– La Spagna voleva che l’affondamento della U.S.S. Maine fosse discusso in un arbitrato internazionale prima che scoppiasse la guerra Ispanico-Americana;
-Il Messico voleva negoziare la vendita dei suoi territori al nord (come già fatto per altri territori ancor più vasti);
In tutti quei casi gli USA preferirono la guerra”.

La prima sera, prima e dopo il dibattito, venne chiesto agli spettatori di indicare con un sì/no/non so la loro risposta alla domanda “La guerra è mai giustificabile?”
Votarono 25 persone con questi risultati:

Il motivo di un così netto ribaltamento si può attribuire non solo al merito degli argomenti addotti, ma anche all’evidenza che la pubblica opinione era stata sistematicamente ingannata, e lo è sempre più.
Ciò è in linea con una delle amare conclusioni di David Swanson: “Se gli USA avessero una democrazia invece che bombardare altri popoli in nome della democrazia, io non avrei bisogno di stare a convincere nessuno”.

 


[1]
scrittore, attivista, giornalista, conduttore radiofonico. E’ direttore di WorldBeyondWar.org. (il mondo oltre la guerra.org). Ha scritto molti libri fra cui War Is A Lie  (La guerra è una bugia) e War Is Never Just (La guerra non è mai giusta). E’ stato candidato al Nobel per la Pace nel 2015, 2016 e 2017. Ha conseguito un Master in Filosofia all’Università della Virginia.

[2] scrittore e e cultore di etica militare, ha servito in fanteria per più di 28 anni e insegna all’Accademia Militare degli USA. E’ stato più volte in Iraq e Afghanistan per condurre ricerche sulla leadership in combattimento. Laureato a West Point, ha un Maser in Filosofia alla Virginia Tech e un Dottorato in Scienze dell’Educazione presso la Statale di Pennsilvania.

[3] Le ispezioni avrebbero dimostrato quello che fu evidente dopo la distruzione dell’Iraq e l’impiccagione di Saddam Hussein: che Bush e Blair mentirono ai loro popoli sapendo di mentire.

Immagini: scultura di Esther e Michael Augsburger “Guns into Plowshares” (Forgeranno le loro lance in falci – Isaia 2,4), che si erige come simbolo di non violenza di fronte al quartier generale della polizia a Washington, D.C.

Fonte: Pressenza – https://www.pressenza.com/it/2018/02/usa-si-vis-bellum-nega-pacem/

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