Annullata, a Cassino, l’inaugurazione del monumento dedicato ai paracadutisti tedeschi

“Quanto sta accadendo a Cassino è una cosa gravissima, uno sfregio alla guerra di Liberazione in un territorio dove c’è stato un numero altissimo di appartenenti alle truppe alleate che si sono sacrificati per la libertà. Uno scandalo che non si può tollerare e, coinvolgendo anche l’Anpi nazionale, siamo pronti a fare denuncia come abbiamo già fatto per Affile con il mausoleo a Graziani” (da http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/03/15/news/cassino_inaugura_il_monumento-scandalo_alla_memoria_dei_paracadutisti_tedeschi-191368844/)

Fabrizio De Sanctis

Coordinatore regionale ANPI Lazio

16 marzo 2018

Comunicato stampa

Inaudita iniziativa dell’Amministrazione comunale di Cassino che intende celebrare, con tanto di monumento inaugurato ufficialmente, i paracadutisti tedeschi della Prima Divisione che nel 1943/44 si resero responsabili degli eccidi di Limmari di Pietransieri (Abruzzo, 21/11/1943, 112 morti di cui 31 bambini), di Collecarino di Arpino (27/05/1944, un morto e 28/05/1944, 9 fucilati per rabbia prima di abbandonare i territori sotto l’avanzata alleata).

Da diverse parti si è avanzata la similitudine con il monumento al macellaio Graziani ad Affile di questa iniziativa antistorica, anti italiana e contraria ad ogni idea di valorizzazione della democrazia conquistata a duro prezzo dagli alleati e dai combattenti italiani proprio contro le armate hitleriane, di cui quei parà rappresentarono una delle punte più feroci, più efficienti, più capaci di infliggere lutti e sofferenze alla popolazione civile spesso (come ad Arpino) solo per sfogare la rabbia della sconfitta e del forzato arretramento del fronte davanti all’avanzare degli alleati e della guerra di Liberazione.

Ma in questo caso è perfino peggio. Non era immaginabile, eppure il limite della vergogna di Affile è stato superato dall’inesauribile fantasia di revisionisti politici della storia che sono arrivati a celebrare gli invasori nazisti come fossero combattenti indistinti di una guerra con ragioni da ambo le parti, di cui celebrare asetticamente il valore militare dopo tre quarti di secolo dagli eventi.

Si stenta a crederci, si va a verificare che non si tratti di una burla da buontemponi, e si scopre che è tutto vero. Che cioè, la Citta Martire, Medaglia d’Oro al Valor Militare per essere stata “il tormentato limite, fatto di sangue e di rovina, della più aspra e lunga lotta combattuta dagli eserciti sul suo suolo nel nome della libertà e della civiltà contro l’oppressione e la tirannide” come si legge nella motivazione del conferimento della Medaglia stessa, ha un’amministrazione che ne celebra gli invasori.

La stele che si sta per inaugurare commemora “tutti i soldati caduti ecc. ecc.”, in un trionfo di cerchiobottismo finto-buonista, mentre con ogni evidenza mette sullo stesso piano i combattenti per la Liberazione dell’Italia dall’occupazione e dalla schiavitù agli incubi totalitari di Hitler con chi invece quegli incubi doveva realizzare a danno degli Italiani. Salvo poi commemorare effettivamente i soli invasori senza alcun imbarazzo, non invitando neppure le Associazioni della Resistenza come l’ANPI o l’ANPC, l’ANFIM o l’ANED, ma il capo della confederazione paracadutisti tedeschi, generale Hans-Werner Fritz.

Ora è più chiaro perché questa Amministrazione si è rifiutata già dal 2017 di celebrare perfino le ricorrenze della distruzione e liberazione di Cassino e il 25 Aprile insieme all’ANPI, che pure aveva proposto un programma da valutare e poi condividere, emendare o integrare, dichiarando la massima apertura e disponibilità anche a considerare progetti e proposte alternative del Comune.

Noi sappiamo che il sindaco è persona di convinzioni democratiche, ma evidentemente non è in grado di sostenerle, probabilmente condizionato da fattori non facilmente decifrabili. Non trova ragione logica una iniziativa di celebrazione di forze combattenti che hanno usurpato il territorio della Patria, hanno sottomesso e offeso in tutti i modi possibili il suo popolo, distrutto ogni forma di autonomia e di dignità si affacciasse in qualsiasi campo del vivere civile.

Se il sindaco ha qualche spiegazione che sfugge a chi osserva questi fatti con memoria viva del sacrificio del popolo di Cassino e non solo, la dia. Altrimenti, cessi lo stillicidio di iniziative retoriche e al tempo stesso umilianti per i suoi cittadini e per la storia italiana e perfino europea nel suo complesso, e si degni di celebrare chi fu vittima innocente non di una guerra qualsiasi e forse inevitabile, ma della feroce brama di onnipotenza di uno dei disegni più lucidamente criminali che il Novecento abbia conosciuto, il Terzo Reich di Hitler.

E, per favore, ci siano risparmiati accostamenti falsi della nostra Associazione e di quanto essa esprime con formazioni, ideologie o posizioni di parte; noi non intendiamo disconoscere il valore di parte dei combattenti di tutti gli schieramenti, ma ciò non ha nulla a che vedere con gli scopi per cui essi combattevano ed erano mandati a farlo. Vogliamo sottolineare ancora una volta che ciò che gli eserciti del Reich combattevano era la democrazia, la libertà, l’uguaglianza dei diritti, la dignità e la responsabilità dei popoli, il che non ci sembra doversi oggi celebrare come se nulla fosse accaduto.

Sostenere questo significa assumersi la responsabilità di tenere il sacco a chi tenta ostinatamente di cancellare la storia o di piegarla a fini di accreditamento di nostalgie autoritarie e intolleranti.

ANPI – Comitato Provinciale di Frosinone

17 marzo 2018

Fonte: Anpi – http://anpi.it/a1958/

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