La bufala dell’attacco del terrorista a Pompei

Un giovane algerino già espulso dalla Francia e dall’Italia ruba una Panda e arriva indisturbato davanti al santuario di Pompei, imboccando una via contromano a causa dello stato confusionale in cui si trova.

Giunto davanti al santuario due vigili gli si avvcinano e lui fugge a piedi, ma solo per finire intercettato dai carabinieri a bordo di un autobus. Non ha investito nessuno, non ha provocato pericoli e non si è mai mostrato aggressivo. Niente terrore tra i fedeli, niente pedoni spaventati, nessun allarme.

Il fatto ha assunto rilevanza solo oggi, i fatti si sono svoltì martedì scorso, e solo perché nella sentenza di condanna il giudice ha chiesto al pm di valutare se trasmettere gli atti al pool antiterrorismo della Procura di Napoli. A Pompei non lo sa nessuno che c’è stato un attacco terroristico.

Ma per molti organi di stampa il suo invece è stato proprio un attacco terroristico in nome di Allah, e molti si sono lasciati andare riferendo di «schianti» che non ci sono mai stati e di pericoli per i fedeli che non emergono dalle cronachi più puntali e precise, come quella del Mattino, che titola giustamenteAlgerino contromano su auto rubata verso il Santuario di Pompei: fermato .

Molto più fantasiosi quelli che han comunicato ai loro lettori un attacco terroristico che non c’è mai stato, tra i numerossisimi esempi di questo tipo c’è il titolo del Corriere del Mezzogiorno:
Algerino si lancia con un’auto verso il Santuario di Pompei: «L’ho fatto nel nome di Allah».

Segue Il Giornale: Attacco di un algerino con l’auto: terrore al Santuario di Pompei.
Strage sfiorata sul viale pedonale che porta alla basilica. Dopo aver rubato un’auto l’immigrato drogato si è lanciato contro i fedeli.

Blitz quotidiano ci racconta una situazione surreale: Pompei: algerino contromano in auto mentre inneggia ad Allah.

Apoteosi per il Primato Nazionale, il sito di Casapound: A folle velocità contro il Santuario di Pompei, condannato clandestino: “L’ho fatto per Allah”.

Poi si legge la cronaca locale, lontana da strumentalizzazioni e iperboli e tutto si riduce a:

Dagli accertamenti è emerso che l’auto, una Panda, era stata rubata a Terzigno, nel Vesuviano, alle 14 del giorno stesso alla “bravata”. Qualche ora più tardi il ragazzo si è poi recato a Pompei dove, a bordo della vettura, ha percorso via Lepanto – la strada che porta davanti alla basilica – fino ad arrivare in piazza Bartolo Longo, senza trovare ostacoli alla percorribilità delle automobili, come fioriere e transenne, rimossi per agevolare l’allestimento di un palco per la via Crucis pasquale. Una volta giunto nell’area pedonale antistante il santuario il giovane è stato avvicinato dai vigili urbani che hanno cercato di bloccarlo. L’algerino è fuggito e gli agenti hanno avvertito i carabinieri che lo hanno scovato su un bus dove è stato arrestato per furto d’auto e false dichiarazioni.

Segue condanna severa per direttissima, per il furto della Panda e per le dichiarazioni mendaci ai carabinieri.

Nessuna traccia del resto delle fantasie.

Fine della storia.

 

Fonte: Mazzetta – https://mazzetta.wordpress.com/2018/03/29/la-bufala-dellattacco-terrorista-a-pompei/

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