Dal dibattito in sede ONU forte convergenza sulla necessità di un nuovo Trattato sui “killer robots”

Il movimento globale per vietare preventivamente le armi completamente autonome (i cosiddetti “killer robots”) e mantenere un controllo umano significativo sull’uso della forza ha ricevuto importante slancio durante il quinto incontro internazionale ONU sul tema, che si è concluso a Ginevra il 13 aprile. Il crescente elenco di Paesi che chiedono un divieto per le armi completamente autonome ora è ad un totale di 26, con l’aggiunta di Austria, Cina, Colombia e Gibuti.

Stop Killer Robots Geneva Nazioni Unite “Dopo questa settimana, siamo più convinti che mai che gli Stati debbano determinare con urgenza cosa è accettabile quando si tratta di mantenere il controllo umano sui sistemi d’arma e sull’uso della forza” – ha detto Mary Wareham di Human Rights Watch coordinatore della Campaign to Stop Killer Robots – “Ci sentiamo rincuorati che un numero significativo di Stati ora riconosca l’urgente necessità di iniziare a negoziare una nuova legge internazionale per prevenire un futuro fatto di armi completamente autonome”. Un totale di 82 paesi hanno partecipato alla settimana di incontri presso la Convenzione sulle armi convenzionali (CCW), oltre a diverse Agenzie delle Nazioni Unite, al Comitato internazionale della Croce Rossa, a numerosi accademici e alla Campaign to Stop Killer Robots di cui anche Rete Italiana per il Disarmo fa parte.

Durante l’incontro, l’Austria e altri Stati hanno proposto che in sede CCW si accetti di avviare negoziati su uno strumento giuridicamente vincolante (vale a dire, un Protocollo o un Trattato) che punti a mantenere un controllo umano significativo sulle funzioni critiche della selezione e dell’impegno in azioni militari. Per prevenire lo sviluppo e la proliferazione di queste armi e affrontare le gravi preoccupazioni etiche, legali, operative, tecniche, di proliferazione e di sicurezza internazionale, la Campaign to Stop Killer Robots invita gli Stati a negoziare e adottare un nuovo Trattato di divieto entro la fine del 2019.

Molti Stati che avevano già espresso il loro sostegno al raggiungimento di un divieto della produzione e uso di armi completamente autonome hanno ribadito la propria posizione durante la settimana di dibattito: tra gli altri Brasile, Cile, Costa Rica, Cuba, Egitto, Iraq e Pakistan. Il Sudafrica e altri stati africani hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che esprime sostegno al divieto; la Campaign to Stop Killer Robots esorta ora tutti i Paesi a definire anche una dichiarazione nazionale che affermi il sostegno a questo obiettivo. Alla fine della settimana Cina, Colombia e Gibuti hanno espresso per la prima volta il loro desiderio di negoziare e concludere un nuovo Protocollo CCW per proibire sistemi di armi completamente autonomi. In risposta alle domande della nostra Campagna, la delegazione cinese ha chiarito che la sua richiesta è di vietarne l’uso.

Fonte: Rete Italiana per il Disarmo – https://www.disarmo.org/rete/a/45287.html

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