Iran: Tweety Trump guerra Fondai – Seconda parte

© Michel Kichka

Così, nonostante le pressioni degli europei e del suo amico Macron, Trump non ha rinunciato al suo osso iraniano e ha deciso, a prescindere dalle conseguenze, di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo nucleare iraniano (JPCoA, Joint Comprehensive Plan of Action, 2015), accettando la dimostrazione di “Bibi” Benyamin Netanyahu, secondo cui l’Iran sta mentendo.

Certo, l’Iran non è il piccolo angelo custode del Medio Oriente, la sua azione in Siria, in Libano e altrove, l’opposizione con l’Arabia Saudita è un problema. Tuttavia, l’accordo internazionale rimane un mezzo per fare rientrare in Iran nella comunità internazionale. Se gli europei, alleati della Cina e della Russia, parti dell’accordo, non riescono a tenerlo in vita, il rischio è di vedere l’Iran, come ha annunciato il suo presidente (moderato) Hassan Rohani, seguire l’esempio della Corea del Nord e continuare non solo la sua corsa alla bomba nucleare, ma anche le sue azioni destabilizzanti in Medio Oriente. Un altro rischio è quello di destabilizzare il fragile equilibrio politico interno dell’Iran e spingendo i pashdahan estremisti a riprendere il potere. Infine, l’impatto sui mercati petroliferi potrebbe provocare una nuova crisi il cui impatto sulla ripresa economica in Europa potrebbe essere significativo.

Fino a dove arriverà l’irresponsabilità del genio americano?

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Fonte: Librexpression.eu – https://www.libex.eu/2018/05/09/iran-tweety-trump-guerra-fondai-seconda-parte/

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