Mare negato a Catania

Spiagge e piattaforme costate 500mila euro ancora chiuse.

Il primo giugno inizia la stagione balneare. Il Comune di Catania gestisce sei aree demaniali marittime tra spiagge e piattaforme sulla scogliera. Le spiagge libere numero 1,2 e 3 sul litorale sud della playa; la scogliera di piazza Europa, di ognina e la spiaggetta di San Giovanni Li Cuti sul lungomare. Tali concessioni costano alla città circa 80 mila euro l’anno, versati regolarmente al Dipartimento Territorio e Ambiente della Regione Sicilia e all’Autorità Portuale che è titolare dell’area della spiaggia libera numero 1.

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Foto di Matteo Iannitti

Le spiagge.

Nel dicembre scorso il Comune di Catania ha deciso, attraverso una piccola consultazione pubblica, di investire nella riqualificazione delle spiagge libere i 200mila euro vincolati alla pratica del “bilancio partecipato”. I lavori dovevano consistere nell’abbattimento delle strutture in cemento e nell’allestimento delle spiagge, e sarebbero dovuti terminare l’11 maggio 2018, appena in tempo per l’inizio della stagione balneare.

Sono stati spesi i soldi ma oltre alla demolizione delle casette di cemento nient’altro è stato ancora fatto. Dove vi erano delle spiagge adesso c’è solo deserto. Ancora non è stato montato un bagno, una doccia, un angolo bar. Non sono collegati gli scarichi fognari, non vi è nessuna insegna, nessuna postazione per il soccorso in mare. Nessuna zona verde, come promesso nel progetto, e nemmeno una zona d’ombra. Centinaia di migliaia di euro spesi solo ed esclusivamente per le demolizioni e le spiagge a oggi, ad eccezione della numero 1 dove qualcosa è stato montato, sono assolutamente impraticabili.

Eppure le spiagge libere sarebbero dovute essere aperte e attrezzate dal primo maggio. Oggi chi va nella spiaggia libera numero 2 non trova bagnanti ma ruspe.

Le piattaforme.

Per il montaggio e lo smontaggio delle piattaforme di piazza Europa e di Ognina, oltre che per la realizzazione di una rampa per le persone diversamente abili a San Giovanni Li Cuti, il Comune di Catania investe ogni anno 300 mila euro di denaro pubblico, per garantire l’apertura delle piattaforme da maggio a ottobre. L’appalto per la costruzione delle piattaforme è stato aggiudicato definitivamente nel mese di aprile alla società SCR Srl di Agrigento che però non ha ancora nemmeno iniziato i lavori di montaggio. Lavori che negli scorsi anni non sono durati meno di 30 giorni, il che vuol dire che prima di luglio nessuno potrà fare il bagno al lungomare e nessuna persona disabile potrà fare il bagno in sicurezza a San Giovanni Li Cuti.

L’inquinamento.

Ogni anno con l’inizio della stagione balneare, il canale di gronda che scarica a piazza Europa e il torrente Fontanarossa che sfocia al centro della playa, dovrebbero essere deviati per fare in modo che le zone balneari non siano contaminate da acque nere e maleodoranti. Ancora nessuno dal Comune è intervenuto anche se la gente ha già iniziato a fare il bagno proprio in quelle aree.

Oltre il danno, la beffa. 500 mila euro buttati per un mare negato.

Sembra incredibile ma ad appena qualche ora dall’inizio della stagione balneare, nonostante gli 80 mila euro pubblici spesi per le concessioni demaniali, i 200 mila euro per la riqualificazione delle spiagge libere e i 300 mila euro investiti per il montaggio dei solarium nulla è ancora pronto e i catanesi non possono ancora fare il bagno in sicurezza, in aree attrezzate con servizi e bagnini (obbligatori per garantire la balneazione). Ma c’è di più. La ditta che si è aggiudicata l’appalto per la gestione dei servizi, che sarebbero dovuti partire il primo maggio, appare certo che chiederà i danni al Comune per non aver in tempo montato i solarium e aperto le spiagge. Altri migliaia di euro pubblici gettati al vento.

Neanche le imminenti elezioni comunali hanno convinto l’amministrazione comunale ad essere efficiente. Gli unici che ringraziano sono i proprietari degli stabilimenti balneari che in assenza di spiagge e piattaforme libere e gratuite faranno soldi a palate. Chi non potrà permettersi l’ingresso al lido, invece, rimarrà a casa.

Fonte: I Siciliani – http://feedproxy.google.com/~r/isiciliani/~3/WaUsPW7q9Ro/

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