Sradicare i traffici di armi leggere: due settimane di incontri all’ONU tra governi e società civile

implementati con più coraggio, secondo le ONG internazionali. Non a caso la Rete IANSA sottolinea come nel PoA dovrebbero essere inseriti anche interventi di controllo sulle munizioni (non previsti esplicitamente) e a tal riguardo la Conferenza di Revisione di questi giorni fornisce una grande opportunità di rafforzamento del Programma se si prevederanno azioni esplicite riguardo al munizionamento. Le armi leggere e di piccolo calibro possono anche durare e rimanere utilizzabili per decenni, ma senza continui rifornimenti di munizioni tali armi diventano essenzialmente inutili.

“Piccole armi, grandi problemi”, potrebbe essere questa la frase riassuntiva della questione. La maggior parte dei conflitti odierni è combattuta con armi leggere e di piccolo calibro. Sono le armi più scelte ed utilizzate nelle guerre civili, dal crimine organizzato, nelle guerre tra bande e negli attacchi terroristici. Sono facili da usare, da trasportare e da nascondere.

UN Nonviolence - knotted gun I flussi illeciti di armi leggere e di piccolo calibro minano la sicurezza e lo stato di diritto e sono spesso un fattore alla base dello spostamento forzato di civili e di reiterate violazioni dei diritti umani, tra cui gli abusi sessuali e le violenze di genere. Oggi i conflitti armati sono il motivo principale della fuga di intere popolazioni dalle proprie case, diventando inoltre la causa più comune della insicurezza alimentare come illustrano chiaramente le crisi in Somalia, Sud Sudan e Yemen.

La violenza armata aggrava la povertà, inibisce l’accesso ai servizi sociali e appesantisce la spesa per la sanità pubblica. Costituisce così un grave impedimento per la crescita economica: nulla è più dannoso per investimenti e crescita economica e sociale come l’insicurezza “armata”.

Inoltre, le armi leggere sono generalmente l’unica categoria di armi di cui è consentito un possesso civile. Significa che la loro regolamentazione copre un’area di controllo davvero unica e specifica che necessita norme avanzate ed efficaci ed un coinvolgimento ben più ampio delle sole istituzioni nazionali e locali.

Il Segretario Generale dell’ONU Guterres ha apre la Conferenza con un Messaggio a Governi e Società Civile che ha dato avvio ai lavori della Conferenza di Revisione: “Le armi di piccolo calibro sono spesso un fattore di violazione dei diritti umani su larga scala e di spostamento forzato dei civili. Il controllo delle armi di piccolo calibro è un prerequisito per la stabilità e per la prevenzione dei conflitti, elementi fondamentali per raggiungere gli obiettivi mutualmente rafforzanti di pace e sviluppo sostenibile”.

Nel notare come la regolamentazione di oltre un miliardo di armi leggere diffuse per il mondo sia una sfida complessa e singolare, soprattutto per il fatto che la grande maggioranza di esse è in mani civili ed è quindi necessario impostare azioni che vadano oltre le istituzioni nazionali di sicurezza, Guterres ha inoltre aggiunto come “Tragicamente, molti di quelli che ogni anno premono il grilletto sono uomini che usano un’arma acquistata illegalmente contro le donne proprie partner. In alcuni Paesi, oltre il 60% di uccisioni di donne sono commesse con armi da fuoco”. Facendo così eco ad una delle richieste principali avanzate da tempo dalla società civile: la necessità di azioni basate sull’approccio di genere per frenare la proliferazione delle armi leggere e della violenza ad esse collegate.

“L’Agenda per il Disarmo che ho lanciato il mese scorso include una rinnovata attenzione al controllo delle armi leggere” ha concluso il Segretario Generale dell’ONU.

Fonte: Rete Italiana per il Disarmo – https://www.disarmo.org/rete/a/45512.html

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