Diciotti: rimandato l’attracco, occhi puntati su Trapani

Avrebbe dovuto avvenire nel tardo pomeriggio di mercoledì a Trapani e invece è stato rimandato a giovedì l’attracco della Diciotti e lo sbarco dei 67 naufraghi salvati in acque internazionali al largo della Libia dalla Vos Thalassa e trasferiti lunedì sulla nave della Guardia Costiera. L’ennesimo soccorso diventato anche un caso politico, rischiando di essere trasformato in un braccio di ferro tra ministri.

Le 67 persone sono state soccorse dalla motonave italiana Vos Thalassa, impegnata nel supporto di una piattaforma della compagnia petrolifera francese Total. La Vos Thalassa, battente bandiera italiana ma appartenente alla società olandese Vroon è una presenza costante nel Mediterraneo, dove si è già trovata coinvolta in operazioni di soccorso di imbarcazioni in difficoltà. Come ha ricordato Sergio Scandura, giornalista di Radio Radicale, lo scorso 17 giugno aveva salvato 212 persone, poi trasbordate anche allora sulla nave Diciotti della Guardia Costiera, in tre diverse operazioni di soccorso.

Nella serata di lunedì, il Viminale aveva dichiarato il rifiuto di indicare un porto di approdo in Italia alla Vos Thalassa e le persone salvate erano poi state trasferite sulla Diciotti. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva criticato la decisione affermando che «la guardia costiera italiana non può sostituirsi a quella libica, soprattutto se i colleghi africani sono già entrati in azione».

Come abbiamo già scritto, il ruolo della cosiddetta Guardia Costiera libica è molto controverso. Le motovedette libiche hanno alle spalle una lunga lista di episodi di violenza nei confronti delle Ongimpegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo e degli stessi migranti. Il più grave quello del naufragio del 6 novembre scorso, quando oltre 50 persone sono annegate in quella che avrebbe dovuto essere un’operazione di soccorso. Una motovedetta libica era sfrecciata via, nonostante vi fossero ancora diverse persone in acqua, attaccate alle cime dell’imbarcazione.

Il ministro dei trasporti, Danilo Toninelli, ha risposto via Twitter, affermando che il trasbordo sarebbe avvenuto perché i naufraghi, davanti alla possibilità di essere riportati in Libia, avrebbero “messo in pericolo di vita l’equipaggio” della Vos Thalassa. Questo il Tweet del Ministro: «Orgoglioso della Guardia Costiera italiana che con nave Diciotti ha preso a bordo 60 migranti che stavano mettendo in pericolo di vita l’equipaggio dell’incrociatore italiano Vos Thalassa (in realtà si tratta di un rimorchiatore n.d.r.). Ora avanti con indagini per punire facinorosi».

Il Corriere della Sera ha riportato che in realtà solo due delle 67 persone a bordo avrebbero avanzato minacce all’equipaggio, un cittadino ghanese e un sudanese.

Le proteste inoltre sarebbero iniziate quando i naufraghi hanno capito che rischiavano di essere riconsegnati ad una motovedetta libica e quindi di ritornare nel Paese.
Le comunicazioni tra la Vos Thalassa e la Guardia costiera italiana, pubblicate mercoledì sul Corriere inoltre offrono nuove informazioni rispetto ai fatti.

«Alle 22 la nave è partita per il punto di incontro con la motovedetta libica. Alle 23 circa qualcuno dei migranti in possesso di telefoni e Gps ha accertato che la nave dirigeva verso sud. I migranti in gran numero dirigevano verso il marinaio di guardia chiedendo spiegazioni in modo molto agitato e chiedendo di poter parlare con il comandante. Lo stesso, impaurito e accerchiato, contattava il ponte via Vhf. I migranti hanno accerchiato a questo punto l’ufficiale chiedendo spiegazioni e manifestando un forte disappunto, spintonando lo stesso e minacciandolo… In questa situazione di pericolo il primo ufficiale cercava di calmare le persone dicendogli che a breve saremmo tornati indietro… Una volta informato il comandante e l’ufficio la nave ha invertito la rotta. Il primo ufficiale tornava in coperta per rassicurare i migranti che nuovamente lo accerchiavano e lo spintonavano. Le loro richieste risultano chiare ad un possibile intervento libico ci sarebbe stata una reazione non certo pacifica. Per tranquillizzare la situazione abbiamo dovuto affermare che verrà una motovedetta italiana».

La Guardia Costiera, raggiunta da Vita.it non ha confermato né smentito l’assegnazione di Trapani per lo sbarco. Ma, secondo Ansa, «la nave potrebbe alla fine sbarcare a Trapani domani mattina». Nel frattempo sempre Ansa dichiara che: «A bordo della nave, a quanto si apprende, ci sono uomini della capitaneria di Porto e della polizia di Stato».

Su Repubblica Alessandra Ziniti sottolinea che la decisione del porto di Trapani sarebbe, per la prima volta, stata decisa il ministro delle Infrastrutture Toninelli, «che è intervenuto sulla scelta che invece spetta al ministero dell’Interno. . Matteo Salvini continua infatti a ribadire la linea dura: “Prima di concedere qualsiasi autorizzazione – ha detto – attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette.»
Si continua quindi ad aspettare, tenendo gli occhi puntati su Trapani. La città oggi è sui giornali anche per un’altra questione relativa ai salvataggi in mare.

La Procura di Trapani ha notificato 20 avvisi di garanzia a componenti l’equipaggio della nave Juventa e a personale di Medici Senza Frontiere e Save the Children nell’ambito dell’inchiesta sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che un anno fa portò al sequestro dell’ imbarcazione dell’Ong tedesca Jugend Rettet. Ansa sottolinea che: «l’avviso di garanzia si è reso indispensabile perché gli investigatori devono compiere accertamenti tecnici irripetibili su alcune utenze telefoniche. L’inchiesta, che ipotizzava contatti tra l’equipaggio della Juventa e trafficanti di migranti, sta per essere chiusa».

Save the Children ha dichiarato che: «Si tratta di un atto dovuto per consentire di partecipare all’ispezione dei dispositivi elettronici sequestrati alcuni mesi orsono, permettendo di esercitare il diritto alla difesa. Di fatto l’unico modo per farlo è quello di iscrivere le persone al registro degli indagati. Siamo certi che tutti i componenti del nostro staff abbiano sempre svolto il proprio compito nel pieno rispetto dei regolamenti e delle procedure interne e sotto il pieno coordinamento del Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo della Guardia Costiera (IMRCC). Apprezziamo pertanto il provvedimento del Procuratore che è volto a garantire alle persone coinvolte la partecipazione, attraverso i loro rappresentanti legali e consulenti di parte, all’ispezione dei dispositivi elettronici».

Questo il commento di Medici senza Frontiere: «Ribadiamo la nostra piena collaborazione e siamo sicuri che gli accertamenti confermeranno quanto abbiamo sempre affermato, ovvero che siamo in mare, nel rispetto della legge, con l’obiettivo di salvare vite, non certo per favorire l’odioso lavoro dei trafficanti».

Foto: Moas Mathieu Willcocks (EU)

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2018/07/11/diciotti-rimandato-lattracco-occhi-puntati-su-trapani/147566/

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