Il vantaggio di accogliere i profughi

Il forestiero che oggi accolgo nella mia casa per ottemperare ad una regola universale e sacra, domani potrei essere io o un mio figlio. Se fosse stata quella dei ciclopi a diventare norma universale, la nostra civiltà non sarebbe sopravvissuta.

L’ospitalità è una norma razionale di reciprocità, che si è dimostrata nei millenni altamente generativa. Si è dimostrata evolutivamente stabile perché più intelligente e feconda della norma dei ciclopi e dei sodomiti. Perché lo straniero accolto nelle nostre case porta anche e soprattutto benedizione, vita, opportunità, biodiversità, colori, ricchezze, storie diverse dalle nostre, che ci arricchiscono e ci fanno migliori.

È l’assenza di questo paradigma di mutuo vantaggio e di reciprocità che manca nelle letture del flusso migratorio del nostro tempo. Dietro la crisi che stiamo vivendo si nasconde una profonda carestia narrativa, una povertà di categorie adeguate per trasformare ciò che ci appare “ferita” in benedizione collettiva.

Qualche anno fa, l’Italia ha vissuto una esperienza analoga, e l’ha vissuta bene e con intelligenza. Quando arrivarono nel nostro Paese centinaia di migliaia di donne dall’Est, per occuparsi dei nostri genitori anziani e dei nostri bambini. Il contesto era diverso, e fu la domanda a trainare l’offerta, ma quel flusso migratorio, che all’inizio faceva anche un po’ paura, si rivelò un autentico dono per le nostre famiglie e per la nostra società — meno per il Terzo settore, che non ha saputo, se non in minima parte, generare con queste donne migranti forme di lavoro cooperativo e associativo. Prima ancora, un’altra migrazione fu invece occasione per nuovo lavoro e per la più grande innovazione socio-economico dell’ultimo secolo. Quella dai manicomi, quando altri “migranti” in cerca di libertà e vita degna diedero vita anche a migliaia di cooperative sociali, che rappresentano ancora un orgoglio nazionale sempre più imitato fuori dai confini nazionali.

E, prima ancora, durante l’ultima guerra mondiale, gli italiani vissero sulla loro carne quanto l’economista-filosofo Amartya Sen ci ha poi spiegato con la teoria, che il prossimo non è il vicino geografico, religioso o etnico — che è anche uno dei grandi insegnamenti della parabola del Buon Samaritano.

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2018/07/17/il-vantaggio-di-accogliere-i-profughi/147610/

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