Gaza a un passo dalla guerra

Quattro gazawi sarebbero stati uccisi nel corso degli scontri a fuoco con Israele. Tel Aviv sta colpendo la Striscia con artiglieria e con raid aerei.


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AGGIORNAMENTI:

ore 18:30 Ufficiale dell’esercito israeliano: “Prima degli eventi di oggi pensavamo che fossimo capaci di fermare l’escalation, ma oggi siamo in una situazione completamente diversa. Verranno prese delle decisioni”

ore 18:00  Le brigate Izz al-Din al-Qassam (il braccio armato di Hamas) riferiscono che i quattro palestinesi uccisi finora erano suoi membri. Grave un 14enne gazawi colpito alla testa da un proiettile sparato dall’esercito a Khan Younis

ore 17:55   Nomi dei palestinesi uccisi finora: Ahmed Riad Farhana, 27 Shaaban Mohammed Abu Khater, 28 Mahmoud Khalil Qashta, 28 Mohammed Farwana, 31

ore 17:35   Fonti israeliane parlano di 3 morti (non due) ad est di Khan Younis. Media arabi riferiscono pure di un gazawi ucciso a Rafah

Il canale 10 della televisione israeliana sostiene che sono tre (e non due) i gazawi uccisi da Israele a est di Khan Younis in seguito a uno scontro a fuoco con l’esercito. I media israeliani parlano anche di un soldato ferito. Il sito in arabo dell’agenzia palestinese Ma’an in arabo parla di un altro palestinese ucciso a Rafah

ore: 17:14  I media palestinesi parlano di un altro gazawi ucciso a est di Rafah.

ore 17:05   Aviazione israeliana uccide due membri delle Brigate al-Qassam

Due palestinesi, secondo fonti palestinesi membri delle Brigate al-Qassam (il braccio militare di Hamas) sono stati uccisi poco fa a Khan Younis, nella Striscia di Gaza. L’aviazione bombarda il nord dell’enclave palestinese

ore 12:30       Lieberman: “Hamas ci sta portando a compiere una larga offensiva a Gaza”

“Stiamo cercando di essere attenti e responsabili, ma i capi di Hamas ci stanno portando ad una situazione in cui non avremo scelta, ad una situazione in cui dovremo compiere una larga e dolorosa operazione militare, non soltanto uno show, ma una larga e dolorosa operazione militare” ha detto oggi da Sderot (città israeliana vicino al confine con Gaza) il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman. “Credo – ha poi aggiunto – che gli unici responsabili per questa situazione siano i dirigenti di Hamas, ma purtroppo saranno i residenti di Gaza a pagarne il prezzo”.

Sui motivi di una possibile nuova offensiva Liberman ha poi spiegato che “il vero problema è l’erosione della deterrenza [israeliana], un cambiamento nell’equilibrio e, certamente, la sensazione di sicurezza che non è meno importante della stessa sicurezza”.

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della redazione

Roma, 20 luglio 2018, Nena News – La tensione continua ad essere alta nella Striscia di Gaza dove l’aviazione israeliana ha ieri ucciso un 22enne gazawi, Abed Karim Ridwan, e ha ferito tre persone in un raid aereo che ha colpito la zona di Rafah, nel sud dell’enclave palestinese assediata.

Secondo la versione di Tel Aviv, i caccia da guerra israeliani sono entrati in azione ieri pomeriggio per fermare alcuni membri di Hamas che erano pronti a lanciare un “palloncino incendiario” verso Israele. L’esercito ha poi fatto sapere che, per risposta, i palestinesi avrebbero lanciato due colpi di mortaio verso Israele senza provocare danni. Nelle stesse ore in cui l’aviazione israeliana colpiva Gaza, il ministro della difesa israeliano Lieberman era in riunione con alcuni ufficiali della sicurezza “per valutare la situazione” della Striscia. In una nota pubblicata sul suo sito, il braccio militare di Hamas, le brigate Izz al-Din al Qassam, ha definito l’attacco di ieri di Tel Aviv un “odioso crimine, una idiozia per cui è completamente responsabile. [Israele] pagherà un prezzo con il suo sangue”.

Israele ha promesso in questi mesi una dura risposta contro i palloncini e gli aquiloni incendiari palestinesi che, sostiene, hanno bruciato almeno 3.000 ettari di terra nell’area israeliana che confina con la Striscia. Alcuni giorni fa il premier Netanyahu ha aperto ad una offensiva quando ha detto che “le forze armate sono pronte ad ogni sviluppo”. Parole che sembrano essere confermate anche dalle esercitazioni militari che hanno avuto luogo nei giorni scorsi nel sud di Israele durante le quali è stata simulata l’occupazione di Gaza.

La tensione è altissima: molti esponenti del governo israeliano chiedono da tempo una “dura risposta” contro gli “attacchi incendiari” palestinesi per i quali l’esecutivo Netanyahu chiede la loro fine entro oggi. Che l’ultimatum di Israele non si limita solo a parole appare sempre più evidente: la scorsa settimana si sono registrati i più duri bombardamenti israeliani a Gaza dall’offensiva del 2014 “Margine Protettivo”: ad essere stati uccisi sono stati due adolescenti palestinesi. Oltre 200 sono stati invece i razzi lanciati dai gazawi contro Israele: 4 israeliani sono stati feriti da un missile che ha centrato una casa nella vicina cittadina di Sderot.

Oggi, intanto, per la 17esima settimana consecutiva, sono attese le proteste di centinaia di gazawi al confine tra la Striscia e Israele. In questi ultimi mesi i palestinesi hanno manifestato in massa a ridosso delle linee di demarcazione con lo stato ebraico nell’ambito della “Grande Marcia del Ritorno” contro l’assedio di Gaza. Proteste alle quali l’esercito israeliano ha reagito facendo fuoco con i suoi tiratori scelti uccidendo, dal 30 marzo ad oggi, almeno 139 dimostranti e ferendone molte altre migliaia.

Ieri, intanto, il ramo politico di Hamas ha fatto sapere di sostenere la riconciliazione nazionale con i rivali di Fatah promossa dall’Egitto. A riferire la notizia è stato proprio l’ufficio del capo del movimento islamico palestinese, Ismail Haniyeh. In una nota Hamas ha fatto sapere che Haniyeh ha discusso con il capo dell’Intelligence egiziana Abbas Kamel degli “ultimi sviluppi relativi alla questione palestinese e, in particolar modo, alla riconciliazione [nazionale] e ai progetti umanitari per la popolazione della Striscia di Gaza”. Il dialogo tra i due è stato anticipato la scorsa settimana da un viaggio di una delegazione di Hamas al Cairo. Per ora Fatah non ha commentato la notizia. Finora i ripetuti tentativi di riconciliazione tra le due principali forze palestinesi, iniziati ufficialmente nell’ottobre del 2017, non hanno prodotto alcun risultato.

Nena News

20 luglio 2018

Fonte: Perlapace.it – http://www.perlapace.it/gaza-un-passo-dalla-guerra/

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