Morcone: «Quello che Salvini non capisce è che integrazione fa rima con sicurezza»

Dopo aver solo accennato a questa possibilità dando notizia sui suoi profili social dell’arresto a Reggio Emilia di un 26enne ucraino, richiedente asilo, accusato di aver violentato una ragazza Matteo Salvini, ministro degli Interni, ha rotto gli indugi e ha twittato «sto lavorando a un Decreto Sicurezza che permetterà anche di bloccare domanda di asilo a chi commette reati, perché oggi la legge, eccetto che in alcuni casi, consente a delinquenti stranieri di continuare a chiedere e ricevere “protezione” a spese degli italiani. #tolleranzazero».

Il contenuto del Decreto non è ancora chiaro ma la volontà politica è invece cristallina. Il leader della Lega dunque nonostante le polemiche con Rolling Stone, Roberto Saviano e ultimamente anche con Famiglia Cristiana dimostra di non voler minimamente rallentare sul tema dei profughi. Ne abbiamo parlato con Mario Morcone, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati.

Come ha accolto l’ultima esternazione social di Matteo Salvini circa la stretta sulla concessione del diritto di asilo?
Sinceramente non avverto assolutamente l’esigenza di un Decreto Sicurezza. La situazione italiana è assai più tranquilla di quella di larga parte degli altri Paesi europei. Compresi Francia e Regno Unito. Anche alla luce dei risultati dell’ultimo anno, che ha visto ridursi notevolmente gli sbarchi senza chiudere i porti, ma anche decine di migliaia di persone in meno in accoglienza da noi. Sul tema dell’asilo negato a chi commette reati naturalmente si tratta di vedere di che reati si parla. Io capisco che è da tempo che si cerca di spingere sul tema dell’insicurezza e sui reati commessi da stranieri. Questo però non ha nulla a che vedere con il tema dell’immigrazione né tantomeno con i profughi. Mi è chiaro il fine di Salvini ma non lo condivido.

Potrebbe essere un modo per rendere il reato di clandestinità già di per sé una pregiudiziale alla concessione dell’asilo?
No. Al di là del fatto che il reato di clandestinità ha sul capo la spada di Damocle di un provvedimento attuativo sulla sua soppressione mai redatto è un reato che prevede una sanzione di 5mila euro che nessuno naturalmente pagherà mai. Quindi è opinione della grandissima parte dei magistrati che sia assolutamente inutile se non per intasare le procure costrette ad aprire fascicoli su fascicoli su cui si spendono tempo e risorse senza avere effetti pratici.

Ma potrebbe essere comunque usato per negare l’asilo?
Non credo. Nel caso qualcuno chieda asilo, cioè si rifugi in Italia scappando da un paese dove è a risciho la sua vita non può configurarsi la clandestinità dal momento in cui la domanda viene espressa appena raggiunto il nostro territorio.

E del fatto di legare il diritto d’asilo alla fedina penale che ne pensa?
Non so a cosa pensino il Ministro e il suo staff, bisogna vedere cosa scriveranno. Ma sono portato a credere che i reati siano quelli più importanti e seri. Penso allo spaccio, alla rapina o allo stupro. È vero che è successo che persone che hanno avuto qualche forma di protezione siano poi stati colti in responsabilità di reati gravi. Ma in tutti questi casi la protezione viene revocata immediatamente. Si tratta comunque di casi isolati e marginali. Questo perché chi chiede protezione internazionale non è incline a compiere reati, tutto il contrario.

Il clima in generale è pesante. Solo il 16 luglio scorso ha fatto molto discutere una nota formale indirizzata ai Presidenti delle Commissioni territoriali da parte della presidente della Commissione nazionale per il diritto d’asilo, il Prefetto Sandra Sarti, che esplicitamente dava indicazioni politiche di chiusura. Che ne pensa?
Credo non sia nell’interesse del nostro Paese ridurre gli spazi di emersione dall’irregolarità delle persone. Che i percorsi di integrazione vadano a buon fine è nostro interesse, come lo è trattenere tutti coloro che hanno effettuato con successo questi percorsi. È questo il modo migliore per ridurre la percezione di insicurezza e garantire i cittadini.

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2018/07/26/morcone-quello-che-salvini-non-capisce-e-che-integrazione-fa-rima-con-/148707/

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