Verso Assisi, per la Marcia della pace e dei diritti

In cammino per due mesi verso Assisi. Cominciamo oggi, sul sito di Articolo 21, il conto alla rovescia per l’appuntamento da tempo annunciato per sabato 6 ottobre, alla vigilia di una nuova edizione della Marcia per la pace.
Quel sabato abbiamo scelto di dedicarlo a ragionare insieme sulle responsabilità e le potenzialità dell’informazione. Lo avevamo deciso già nell’autunno scorso, quando la campagna elettorale era lontana ed il voto non aveva ancora terremotato il quadro politico. Ma c’erano già i segni di un clima civile che si andava deteriorando, di un crescere pericoloso dell’intensità dei discorsi d’odio, di un imbarbarimento complessivo del dibattito pubblico.
La riflessione comune aveva prodotto un testo, una prima bozza del “Manifesto di Assisi” (link), e oggi da lì ripartiamo, offrendo questi punti provvisori alla discussione e alle proposte di modifica di chiunque vorrà intervenire. Oggi che l’esigenza di una comunicazione meno violenta si fa sempre più evidente; oggi che sembrano farsi ancora più labili i confini che separano le parole di odio – disseminate irresponsabilmente pur di lucrare qualche immediato profitto nei sondaggi – da azioni pericolosamente ‘coerenti’ con quelle parole.
Ce lo ha ricordato qualche giorno fa il Presidente della Repubblica, in un appello in cui pure era ben presente la positiva ricchezza che viene dalla rete: “La dimensione digitale costituisce per molti aspetti – largamente prevalenti – un grande contributo all’unità del Paese: realizza una connettività che lo rende più integrato e più saldo nei vincoli che lo tengono insieme.” Ma al tempo stesso Mattarella ha denunciato gli “usi distorti, talvolta allarmanti, del web. Vi appaiono segni astiosi, toni da rissa, che rischiano di seminare nella società i bacilli della divisione, del pregiudizio, della partigianeria, dell’ostilità preconcetta che puntano a sottoporre i nostri concittadini a tensione continua. Sta a chi opera nelle istituzioni politiche – ma anche a chi opera nel giornalismo – non farsi contagiare da questo virus, ma contrastarlo…Vi è il dovere di governare il linguaggio”.
Ragionare sulle parole per ragionare sul modello di convivenza che vogliamo: sulle parole che strappano la tela della convivenza e su quelle che invece sanno creare coesione sociale. Come sempre, per Articolo 21, una riflessione che non conosce confini di categoria – che si tratti di giornalisti o di giuristi – ma chiama al coinvolgimento tutti coloro che in questi lunghi anni sono riusciti a rendere cosa viva il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati e a comunicare e non hanno smesso di reclamarlo, sotto governi di qualsiasi colore.
Da qui ai primi di ottobre, il sito raccoglierà interventi e proposte che faremo confluire in un testo definitivo del Manifesto, da leggere alla Rocca di Assisi domenica 7 ottobre, al termine della Marcia.

Per aderire inviare una mail all’indirizzo redazione@articolo21.info.

Fonte: Articolo 21 – https://www.articolo21.org/2018/07/verso-assisi-per-la-marcia-della-pace-e-dei-diritti/

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