Il 6 ottobre ad Assisi con Articolo21. “Le parole non sono pietre, la carta di Assisi”

Il giorno 6 ottobre ad Assisi, alla vigilia della marcia da Perugia ad Assisi, si svolgerà il nostro seminario “Le parole non sono pietre, la carta di Assisi”
Sarà la conclusione di un viaggio durato un anno e dovrà trovare la sua sintesi il 6 ottobre.
In coda a questa pagina potrete trovare le adesioni sin qui pervenute e le modalità per prenotarsi,  la bozza della Carta e la riflessione di Roberto Natale, aperta a integrazioni, suggerimenti, modifiche, così come ha suggerito il custode del sacro convento Padre Mauro Gambetti.
Il testo finale sarà poi letto il giorno 7 dalla Rocca di Assisi al termine della marcia.

Dal momento che il nostro viaggio è iniziato nella sala stampa del sacro convento anche la conclusione si terrà nello stesso luogo, particolarmente adatto ad una riflessione condivisa, capace di unire le tante differenze e diversità che animano le nostre comunità.
Per favorire la discussione abbiamo chiesto a Roberto Natale e a Padre Mauro di introdurre la discussione e alla professoressa Marina Castellaneta e a Roberto Zaccaria di fornirci l’adeguata cornice internazionale e nazionale.
I lavori inizieranno alle 10,30 e proseguiranno, senza interruzioni, sino alle 18,30.
Chi lo riterrà potrà fermarsi il solo giorno 6 ottobre.
Altrimenti sarà possibile trovare alloggio, a seconda delle esigenze a Perugia o ad Assisi.

Dal momento che le esigenze, economiche e logistiche, sono molto diverse sarà il caso che ciascuno provveda da subito a fissare l’eventuale albergo.
Vi invitiamo a diffondere la Carta, la riflessione di Natale, il programma del 6 ottobre e a inviare da subito le adesioni.
Un grazie, infine, a Padre Enzo, a Flavio Lotti e alla redazione di San Francesco che ci stanno aiutando a portare a compimento questo comune viaggio.


Verso Assisi, per la Marcia della pace e dei diritti. Le prime adesioni

di Roberto Natale

In cammino per due mesi verso Assisi. Cominciamo oggi, sul sito di Articolo 21, il conto alla rovescia per l’appuntamento da tempo annunciato per sabato 6 ottobre, alla vigilia di una nuova edizione della Marcia per la pace.
Quel sabato abbiamo scelto di dedicarlo a ragionare insieme sulle responsabilità e le potenzialità dell’informazione. Lo avevamo deciso già nell’autunno scorso, quando la campagna elettorale era lontana ed il voto non aveva ancora terremotato il quadro politico. Ma c’erano già i segni di un clima civile che si andava deteriorando, di un crescere pericoloso dell’intensità dei discorsi d’odio, di un imbarbarimento complessivo del dibattito pubblico.
La riflessione comune aveva prodotto un testo, una prima bozza del “Manifesto di Assisi” (in coda all’articolo), e oggi da lì ripartiamo, offrendo questi punti provvisori alla discussione e alle proposte di modifica di chiunque vorrà intervenire. Oggi che l’esigenza di una comunicazione meno violenta si fa sempre più evidente; oggi che sembrano farsi ancora più labili i confini che separano le parole di odio – disseminate irresponsabilmente pur di lucrare qualche immediato profitto nei sondaggi – da azioni pericolosamente ‘coerenti’ con quelle parole.
Ce lo ha ricordato qualche giorno fa il Presidente della Repubblica, in un appello in cui pure era ben presente la positiva ricchezza che viene dalla rete: “La dimensione digitale costituisce per molti aspetti – largamente prevalenti – un grande contributo all’unità del Paese: realizza una connettività che lo rende più integrato e più saldo nei vincoli che lo tengono insieme.” Ma al tempo stesso Mattarella ha denunciato gli “usi distorti, talvolta allarmanti, del web. Vi appaiono segni astiosi, toni da rissa, che rischiano di seminare nella società i bacilli della divisione, del pregiudizio, della partigianeria, dell’ostilità preconcetta che puntano a sottoporre i nostri concittadini a tensione continua. Sta a chi opera nelle istituzioni politiche – ma anche a chi opera nel giornalismo – non farsi contagiare da questo virus, ma contrastarlo…Vi è il dovere di governare il linguaggio”.
Ragionare sulle parole per ragionare sul modello di convivenza che vogliamo: sulle parole che strappano la tela della convivenza e su quelle che invece sanno creare coesione sociale. Come sempre, per Articolo 21, una riflessione che non conosce confini di categoria – che si tratti di giornalisti o di giuristi – ma chiama al coinvolgimento tutti coloro che in questi lunghi anni sono riusciti a rendere cosa viva il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati e a comunicare e non hanno smesso di reclamarlo, sotto governi di qualsiasi colore.
Da qui ai primi di ottobre, il sito raccoglierà interventi e proposte che faremo confluire in un testo definitivo del Manifesto, da leggere alla Rocca di Assisi domenica 7 ottobre, al termine della Marcia.


LE PRIME ADESIONI

Paolo Borrometi
Marina Castellaneta
Valerio Cataldi
Nicola Chiarini
Stefano Corradino
Alessandra Costante
Riccardo Cristiano
Marina De Ghantuz Cubbe
Graziella Di Mambro
Maurizio Dischino
Maria Gianniti
Gian Mario Gillio
Beppe Giulietti
Elisa Marincola
Cristiana Mastronicola
Carlo Muscatello
Mattia Motta
Antonella Napoli
Roberto Natale
Renato Parascandolo
Giorgio Santelli
Roberto Secci
Barbara Scaramucci
Danilo Sinibaldi
Laura Viggiano
Vincenzo Vita
Roberto Zaccaria


Il Manifesto di Assisi 

  1. Non scrivere degli altri quello che non vorresti fosse scritto di te
    Scrivere significa comunicare. Comunicare significa comprendere. L’ostilità rappresenta una barriera insormontabile per la comprensione.
  1. Non temere le rettifiche
    Una corretta informazione lo è sempre. Lo è soprattutto quando si è onesti con i lettori. Non temere di dare una rettifica quando ti accorgi di aver sbagliato.
  1. Dai voce ai più deboli
    Ricorda di dare voce a chi non ha altro possesso che la propria vita, difendi la tua identità ma rispetta sempre diversità e differenze.
  1. Impara a dare i numeri
    Quando scrivi ricorda sempre di integrare le opinioni con tutti i dati utili a una corretta informazione.
  1. Le parole sono pietre, usale per costruire ponti
    Ricorda che le parole, se male utilizzate, possono ferire e uccidere; cancella dal tuo blog o dal tuo sito i messaggi di morte; denuncia gli squadristi da tastiera e cerca di costruire ponti scalando i muri della censura.
  1. Diventa scorta mediatica della verità
    Fatti portavoce di chi ha sete di pace, verità e giustizia sociale. Quando un cronista è minacciato da mafie e camorre riprendi il suo viaggio e non lasciarlo solo.
  1. Non pensare di essere il centro del mondo
    Non credere di essere il fulcro dell’Universo, cerca piuttosto di illuminare con quello che scrivi le periferie del mondo e dello spirito.
  1. Il web è un bene prezioso. Sfruttalo in modo corretto
    Ricorda che internet è rivoluzione, ma quello che scrivi è rivelazione di quello che sei.
  1. Connettiti con le persone
    L’obiettivo finale non deve essere avere una rete fatta di fili, ma una rete fatta di fratelli e sorelle.
  2. Porta il messaggio nelle nuove piazze digitali
    San Francesco operò una rivoluzione, portando il messaggio dalle chiese alle piazze; oggi ricorda di incarnare una nuova rivoluzione portando il messaggio dalle piazze alle nuove agorà.

Fonte: Articolo 21 – https://www.articolo21.org/2018/08/il-6-ottobre-ad-assisi-con-articolo21-le-parole-non-sono-pietre-la-carta-di-assisi/

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