Così il Papa ha sbloccato la Diciotti

Alla fine a sbloccare il caso della Diciotti ci ha pensato il Papa, anche se lui davanti ai giornalisti, durante il viaggio di ritorno da Dublino, ha voluto smentire e ha girato tutti i meriti al presidente della Cei Gualtiero Bassetti (pure lui era in Irlanda per la Giornata mondiale delle Famiglie) e alla persona che da Roma ha tenuto le redini della trattativa con il Ministero degli Interni: il direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei, don Ivan Maffeis. «Quello che ha fatto il lavoro col ministro dell’Interno», ha detto il Papa, «è stato padre Aldo Buonaiuto della Comunità di don Benzi e insieme la Conferenza episcopale italiana. Il cardinale Gualtiero Bassetti ha guidato al telefono da qui. Ha negoziato col ministro il sottosegretario don Ivan Maffeis».

Ed è stato quest’ultimo oggi, a spiegare ai microfoni di Tg2000 le ragioni dell’intervento: «Abbiamo deciso di entrare in una situazione di stallo che era ormai diventata insostenibile per tutti. Vedere queste persone su una nave italiana attraccata sulle nostre coste e impossibilitate a scendere era una situazione intollerabile anche dal punto di vista umanitario. È ovvio che stiamo parlando di una soluzione che è legata all’emergenza, una soluzione che di fronte al no dell’Europa e al braccio di ferro che ha tenuto il ministro su questa questione è stata l’unica che siamo riusciti a individuare. Ma la vera partita da giocare è quella culturale e politica. Perché non possiamo semplicemente affrontare il tema dei migranti e questo esodo di popoli con delle soluzioni emergenziali che non devono essere sopravvalutate».

Così un centinaio di profughi verranno destinati al Centro di Accoglienza Un Mondo Migliore, a Rocca di Papa, a sud di Roma, sulla via dei Laghi. Mondo Migliore era un centro congressi tenuto dai padri Oblati, da qualche anno è stato convertito in Cas, Centro di accoglienza straordinaria. Il centro è gestito dalla Cooperativa San Filippo Neri che è una costola della Cooperativa Auxilium a cui appartengono centri noti come Castelnuovo di Porto. Costruito nel 1956, fu inaugurato da Pio XII nel 1957. Da questi fu donato al Padre Riccardo Lombardi, gesuita, fondatore del “Movimento Per un Mondo Migliore”, sorto subito dopo la seconda guerra mondiale. La struttura è dotata di 216 camere e può ospitare sino a 600 persone. Il centro ha aperto il 26 giugno 2016 come Hub e, con una proroga del dicembre 2016, è rimasto tale fino ad aprile 2017. Poi è diventato un Cas, fino ad ottobre 2017 in cui è diventato un Cas Special destinato alla Relocation», spiega Domenico Alagia, direttore di “Mondo Migliore”. Recentemente era salita alla ribalta delle cronache per conflitti scoppiati tra gruppi di migranti ospitati di diverse nazionalità.

Nella sua risposta ai giornalisti Bergoglio ha citato anche il ruolo avuto da padre Aldo Buonaiuto. Buonaiuto, che appartiene alla comunità Giovanni XXIII, è stato uno degli uomini più vicini al fondatore don Benzi negli ultimi suoi 15 anni di vita. Oggi è attivo nella lotta alla tratta: da oltre 11 anni è il referente di un gruppo di preghiera che si riunisce a recitare il Rosario a Perugia nella zona di Pian di Massiano ogni sabato a mezzanotte per le ragazze schiavizzate. Buonaiuto in particolare dal 2014 dirige un quotidiano di informazione In Terris che ha preso sempre più spazio nel web. Nell’intervento di oggi ha avuto modo di dire la sua sulla vicenda dei migranti della Diciotti. «In questi giorni», scrive lo stesso Buonaiuto, «abbiamo visto una certa mobilitazione e anche una strana passerella di alcuni politici, andati fino a Catania – sotto i riflettori – per “far visita” ai profughi, come se ci fosse un reale interesse verso quelle povere persone (chissà!) che avrebbero il peccato di essere scappati dalla disperazione, certamente da uno stato di grave malessere per lasciare il proprio Paese e avventurarsi in una fuga verso l’ignoto. Nessuno però, ha offerto disponibilità concreta a questi esseri umani se non polemiche mediatiche e accuse tra politici rabbiosi, senza dare concrete soluzioni. L’apertura della Chiesa, grazie all’intervento del Presidente Cei, il Cardinale Bassetti, è stata invece una vera testimonianza di concretezza».

Una testimonianza che dovrà tener conto anche della raccomandazione molto realistica fatta ieri da Bergoglio: «Per queste persone l’integrazione è l’unica via. Me ne sono accorto con l’attentato in Belgio: i ragazzi che l’hanno compiuto erano belgi, figli di migranti, non integrati e ghettizzati. L’integrazione è la condizione per accogliere e ci vuole la prudenza del governante su questo, per accogliere quanti possono essere integrati e se non si può integrare è meglio non ricevere».


In foto il discorso del Papa in aereo di ritorno da Dublino, mentre annuncia la notizia ai giornalisti al seguito

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2018/08/27/cosi-il-papa-ha-sbloccato-la-diciotti/148834/

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