Se i filtri del copyright rimuovono anche Beethoven

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La quinta sinfonia di Beethoven (voce su Wikipedia) fu composta tra il 1807 e l’inizio del 1808, e venne eseguita per la prima volta il 22 dicembre del 1808 al Theater an der Wien (Vienna). Le prime quattro note dell’opera sono famosissime nella cultura popolare, al punto da essere riprese in numerose altre opere. L’attacco della sinfonia è stato usato dalla famosa Radio Londra durante la seconda guerra mondiale. La sinfonia fu utilizzata anche per il film “V per Vendetta”, riarrangiata in versione disco da Walter Murphy per il film “La febbre del sabato sera”, e riadattata a cover della canzone di Robin Thicke con il titolo “When I Get You Alone”.

Questo per rimarcare che si tratta di un’opera pacificamente nel pubblico dominio, cioè sulla quale non insistono più, e da tempo, diritti di autore. Un professore di teoria musicale tedesco, Ulrich Kaiser, decide quindi di utilizzare questa, ed altre opere, come materiale di studio per la sua classe. Ovviamente occorre anche considerare i diritti degli esecutori. In base alle leggi tedesche le registrazioni effettuate prima del 1963 sono entrate nel pubblico dominio (prima del 2013 i termini erano di 50 anni, poi portati a 70), per cui il professor Kaiser utilizza, nel rispetto delle norme, registrazioni precedenti al 1963 (qui l’articolo che illustra la vicenda, scritto direttamente dal professore).

La musica viene caricata sul sito del progetto, nel quale sono state inserite anche ampie note relative alla normativa sul diritto d’autore, e spiegazioni sul perché quelle opere sono nel pubblico dominio. Il primo video caricato su Youtube illustra il progetto, e in sottofondo si sentono alcune delle opere utilizzate, mentre il professore spiega.

Appena tre minuti dopo, il professore riceve una notifica di violazione del copyright, tramite il sistema di filtraggio dei contenuti, ContentID (qui un articolo che spiega cosa sono i sistemi di filtraggio automatizzati). Kaiser replica immediatamente, precisando che l’autore è morto da oltre 70 anni, l’opera è stata registrata nel 1962, e quindi è pacificamente nel pubblico dominio. Ma a questo punto, incuriosito, decide di fare un esperimento sul funzionamento di questi sistemi di verifica delle violazioni del copyright. Apre un nuovo account, Labeltest, al solo scopo di condividere ulteriori estratti di musica, selezionando solo musica nel pubblico dominio, tra le opere di Beethoven, Bartok, Schubert, Puccini e Wagner. Riceve delle segnalazioni di violazione del copyright per tutte queste opere.

Ad ogni segnalazione risponde precisando che: l’autore è morto da oltre 70 anni e si tratta di registrazioni antecedenti al 1963, quindi pacificamente nel pubblico dominio. Fa notare, altresì, che nessuna delle richieste di rimozione fornisce alcun elemento a supporto del diritto reclamato dal richiedente.

Cioé, per chiarire, con i sistemi di rimozione dei contenuti, il segnalante si limita ad affermare un diritto senza provarlo (cosa che potrebbe portare facilmente ad abusare del sistema di segnalazione), mentre chi immette il contenuto è colui il quale deve effettivamente provare di essere in regola col diritto (cosa piuttosto difficile se consideriamo che queste problematiche vengono sviscerate di solito in procedimenti giudiziari che durano anche anni). Insomma, si inverte l’onere della prova, rispetto a ciò che accadrebbe in un qualsiasi tribunale.

Un altro aspetto che il professore ci tiene a precisare è che la sua intenzione era di rilasciare i video con licenza gratuita e libera, così permettendo l’utilizzo a fini educativi per studenti anche ad altri, cosa che è lecita poiché su nessuno di essi insistono più diritti di autore. Ma non è stato possibile. Anche quando le repliche di Kaiser hanno ottenuto l’effetto di non rimuovere il video, comunque non è stato possibile inserire una licenza libera. Il sistema non la accettava.

Il professor Kaiser conclude che i sistemi di filtraggio

presentano notevoli difetti che possono portare alla riduzione delle risorse educative e culturali online”.

A questo punto occorre tenere presente che ContentId è il sistema di filtraggio dei contenuti più costoso, quello più testato e sicuramente uno dei migliori. Il fatto che tale sistema porti a frequenti errori nel riconoscimento delle opere, ma soprattutto il fatto che non sia un grado di distinguere tra un’opera soggetta a diritti ed una nel pubblico dominio, la dice lunga sull’utilità di tali strumenti. Eppure, al Parlamento è ancora in discussione un testo di riforma della direttiva copyright che, nonostante le ultime modifiche e i cosiddetti “compromessi”, nei fatti costringerà le piattaforme del web ad avere sistemi di filtraggio preventivo dei contenuti del tipo di ContentID. Pensate a quelle aziende che non si possono permettere di spendere 60 milioni (il costo di ContentID), che tipo di sistema di filtraggio finiranno per usare.

E non crediate che sia un caso unico. James Rhodes è un artista che ha eseguito un’opera di Bach nella sua casa, registrandola e immettendola online. Eppure riceve comunque un avviso di violazione del copyright. Copyright di chi? Bach è morto da oltre 300 anni e l’esecutore è lo stesso Rhodes.

Il 12 settembre si terrà il voto finale sulla riforma della direttiva copyright.

Leggi anche >> I danni che la direttiva sul copyright farà alle nostre libertà e cosa possiamo fare per contrastarla (dove spieghiamo perché se una riforma del copyright è importante questa riforma è invece pericolosa per i diritti dei cittadini, e menzioniamo i pareri degli esperti contrari all’attuale testo).

Leggi anche >> Tornano le proteste dei cittadini contro la direttiva copyright: in pericolo i nostri diritti (dove rispondiamo alle critiche dell’industria dell’editoria e del copyright contro la posizione dei cittadini contrari all’attuale testo della direttiva).

Leggi anche >> La Commissione europea costretta a rivelare uno studio sulla pirateria tenuto nascosto

Leggi anche >> Firma la petizione su Change.org → Stop the censorship-machinery! Save the Internet!

Leggi anche >> Altro materiale sulla campagna SaveYourInternet

Leggi anche >> Articolo di CopyBuzz (dove si spiega perché la direttiva copyright imporrà un sistema di filtraggio dei contenuti addirittura peggiore di quello americano).

Immagine in anteprima Joseph Karl Stieler [Public domain], via Wikimedia Commons

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Fonte: Valigia Blu – https://www.valigiablu.it/filtri-copyright-beethoven-youtube/

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