La Ue alla Croazia: stop agli abusi alla frontiera con la Bosnia

Confine Croazia-Bosnia, qualcosa si muove nella direzione di un rispetto minimo per i diritti umani. La Commissione europea risponde alle domande di Vita.it riguardo alle testimonianze dirette di comportamento violento della polizia croata nei confronti dei profughi che tentano di passare la frontiera da Bihac e Velika Kladusa, Bosnia: “La Commissione ha fatto avere alle autorità della Croazia i report di maltrattamenti e rifiuto di concedere la possibilità di richiedere asilo a persone di nazionalità non europea. Confidiamo nel fatto che la Croazia agisca esaminando in modo specifico tali report. Nel frattempo continuiamo a monitorare la situazione”, spiega la fonte ufficiale con cui ha parlato Vita.it.

È un passo in avanti che si spera metta di fronte alla necessità di agire il governo croato per ripristinare il rispetto di quell’umanità verso chi fugge da casa propria che è venuta meno in vari luoghi dell’Unione europea (si vedano le estreme condizioni delle migliaia di persone ‘intrappolate’ negli hotspot delle isole greche, Lesvos in primis). La situazione al confine croata-bosniaco è drammatica sia per le condizioni di attesa delle persone – qui e qui le testimonianze dirette – sia per il trattamento ingiustificato delle autorità croate, che secondo le testimonianze respinge con violenza e senza chiedere nulla a chi viene trovato nella foresta, famiglie comprese, come denunciato anche da varie ong e gruppi informali di volontari presenti in loco.

La pressione della Commissione Ue alla Croazia sul rispetto dei profughi si aggiunge all’azione di Elly Schlein e altri 21 eurodeputati (in coda all’articolo i loro nomi) di 11 Paesi diversi che nei giorni scorsi hanno depositato un’interrogazione parlamentare sul tema. Nell’interrogazione si chiede conto dei furti e delle violenze sistematiche perpetrate sulla base di testimonianze dalle autorità croate ai danni dei migranti su quel confine, denunciate in agosto anche dalla testata inglese Guardian. “Fatti che, se confermati, configurerebbero violazioni inaccettabili”, si legge nell’interrogazione parlamentare, che chiede in modo specifico quali ulteriori azioni ha intenzione di mettere in atto la Commissione europea. “Abbiamo chiesto anche se sul confine siano presenti unità Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere”. Anche Vita.it, che mentre era a Bihac non ha notato la presenza di Frontex, l’ha chiesto alla Commissione, che ha rimandato all’ultima nota ufficiale di Frontex stessa, datata luglio 2018 e titolata “Frontex rafforza la sorveglianza in Croazia”. Qui si dice che da luglio è nei cieli un “aeroplano di sorveglianza che pattuglia fino a 100 ore al mese” e che “un team di 10 persone sta aiutando le autorità croate nell’identificare i documenti falsi e i veicoli rubati”. Nessun cenno alle violenze delle forze dell’ordine riportate da profughi con evidenti segni corporali documentati da attivisti e giornalisti durante tutta l’estate in corso.

Se al confine la situazione rimane piuttosto tesa, quali azioni si stanno portando avanti in Bosnia per garantire dignità ai profughi? “L’Unione europea ha risposto subito alle richieste della Bosnia Erzegovina, allocando 1,5 milioni di euro di aiuti umanitari per i bisogni immediati e ulteriori 7,2 milioni di euro per aumentare le capacità di identificazione, registrazione e protezione dei migranti”, risponde la Commissione a Vita.it. Per quanto riguarda le strutture, spesso inadeguate, in cui sostano le persone? “Parte dei 7,2 miliori di euro verrano spesi per trovare luoghi adeguati in vista dell’inverno. Da luglio 2018 è stato reso agibile l’ex hotel Sedra a Cazin (tra Bihac e Velika Kladusa) dove sono ospitate le famiglie e I minori non accompagnati, stiamo valutanto ora strutture idonee ai maschi che stanno viaggiando singolarmente”, conclude la fonte Ue.

L’elenco completo dei parlamentari che hanno sottoscritto l’interrogazione:
Schlein (Italia, S&D); Cofferati (Italia, S&D); Keller (Germania, Verdi); Forenza (Italia, GUE); Spinelli (Italia, GUE); Viotti (Italia, S&D); Kyenge (Italia, S&D); Zanonato (Italia, S&D); Sargentini (Olanda, Verdi); Lopez Aguilar (Spagna, S&D); Sippel (Germania, S&D); Ernst (Germania, GUE); Mamikins (Lettonia, S&D); Moraes (Regno Unito, S&D); Urban Crespo (Spagna, GUE); Kyrkos (Grecia, S&D); Koster (Germania, S&D); Post (Svezia, S&D); Vergiat (Francia, GUE); Guillame (Francia, S&D); Gomes (Portogallo, S&D); Weidenholzer (Austria, S&D).

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2018/09/11/la-ue-alla-croazia-stop-agli-abusi-alla-frontiera-con-la-bosnia/148985/

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