Lodi, dietrofront governo dopo indignazione nazionale

L’inversione di rotta di Salvini dopo il successo record del crowdfunding: “Se i genitori non possono portare i documenti, varrà la buona fede”. E Di Maio: “I bambini non si toccano, Bussetti troverà una soluzione”


Manifestazione stranieri a Lodi per scuola

Ai bambini stranieri di Lodi, per entrare a mensa, potrà bastare un’autocertificazione? È la nuova linea (annunciata ieri sera, come di consueto, via Facebook dal ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Gli stranieri devono fornire documentazione del loro Paese d’origine, dove magari hanno proprietà e disponibilità economiche, ma se non è possibile il Comune si fiderà della buonafede”.

“La brava Sara Casanova – scrive il vicepremier leghista a proposito del provvedimento della sindaca, leghista pure lei – non ha chiuso la mensa scolastica agli immigrati, ma il Comune darà agevolazioni solo a chi ne ha realmente diritto”. Un’inversione di rotta frutto della dell’ondata d’indignazione che negli ultimi giorni ha attraversato la società civile dopo i recenti casi di Lodi e di Riace, tanto da spingere Salvini a dichiarare: “Termini come razzismo o apartheid sono così gravi che non vanno maneggiati a sproposito. Il Pd, dopo aver vaneggiato di nazifascismo in campagna elettorale, ora delira”.

Sulla questione dei bimbi esclusi dalla mensa perché senza certificati dei loro Paesi dovrebbero pagare la retta massima, quindi costretti a mangiare un panino lontano dai compagni (questione che agita le coscienze anche di buona parte del mondo cattolico e delle ong) aveva preso ieri posizione – su Facebook pure lui – anche l’altro vicepremier, il pentastellato Luigi Di Maio, assicurando con vigore: “I bambini non si toccano! Se alcuni genitori non si comportano bene si multino loro, non i loro figli: questo Stato sarà sempre dalla parte dei bambini”.

Una dichiarazione che gli ha attirato decine di commenti polemici e accuse di ipocrisia sul suo profilo social, per quanto sia nel merito ben poco attinente al caso specifico: infatti a Lodi non si parla di multe, ma di riduzione della retta per mensa e scuolabus. Per ottenerla ai genitori di nazionalità straniera non è sufficiente la certificazione italiana dei redditi Isee, ma servono anche i documenti originali dai Paesi di provenienza dove, spesso, la macchina burocratica non è efficiente.
Proprio questa decisione ha fatto scattare la gara di solidarietà promossa dal Coordinamento Uguali doveri, che con il fundraising avviato venerdì ha raccolto in poche ore oltre 60mila euro, quanto basta per coprire la differenza di prezzo per i bimbi di stranieri almeno fino a Natale. Le donazioni sono sospese, perché per quella data, spiegano i promotori, “speriamo che il ricorso presentato al Tribunale di Milano contro il Comune di Lodi avrà annullato questa discriminazione”.

Di Maio così, criticando la sindaca del partito alleato, tesse le lodi della mobilitazione popolare contro l’ingiustizia: “Sono contento perché gli italiani hanno risposto dando prova della loro grande solidarietà e del loro grande cuore, alla faccia di chi si diverte a dipingerli in altra maniera. Parlerò con il ministro Bussetti, che ha già detto che si troverà una soluzione. E vi assicuro che sarà così”.

Intanto il successo oltre le aspettative della gara di solidarietà – più di duemila i donatori, da Palermo a Bolzano – non ferma la battaglia del coordinamento, che conferma la manifestazione convocata per domani una manifestazione davanti alla sede del Comune: “Continuiamo a chiedere la sospensione del regolamento”.
Caso Lodi, la colletta record non ferma il Coordinamento: “Regolamento va sospeso”
E contro la linea di Sara Casanova si sono schierati decine di sindaci di piccoli centri, ultimo Enrico Pusceddu, primo cittadino dem di Samassi (Sardegna), che provocatoriamente spiega: “Ci rendiamo disponibili ad attivare qualsiasi iniziativa, anche di natura economica, per supportare il Comune di Lodi nella fornitura dei pasti a tutti i bambini stranieri che avessero difficoltà a produrre le certificazioni da Voi richieste”.

Fonte: Perlapace.it – http://www.perlapace.it/lodi-dietrofront-governo-indignazione-nazionale/

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