All’ombra della Santa

Paternò, Sicilia. La varetta e la macchina amministrativa non sono poi tanto differenti. Ambedue si annacano da una parte e dall’altra, dondolandosi per ammaliare gli ignari spettatori. Entrambe rappresentano un qualcosa che è della città, eppure sfugge ai cittadini.

Le luci montate sulle grandi strutture di legno si spengono. Tutte le cannalore sono disposte in doppia fila, a formare un corridoio per il fercolo dell’amata Barbara.

Il profilo della grande chiesa si staglia sul buio del freddo cielo di dicembre. Alcuni bambini si stringono nei loro cappotti nuovi, altri osservano un po’ più in disparte cercando di nascondere le scarpe logore. Poi lo spettacolo ha inizio. Una dopo l’altra le cannonate fanno tremare il cuore dentro al petto. I lampi colorati dei fuochi illuminano l’intera piazza. La musica si diffonde vibrando nell’aria a tutto volume. Passa qualche minuto e lo spettacolo finisce tra gli scroscianti applausi di una folla in visibilio, mentre la processione riprende velocemente il suo corso. Tutti sono felici, tutti hanno vissuto il loro quarto d’ora di paternesità. E sotto l’ombra della statua della Santa, tra il clamore di applausi e urla, passano inosservate le piccole furbizie, i giochi di potere, i patti e gli accordi che strisciano nell’invisibile ragnatela della cittadina paternese.

Nessuno direbbe che non vuole la festa. Nessuno oserebbe privare la città di un tale momento di aggregazione. È più facile, invece, fare leva sulla devozione sincera di una grande comunità, prendendo a pretesto la difesa di qualcuno, Santa Barbara, che non ha affatto bisogno dell’aiuto dell’uomo furbo, scaltro, politico.

All’ombra della festa tutto è più facile. Come fare passare un bilancio preventivo per l’anno 2018 (il 2018 è finito e ancora si deve approvare il preventivo?!) prima di discutere il bilancio conclusivo dell’anno 2017. Ma cosa sono i numeri e la normalità dinnanzi l’importanza di omaggiare la gloriosa Santa Barbara? Nessuno deve permettersi di mettere a repentaglio la festa. Anche se questo significa deliberatamente ignorare le basilari norme della buona amministrazione. Ma una buona amministrazione si ridurrebbe mai a usare il momento aggregativo più importante di una comunità per far passare di tutto all’interno di un bilancio che, in circostanze normali, non verrebbe mai presentato presso l’assise civica? Figurarsi votato. Queste “forzature”, che hanno la presunzione di passare come estrema difesa delle tradizioni e dell’amata Barbara, si ripetono ogni anno. E ogni anno passano sotto gli occhi degli smemorati paternesi. Alla fine, tutto passa. Viene coperto dal rombo dei fuochi piromusicali, dagli applausi, dalle luci colorate, dalle danze delle cannalore, dal candido manto di una Santa che, passando, si fa carico di tutte le ipocrisie dei figli suoi.

Fonte: I Siciliani – http://feedproxy.google.com/~r/isiciliani/~3/xF0L6ojCgQA/

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