Il Lupo e gli avvoltoi

Confiscata a Mario Ciancio una delle società che avrebbero dovuto realizzare in piazza Lupo il parcheggio scambiatore. Che non si farà mai più.

Palestra Lupo oggi appartiene alla città. È uno spazio che è stato restituito alle cittadine e ai cittadini che negli ultimi anni hanno organizzato centinaia di attività, promosso la cultura, la socialità e il riuso creativo. Ma quindici anni fa, quando ancora l’ex palestra era abbandonata, il Sindaco Scapagnini pensò per quella struttura l’abbattimento e la trasformazione in un enorme parcheggio scambiatore per 439 automobili, quattro piani sotto terra.

Ci fu un bando e l’appalto venne vinto da un’associazione temporanea d’impresa, di cui mandataria era la Fin.Cos. Spa, composta da Cisa Spa, Evirfin Spa, Ingegneria Consulting 2000 srl e Keynesia srl. Poi i lavori vennero fermati. Lo sventramento di piazza Europa aveva insegnato alla città cosa significava trasformare una piazza in parcheggio con annesso centro commerciale. E nessuno mai tornò a proporre di realizzarne altri. La città tuttavia ereditò un contenzioso legale e gli imprenditori mantennero in vita la Parcheggio Lupo srl, creata nel 2005, nel caso qualcosa cambiasse, nel caso qualche giudice volesse disporre un risarcimento.

La Parcheggio Lupo srl è ancora viva, anche se inattiva. Ha sede, manco a dirlo, al parcheggio Europa e l’amministratore unico è Beatrice Lardini, nominata il 15 settembre 2017. Beatrice Lardini è anche CEO della Ponteggi Tubolari srl, società legata al gruppo Virlinzi. Oggetto sociale della Parcheggio Lupo srl è “la promozione, progettazione, costruzione e gestione del parcheggio con annesse strutture commerciali, denominato parcheggio “Lupo” da realizzarsi nel Comune di Catania”.

Presidente del Collegio Sindacale della Parcheggio Lupo Srl è stato almeno fino al 31 dicembre 2016 Antonio Pogliese, padre del Sindaco di Catania.

La Parcheggio Lupo srl ha oggi un capitale sociale di cinquecentocinquantamila euro ed attualmente è di proprietà di Evirfin Spa 180mila 540 euro, Cisa Spa 146mila euro, Gestione Immobiliare Srl 110mila euro, Recca Tania Maria 56mila 360 euro, Fin.a.m. Srl 56mila 360 euro, Repin Srl 370 euro e Fin.Cos Srl in liquidazione 370 euro.

Tutte società e personalità della galassia Virlinzi e dell’impero finanziario di Mario Ciancio. Dal consiglio d’amministrazione della società sono passate Lorena Virlinzi, Rosa Ciancio e persino Mario Di Martino.

La battaglia e la confisca.

Qualche mese fa il Comune di Catania decise di radere al suolo Palestra Lupo e di trasformarla in parcheggio, non interrato, ma a raso per cinquanta automobili. Dopo settimane di mobilitazione di più di cinquanta associazioni e centinaia di cittadine e cittadini, dopo incontri con l’amministrazione comunale, il Comune ha fatto un passo indietro, decidendo di rinunciare alla costruzione del parcheggio.

Sul piede di guerra sono però andati alcuni commercianti, confcommercio e qualche consigliere di centrodestra, ricordando all’assessore Arcidiacono che aveva deciso di non realizzare alcun parcheggio, che esiste nel cassetto quell’antico progetto del parcheggio interrato e quella società di cui non si ricordava più nessuno: la Parcheggio Lupo srl.

Piazza Lupo non appartiene a chi se ne prende cura da anni” hanno tuonato “ma alla Parcheggio Lupo srl” che ai tempi di Scapagnini si era aggiudicata l’appalto per realizzare l’immensa opera.

Ma la Parcheggio Lupo srl adesso ha altro a cui pensare, altro che parcheggio e appalti! Il Decreto di sequestro e confisca del Tribunale di Catania contro Mario Ciancio Sanfilippo infatti ha disposto per la Cisa Spa, proprietaria di quasi il 30% delle quote di Parcheggio Lupo srl, la confisca. Scrivono i giudici catanesi che Cisa Spa “ deve essere confiscata, essendo stata costituita e finanziata con risorse delle quali il proposto (Mario Ciancio) non poteva lecitamente disporre”. Le entrate di tale società, quantificate dal Tribunale in 2milioni 467mila 872 euro in venticinque anni, “debbono ritenersi illecite, per il principio della cosiddetta illiceità derivata, trattandosi di risorse provenienti da fonte illecita”. Pertanto i giudici hanno ordinato il sequestro e la contestuale confisca del “100% delle azioni della Cisa Spa e relativo patrimonio aziendale”. Mario Ciancio infatti è stato definito socialmente pericoloso dal Tribunale di Catania ed è attualmente sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa.

La Parcheggio Lupo srl, che secondo alcuni potrebbe forzare la mano per esigere di realizzare l’ormai superato progetto del parcheggio, per il 30% oggi è confiscata, in mano ad amministratori giudiziari che pare assai difficile che intraprendano un’operazione speculativa contro l’amministrazione comunale e contro la città.

Se si guardano le carte catastali della città, la Palestra Lupo non esiste. Non corrisponde ad essa nessuna particella catastale. È proprio come una piazza pubblica. C’è però chi dice, stracciandosi le vesti per ottenere il via libera alla speculazione edilizia e finanziaria, che quell’area appartiene alla Parcheggio Lupo Srl. Se così fosse saremmo davanti a un bene, almeno in parte, confiscato alla mafia. E i beni confiscati vanno destinati alle attività delle associazioni, per scopo sociale. Cosa che da anni già accade a Palestra Lupo.

Fonte: I Siciliani – http://feedproxy.google.com/~r/isiciliani/~3/tRgKS01mPXA/

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