Non abbiamo intenzione di abituarci alle barbarie, fossero anche quotidiane.

Sta finendo l’ennesima giornata triste per questa città.
In questi giorni ci stiamo ripetendo che il grosso rischio che corriamo è quello di abituarci alle barbarie che diventano sempre più frequenti, quotidiane.

Oggi abbiamo dovuto assistere ad un vero è proprio blitz, un intervento lampo, che ha portato 18 ragazzi in questura e che ha visto il servizio municipale adibito alla nettezza urbana, prendere e buttare via le coperte di chi dorme in strada.
Un’azione rapida, quasi banale. Di quella banalità che mette terrore.

La stessa banalità con la quale si accetta che un’operazione del genere possa essere presa in carico dalle forze dell’ordine, senza il minimo coinvolgimento delle istituzioni che dovrebbero governare questa città: non c’era nessuno del Campidoglio, nessuno del dipartimento alle politiche sociali.
Non sono state offerte nuove coperte ai ragazzi, non è stata fornita mediazione linguistica.
Tutto ciò mentre sono 10 le persone che hanno perso la vita a causa del freddo negli ultimi tre mesi a Roma, e mentre pare che la sindaca proponga la “brillante” idea di sottoporre i senzatetto al Trattamento Sanitario Obbligatorio.

18 ragazzi sono stati portati all’ufficio immigrazione della questura di Roma in via Patini, da cui sono tutti usciti.
* 8 sono stati lasciati andare senza alcun provvedimento
* 2 sono stati invitati a presentarsi in altra questura
* 1 è stato invitato a presentarsi alla questura di Roma
* 1 è stato invitato a ritirare l’esito della richiesta d’asilo
* 6 hanno ricevuto il provvedimento di espulsione

Di questi ultimi 6 è emblematico il caso di un ragazzo eritreo: prefettura e questura gli intimano di lasciare il territorio italiano.
Ma come tutti sanno, un cittadino eritreo non è rimpatriabile e allo stesso tempo non può richiedere asilo in un altro paese europeo a causa del regolamento di Dublino (le foto dei documenti rilasciati da questura e prefettura sono nei commenti)
Un paradosso burocratico, un’altra dimostrazione dell’assurdità delle leggi sull’immigrazione che gravano sui corpi e sulle menti di donne e uomini in fuga.

Tutti i ragazzi hanno ricevuto il supporto legale necessario dagli avvocati e dagli operatori della rete legale di cui facciamo parte. Tutti hanno trovato un pasto caldo quando sono usciti dalla questura.

Non abbiamo intenzione di abituarci alle barbarie, fossero anche quotidiane.

(grazie a Mauro Biani per averci dato forza anche stasera: siamo ancora vivi)

Fonte: Baobab Experience – https://baobabexperience.org/2019/01/17/non-abbiamo-intenzione-di-abituarci-alle-barbarie-fossero-anche-quotidiane/

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