Gli scienziati italiani: “Fermate la corsa ai robot killer!”

Appello dei ricercatori di intelligenza artificiale, robotica e informatica e discipline collegate per la messa al bando delle armi completamente autonome. Iniziativa diretta a responsabili politici ed opinione pubblica, nell’ambito della mobilitazione della Campaign to Stop Killer Robots (i cui membri italiani sono Rete Disarmo e Uspid)


Time to ban kiler robots
E’ stato presentato a Roma l’
Appello di scienziati e ricercatori italiani contro i sistemi d’arma letali autonomi (acronimo LAWS, in inglese) meglio noti come “killer robots”. Si tratta di sistemi d’arma attualmente in sviluppo che, nelle intenzioni degli eserciti che li stanno progettando, dovrebbero essere in grado di attivarsi e scegliere il proprio bersaglio (decidendo inoltre se e quando colpirlo) in maniera autonoma. L’iniziativa ha già visto l’adesione di oltre 110 ricercatori di varie discipline in particolare quelle legate all’informatica, alla robotica e all’intelligenza artificiale ma senza dimenticare materie collegate allo sviluppo di queste armi dal punto di vista sociale, etico, economico.

Il testo dell’Appello è stato elaborato grazie al contributo di esperti dell’USPID, l’Unione degli Scienziati per il Disarmo, e si colloca nell’ambito della Campaign to Stop Killer Robots (di cui USPID Onlus è membro italiano insieme a Rete Disarmo) che ha già visto nel recente passato prese di posizione contro le armi autonome da parte di migliaia di scienziati, ricercatori, imprenditori nel mondo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Nel testo si sottolinea come “le nuove tecnologie dell’IA e della robotica possono trasformare profondamente e migliorare le nostre infrastrutture, i trasporti, la produzione industriale, i servizi pubblici, la difesa nazionale, i servizi alle imprese, le cure sanitarie e molti altri settori di grande rilevanza sociale ed economica” ma i ricercatori ricordano che tutti siamo “tenuti a guidare con intelligenza e sensibilità morale la trasformazione tecnologica in atto, individuando, prevenendo e contrastando utilizzazioni moralmente inaccettabili delle tecnologie dell’IA e della robotica avanzata”.

Per questi motivi la ferma opposizione alle LAWS è esplicita: “Lo sviluppo delle armi autonome costituisce una grave minaccia per il rispetto delle leggi umanitarie in guerra; può interrompere la catena di comando e controllo, la quale consente di individuare i soggetti responsabili per eventuali crimini di guerra; dà a delle macchine la possibilità di decidere della vita o della morte di un essere umano; impedisce alle potenziali vittime di fare appello all’umanità condivisa degli avversari. Eliminando il controllo umano significativo sulla legittimità degli obiettivi militari e sulle decisioni di vita o di morte, le armi autonome si collocano al di là di una linea moralmente invalicabile”. L’Appello si conclude con richieste chiare nei confronti dei decisori politici: “le armi autonome sono attualmente ancora in uno stadio iniziale di sviluppo e diffusione. Abbiamo ancora la possibilità di fermare la corsa a questo nuovo tipo di armi. Ma non c’è molto tempo. Chiediamo pertanto che il Governo e il Parlamento italiani assumano una decisa posizione contro le armi autonome nelle sedi politiche nazionali e negli opportuni forum diplomatici internazionali”.

“È importante che anche gli scienziati italiani prendano posizione con questo documento – afferma Francesco Vignarca coordinatore di Rete Disarmo – perché ciò fornisce agli attivisti italiani della Campaign to Stop Killer Robots un ulteriore elemento di pressione verso il Parlamento affinché prenda consapevolezza di questo problema ed inizi a discuterne. Le nostre richieste puntano ad una norma vincolante che metta al bando preventivamente questa tipologia di sistemi d’arma”.

“Pensare di lasciare le decisioni sulla scelta dei bersagli e sul loro abbattimento a macchine dotate di una forma di cosiddetta intelligenza che si riduce ad algoritmi di ottimizzazione, peraltro implementati su computer vulnerabili a cyber-attacchi, è innanzitutto eticamente ingiustificabile e pone dei seri problemi dal punto di vista del Diritto Internazionale – commenta Diego Latella, Segretario Nazionale dell’USPID

Fonte: Rete Italiana per il Disarmo – https://www.disarmo.org/rete/a/46282.html

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