Gli sbarchi a Lampedusa e la foto fake di Salvini

Continua l’odissea in mare al confine con le acque territoriali maltesi per la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eye, da nove giorni in attesa che venga trovata al più presto una soluzione politica per consentire lo sbarco delle 62 persone a bordo. E dopo la prima evacuazione, un’altra donna in stato di gravidanza è stata trasferita per una crisi epilettica.

«Le persone mi chiedono quanto ancora dovranno rimanere a bordo della nave senza capire il motivo. Sono impauriti dall’arrivo della prossima ondata di maltempo e hanno assistito al collasso delle due donne. Questa condizione è inaccettabile per persone che hanno vissuto esperienze terribili e anche per il mio equipaggio», spiega il comandante della Alan Kurdi, Werner Czerwinski.

Oim, Unhcr, Unicef chiedono, attraverso un comunicato congiunto, che venga dato al più presto un approdo sicuro ai 62 naufraghi a bordo della Alan Kurdi : «Dalla nave, che si trova attualmente al largo di Malta, sono state fatte scendere negli ultimi tre giorni due donne. Una di loro, che è in stato di gravidanza e il cui marito sarebbe rimasto sulla nave, ha avuto una crisi epilettica. La situazione è resa difficile dalla lunga permanenza delle persone a bordo e dalle condizioni meteorologiche. Inoltre tutti i migranti e rifugiati che sono partiti dalla Libia hanno già sofferto gravi violazioni dei diritti umani. Le Agenzie ribadiscono l’assoluta priorità di salvare vite umane in mare e assicurare un luogo di sbarco sicuro e tempestivo. La situazione in Libia rende assolutamente necessario stabilire meccanismi di sbarco in paesi sicuri che siano prevedibili ed in linea con tutte le convenzioni internazionali, che non consentono di ritenere la Libia un porto sicuro».

Nonostante la grave situazione in Libia, i 20 migranti a bordo di un barcone in difficoltà che avevano riferito ad Alarm Phone che otto persone erano morte in mare sono state rispedite nell’inferno libico dopo l’intervento della cosiddetta guardia costiera libica. E il tweet del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non si è fatto attendere:

Peccato però che la foto pubblicata dal ministro dell’Interno non sia relativa al “soccorso” della Guardia Costiera libica, ma a un salvataggio effettuato dalla nave Aquarius della Ong Sos Mediterraneé il 10 agosto 2018. A scoprirlo è stato il giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura che ha subito individuato la foto relativa al salvataggio della Aquarius:

A dare ulteriore conferma è stato lo stesso autore dello scatto del 10 agosto 2018, il fotografo Guglielmo Mangiapane intervistato da Vita: «Da fastidio per qualsiasi professionista quando una foto non viene utilizzata nel suo contesto originario, ma il vero problema qui è associare la Guardia costiera libica al tema dei salvataggi, quindi più che la foto è il messaggio veicolato dal testo che è fuorviante», racconta il fotografo che è stato a bordo della nave Aquarius da Maggio ad Agosto 2018: «Sono queste le esperienze che cambiano la vita e ti fanno capire quali sono i veri valori», aggiunge.

E nel frattempo, 70 migranti a bordo di due imbarcazioni sono stati intercettati nelle acque territoriali italiane e fatti sbarcare a Lampedusa, dove gli sbarchi continuano ininterrottamente, nonostante c’è chi ancora in Italia crede che i porti siano chiusi e gli sbarchi azzerati. Tra i migranti sbarcati ci sono anche 17 libici.

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2019/04/11/gli-sbarchi-a-lampedusa-e-la-foto-fake-di-salvini/151249/

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