Anima 2019: La storia scritta coi “cartoni” e il futuro dell’animazione italiana visto dallo studio Bozzetto

P_20190304_195015

E’ ormai opinione comune che col linguaggio dei fumetti si siano scritte grandi pagine di giornalismo. La novità è che col linguaggio del cinema di animazione si stanno scrivendo belle pagine di storia.

L’edizione 2019 di Anima, il festival internazionale del cinema di animazione che si svolge ogni anno a Bruxelles, ha ospitato nel suo programma tre lungometraggi che raccontano la guerra civile in Angola, la repressione dei Khmer rossi in Cambogia, la vita nei campi profughi di Beirut.

“Another day of life”, di Raúl de la Fuente è Damian Nenow, è un film d’animazione basato sull’esperienza del giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuściński, uno dei più grandi narratori dell’Africa del novecento, che nel 1975 ha voluto vivere e raccontare in prima persona la guerra civile in Angola dove è entrato da giornalista per uscirne da scrittore. Una coproduzione tra Polonia, Spagna, Belgio, Germania e Ungheria che ha vinto l’European Film Awards per il miglior film d’animazione 2018.

adol-poster-01-2col“Funan”, di Denis Do, è una coproduzione tra Francia, Belgio, Lussemburgo e Cambogia, che racconta un’altra storia del 1975 ambientata in Cambogia, dove la rivoluzione degli khmer rossi fa da sfondo alla storia di una famiglia lacerata dal regime, che cerca di ritrovare il figlio di quattro anni di cui avevano perso le tracce durante le deportazioni.

funan“The Tower”, di Mats Grorud, racconta la storia di una ragazzina palestinese che condivide la realtà di un campo profughi a Beirut con suo nonno, che vive lì dal 1948 dopo essere stato sfollato dal suo villaggio. In questa coproduzione tra Norvegia, Francia e Svezia, il rapporto tra generazioni si intreccia con la storia e la cultura di un popolo, costruita attraverso la raccolta di testimonianze dirette tra i rifugiati palestinesi.

46488464_1790935977682677_1105943285467185152_o

Per capire la trasformazione dei cartoni animati in film d’animazione che diventano film tout court abbiamo raggiunto Andrea Bozzetto, che anima con la sua creatività lo studio fondato da suo padre nel lontano 1960, dove sono nati cortometraggi che hanno fatto la storia del cinema d’animazione, come “West and soda”, “Allegro non troppo” e “Vip, mio fratello superuomo”.

CG: Nell’edizione 2019 di Anima la serata di apertura è stata dedicata a “Another day of life”, un lungometraggio d’animazione dove si intrecciano il documentario e il film d’azione, il reportage di guerra e l’intervista, e altri due film hanno trasportato il pubblico tra i profughi cambogiani degli anni ’70 e i profughi palestinesi dei giorni nostri. E’ una semplice coincidenza o pensi che per il cinema di animazione sia arrivato il momento di aprirsi al racconto di realtà per adulti, alla storia e alla cronaca scritta col linguaggio dei cartoni animati?

AB: Sicuramente è una bellissima cosa che il cartone animato si stia aprendo a temi così importanti. Ci sono stati film di animazione nel passato che han fatto parlare per gli argomenti trattati (mi viene in mente Persepolis e Valzer con Bashir) ma la maggior parte del mercato è sempre rimasto legato all’intrattenimento per bambini e ragazzi. Forse oggi, anche grazie alle nuove tecnologie che permettono una produzione più veloce e grazie agli investimenti di nuovi player privati, è arrivato il momento di utilizzare il cartone animato per parlare di temi più seri e per un pubblico adulto. Sarebbe interessante capire, oltre alla diffusione nei festival, quale tipo di risposta hanno questi prodotti nelle sale cinematografiche oppure se ha senso puntare quasi esclusivamente sulle piattaforme OTT come Netflix per la produzione/distribuzione di prodotti come “Love Death and Robots“.

CG: A differenza degli anni precedenti, quest’anno sul palco di Anima non abbiamo visto lungometraggi dall’Italia, un paese che ha fatto la storia del cinema di animazione anche col contributo determinante di tuo padre Bruno. Che cosa sta succedendo al cinema di animazione italiano? Mancano ispirazioni, talenti, sostegno del settore pubblico o investimenti privati?

AB: In realtà penso che questo sia un momento interessante per il cinema d’animazione italiano, grazie a nuovi bandi e leggi che incentivano la produzione (per esempio il Tax Credit piuttosto recente). Fare un lungometraggio resta ancora un’impresa ancora piuttosto difficile, soprattutto per il costo e i tempi di produzione che ha un film d’animazione, ma io penso che nei prossimi anni le cose si smuoveranno. Parlando da produttore direi che oggi è più “sicuro” per uno studio puntare sul mercato dell’intrattenimento, quindi serie televisive per un pubblico di bambini, piuttosto che su un film per adulti. La mia speranza è che la crescita del mercato italiano nel campo dell’animazione porti anche ad un’aumento di persone che ci lavorano, nuovi talenti, nuovi studi, e questo porterà a nuovi film più “sperimentali”.

CG: Quali sono i progetti che avete in cantiere? Prima o poi avremo la possibilità di tornare al cinema per un lungometraggio dello studio Bozzetto?

Clipboard03

AB: In questo momento in Studio Bozzetto stiamo lavorando alla terza stagione di Topo Tip (già in onda su RAI YoYo). Stiamo anche collaborando con un grosso studio francese per realizzare il trailer di una serie originale d’avventura “Kim and the Beasties” e abbiamo appena finito l’ideazione di un nuovo progetto dal titolo “Gli Acchiappagiochi”, una serie pre-scolare, che presenteremo a brevissimo ai broadcaster italiani (abbiamo in realtà già uno studio Canadese interessato alla co-produzione). Infine stiamo facendo un po’ di ragionamenti su come il Signor Rossi potrebbe tornare in televisione oggi, cosa potrebbe dire e fare e a che pubblico potrebbe rivolgersi. Non è una cosa facile. Ultimissima cosa, ci piacerebbe tornare al cinema con un lungometraggio! Ma, come ho accennato sopra, non è una cosa immediata e quindi preferisco non sbilanciarmi a dire di cosa si tratta, ma penso potrebbe interessare agli appassionati di animazione di “lunga data” :)

Condividi:

Fonte: Matita Rossa – http://gubitosa.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/04/18/anima2019/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *