Guida alle elezioni europee: come si vota, le candidature, i programmi, le alleanze

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Le elezioni europee si avvicinano. Abbiamo preparato una breve guida per orientarsi al voto: quando bisognerà andare alle urne, come funziona le legge elettorale in Italia, quali sono le funzioni del Parlamento europeo e perché questa elezione è importante per la scelta della nuova presidenza della Commissione europea. Abbiamo anche riassunto i programmi elettorali delle maggiori forze politiche italiane, suddividendoli per tematiche.

Politico.eu ha schematizzato quali sono i nuovi gruppi politici e le relative alleanze a livello europeo nel nuovo Parlamento europeo:

via Politco.eu

Per quanto riguarda l’Italia: lo scorso 8 aprile è stato presentato il gruppo parlamentare “Alleanza europea delle Nazioni e delle Libertà” (EAPN) con dentro la Lega e altre forze “sovraniste” e più a destra dell’Unione europea, come Afd in Germania e i francesi del Rassemblement National di Marine le Pen. Il Movimento 5 stelle, che fa parte del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD), ha annunciato i futuri alleati in Parlamento Ue – i polacchi di Kukiz’15, guidati da Pawel Kukiz, i croati di Zivi Zid, guidati da Ivan Sinčić, il partito greco Akkel – specificando che altri ne dovrebbero arrivare. Il Partito democratico rientra all’interno del Partito socialista europeo (PES), mentre Forza Italia in quello Popolare europeo (PPE). Lo scorso novembre, Fratelli d’Italia, pur non avendo ancora membri nel Parlamento europeo, aveva annunciato invece la propria adesione al gruppo dei Conservatori e riformisti europei (ECR). La Sinistra è inserita invece all’interno del gruppo Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL). I Verdi in Italia si presentano con Europa verde, rientrando nell’European green party. +Europa nel simbolo, infine, si presenta con il Partito democratico europeo, mentre invece non c’è un riferimento al gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE), che ha inserito Emma Bonino, leader di +Europa, tra i nomi per la futura Commissione europea, e che è stato annunciato si scioglierà per formare un gruppo più grande insieme a “En Marche” di Emmanuel Macron.

Quando si vota

Le elezioni europee si terranno in Italia domenica 26 maggio, dalle 7 alle 23. Al voto possono partecipare tutti i cittadini che hanno compiuto 18 anni. Le ultime elezioni europee si sono tenute nel maggio 2014.

I 510 milioni di cittadini europei – tra il 23 e il 16 maggio – dei 28 Stati membri devono rinnovare il Parlamento europeo, composto in totale da 751 deputati.  Il numero dei membri del Parlamento non è stato modificato, perché il Regno Unito, non avendo ancora raggiunto un accordo sulla Brexit a tre anni dal referendum che ha visto prevalere l’uscita dall’Ue, parteciperà alle prossime elezioni europee.

I seggi sono divisi tra gli Stati membri in base alla “proporzionalità decrescente”: più abitanti una Stato ha, più pesa politicamente.

via Parlamento europeo

Come si vota in Italia

In Italia, la legge che regola il voto delle elezioni europee è la n. 18 del 1979. Come si legge sul “Manuale elettorale” per le elezioni europee preparato dal Centro Studi della Camera dei Deputati, “si tratta di un sistema elettorale proporzionale (ndr quindi il numero di seggi che spetta a ciascun partito sarà direttamente proporzionale ai voti ottenuti a livello nazionale), con soglia di sbarramento del 4% e possibilità di voto di preferenza”. Nella stessa lista, gli elettori possono indicare da una a tre preferenze, con alternanza di genere.

Qui è possibile vedere tutti i candidati. OpenPolis ha denunciato che 37 di questi (tra Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Partito democratico, +Europa, La Sinistra) sono “di facciata”, perché in caso di elezione avrebbero un doppio incarico pubblico che renderebbe per legge non automatico il seggio al Parlamento Ue: “Pluricandidature puramente promozionali considerando che evidentemente Matteo Salvini (ndr essendo capolista della Lega in tutte le circoscrizioni) non lascerà il suo incarico nel governo e nel parlamento italiano per andare a Bruxelles”.

La maggior parte degli Stati membri è costituita da un’unica circoscrizione. L’Italia, invece, come altri quattro Stati (Belgio, Francia, Irlanda e Regno Unito) ha il proprio territorio suddiviso in cinque circoscrizioni regionali, dove i seggi vengono assegnati a seconda della popolazione: Nord occidentale (20 seggi), Nord orientale (14 seggi), Centrale (14 seggi), Meridionale (17 seggi), Insulare (8 seggi). (Qui come funziona per il voto per gli italiani all’estero).

via Parlamento europeo

I deputati, una volta eletti, possono entrare o riunirsi in gruppi politici (composti da un minimo di 25 membri) in base ai propri orientamenti politici. Attualmente al Parlamento europeo ci sono 8 gruppi politici: Partito popolare europeo (PPE), Alleanza progressista di Socialisti e Democratici (S&D), Conservatori e Riformisti europei (ECR), Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (Alde), Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL), Verdi/Alleanza libera europea (Greens/EFA group), Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD), Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF).

Secondo gli ultimi sondaggi pubblicati lo scorso aprile, questa di seguito potrebbe essere la suddivisione dei gruppi politici nel nuovo Parlamento europeo.

Nel semicerchio interno le ultime proiezioni a confronto con il Parlamento uscente. Via EP

Bisogna comunque precisare che non è possibile prevedere il numero e la composizione futura dei gruppi politici del Parlamento e che per questo, si legge sul sito del Parlamento europeo, “queste proiezioni sulla composizione del prossimo Parlamento europeo si basano sulla struttura del Parlamento uscente e dovrebbero essere viste come un’istantanea dell’attuale situazione politica rappresentata nelle intenzioni di voto”. Anche perché dall’ultima elezione europea di cinque anni fa sono nati nuovi partiti che non fanno parte degli attuali gruppi politici e bisogna vedere in quali gruppi entreranno. In generale, comunque, osserva InfoData i popolari resterebbe il primo partito, seguito dai socialisti – con entrambi i gruppi che perderebbero comunque molti voti –, mentre il gruppo “sovranista” sarebbe il quarto per grandezza nell’Europarlamento, dietro ai liberali di ALDE.

Per quanto riguarda l’Italia, in base agli ultimi sondaggi disponibili di maggio, la Lega di Matteo Salvini avrebbe perso terreno, ma resterebbe comunque primo partito, mentre Movimento 5 stelle e Partito democratico avrebbero guadagnato qualcosa.

Con queste percentuali, i 73 seggi che spettano all’Italia sarebbero così suddivisi:

Istituti considerati: Demopolis, EMG, Euromedia, Noto, Piepoli, Quorum, SWG, Tecnè. Via YouTrend

Queste elezioni europee, tramite un meccanismo definito Spitzenkandidat (in tedesco “candidato principale”) e utilizzato per la prima volta nel 2014, porteranno anche ad avere il nome del nuovo presidente della Commissione europea.

Come si legge sul sito dell’EP, con questa prassi i partiti politici europei, prima delle elezioni europee, indicano un candidato per la carica di Presidente della Commissione europea (attualmente è Jean-Claude Juncker, candidato nel 2014 dai popolari). La presidenza viene poi assegnata al candidato principale del gruppo politico che ottiene il maggior numero dei seggi al Parlamento. Come precisa Il Post “l’indicazione di uno Spitzenkandidat ha valore puramente politico, quindi non è vincolante, motivo per cui alcuni leader europei non sono d’accordo nel continuare a usare questo sistema”.

Nella serata del 15 maggio, si è svolto un confronto tra i candidati alla presidenza della Commissione europea.

Le funzioni del Parlamento europeo

I parlamentari europei (che non devono avere meno di 25 anni) vengono eletti direttamente con suffragio universale ogni 5 anni. Con il Consiglio dell’Unione Europea, il Parlamento europeo è una delle principali istituzioni legislative dell’Unione europea. Ha tre sedi: a Bruxelles (Belgio), in Lussemburgo e a Strasburgo (Francia).

Le sue funzioni principali sono tre, spiega il sito del Parlamento Ue:

  1. Legislazione: sulla base delle proposte della Commissione europea, adotta la legislazione dell’Ue; decide su accordi internazionali; rivede il programma di lavoro della Commissione e le chiede di presentare proposte legislative.
  2. Supervisione: controllo sulle istituzioni dell’Ue; elegge il presidente della Commissione e approva la Commissione come organo. Può anche votare una mozione di censura, obbligando la Commissione a dimettersi; approva il modo in cui sono stati spesi i bilanci dell’Unione europea;  esamina le petizioni dei cittadini e avvia indagini; discute la politica monetaria con la Banca centrale europea; rivolge interrogazioni alla Commissione e al Consiglio; effettua monitoraggio elettorale.
  3. Bilancio: elabora il bilancio dell’Unione europea, insieme al Consiglio; approva il bilancio di lungo periodo dell’Ue.

Programmi

Qui è possibile vedere tutti i partiti che in Italia si sono presentati alle elezioni europee del prossimo 26 maggio (cliccando si rimanda al programma del partito): Destre Unite Casapound Italia, Forza Nuova, Popolo della Famiglia, Partito Pensiero Azione, Autonomie per l’Europa, Popolari per l’Italia, SVP, Partito Pirata, Partito Comunista, Partito animalista, Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Partito democratico insieme a Siamo Europei, Forza Italia, La Sinistra, Europa Verde, +Europa.

Per quanto riguarda i programmi dei maggiori partiti in Italia, abbiamo provato a fare un riassunto delle proposte, suddivise per tematiche. All’interno si trova anche un link che rimanda al programma completo.

Movimento 5 stelle – Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD) (qui gli alleati presentati dai cinque stelle)

Europa: Referendum europeo “per rendere l’Europa più democratica, giusta e rispettosa dei cittadini”. Potere di iniziativa legislativa agli europarlamentari. Riformulazione delle Istituzioni con un sistema bicamerale per mettere Parlamento e Consiglio sullo stesso piano. Mozione di censura per i Commissari che sbagliano. Chiusura di una delle due sedi del Parlamento europeo – quella di Strasburgo – per risparmiare. Taglio stipendi dei Commissari europei e dei deputati e azzeramento dei fondi ai partiti e fondazioni. L’introduzione di una misura contro la corruzione in Europa e il daspo per i condannati per reati gravi come criminalità organizzata, riciclaggio e corruzione.

Lavoro e imprese: Cambiare il mandato della Banca centrale europea (Bce) e inserire la crescita economica e la piena occupazione tra i suoi obiettivi. Approvazione del “salario minimo europeo” per tutelare i giovani e aiutare le imprese italiane a competere in maniera equa nel mercato europeo. Le multinazionali che lavorano in Italia devono pagare le tasse in Italia. Accordi commerciali per sostenere l’export delle imprese italiane e le produzioni locali. Stop ad arance sudafricane, olio tunisino e riso asiatico.

Ambiente: Una finanza “green”, inserendo un “fattore sociale” nella normativa dei requisiti di capitale e dando incentivi alle imprese che non inquinano. Stop a fonti fossili, trivelle e inceneritori. Sì all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili, alla mobilità sostenibile, al trasporto merci su ferro e quello pubblico alimentato da fonti sostenibili. Vietare OGM e pesticidi “ritenuti dannosi per la salute dei cittadini e per l’ambiente”.

Immigrazione: Condivisione equanime tra tutti gli Stati Membri della gestione dei flussi, dell’accoglienza, le responsabilità e degli oneri dell’immigrazione. Ricollocazione obbligatoria dei migranti. Promuovere e incentivare con fondi europei i rimpatri volontari.

Formazione e ricerca: Creare un’”infrastruttura Blockchain sperimentale europea” per la fornitura di servizi pubblici comuni. Potenziare i fondi europei per ricerca e innovazione a sostegno delle imprese italiane. Escludere dal calcolo del deficit gli investimenti pubblici produttivi e d’impatto sociale in istruzione, ricerca, sanità, sicurezza, infrastrutture. Triplicare il budget messo a disposizione per l’Erasmus per far partecipare le fasce più svantaggiate e gli adulti iscritti ai percorsi di istruzione.

Qui il programma.

Partito democratico + Siamo Europei – Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) 

Europa: Il Parlamento, che rappresenta direttamente i cittadini dell’Unione, e il Consiglio, che rappresenta gli Stati, devono essere sullo stesso piano. Nonostante il Trattato di Lisbona abbia esteso il principio della co-decisione alla maggioranza degli atti legislativi, esistono ancora materie in cui esso non si applica. Il prossimo Parlamento Europeo deve essere protagonista nell’elaborazione di una profonda riforma costituzionale dell’Unione Europea

Lavoro e imprese: “indennità europea di disoccupazione” per i paesi in recessione o con un numero alto di persone senza lavoro, pagata con risorse che provengono da fondi del singolo Stato, da Eurobond e da una quota dei profitti della Banca Centrale europea (Bce). Adozione di un “salario minimo europeo” parametrato alle condizioni dei diversi paesi e definito sulla base del dialogo tra le parti sociali e della contrattazione collettiva nazionale e di settore. Arrivare a una parità di salario tra uomini e donne, tramite un piano europeo per favorire l’occupazione femminile.

Lavorare a un mercato interno che punti a proteggere la manifattura italiana ed europea dalle invasioni di prodotti contraffatti e non conformi da parte di paesi terzi, in particolare dalla Cina. I profitti delle multinazionali – a partire da quelle dell’economia digitale – devono essere tassati dove vengono effettivamente realizzati.

Ambiente: Rivedere il pacchetto clima-energia per arrivare al dimezzamento delle emissioni nel 2030 e a zero emissioni nette nel 2050. La definizione di un Piano straordinario con cui l’Unione europea dovrà mobilitare “i 290 miliardi l’anno di investimenti necessari per la completa decarbonizzazione del sistema energetico europeo”. Contro l’inquinamento della plastica, anticipare al 2025 la data in cui tutti gli imballaggi di plastica dovranno essere pienamente riciclabili, compostabili o riutilizzabili.

Immigrazione: Approvare la riforma del regolamento di Dublino sulla base del testo votato dal Parlamento (ma non adottato), che prevede che “il Paese in cui un richiedente asilo arriva per primo non deve essere più, come funziona oggi, automaticamente responsabile del trattamento della domanda di asilo. I richiedenti asilo verrebbero invece invece ripartiti tra tutti i Paesi dell’Unione europea”, mentre per i Paesi membri che non accolgono la propria quota di richiedenti asilo, inoltre, ci sarebbe il rischio di veder ridotto l’accesso ai fondi dell’Unione europea. Una gestione comune delle frontiere europee e una definizione di vie legali della migrazione che consentano la gestione dei flussi e la realizzazione di politiche di integrazione a partire del rafforzamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione.

Formazione e ricerca: rendere più europei i percorsi di studio e di formazione e introdurre obiettivi vincolanti all’interno del semestre e dei programmi europei che prevedono di triplicare i fondi per Erasmus+ nel periodo 2021-2027, portandoli a 45 miliardi; entro il 2024 riconoscimento reciproco e automatico di tutti i titoli di studio e dei periodi di studio all’esterno; entro il 2030 raggiungere in tutta Europa il 50% di laureati; scendere sotto il 5% nella dispersione scolastica; il 5% del Pil dedicato alla ricerca. Entro il 2021, inoltre, attuare una E-Card dello studente per accedere in tutta Europa a facilitazioni, prestazioni e servizi.

Qui il programma.

+Europa

Europa: un’Europa più democratica, tramite innovazioni politico-istituzionali e sociali mediante come liste elettorali transnazionali (partiti paneuropei) e collegio elettorale europeo, capacità legislativa propositiva del Parlamento europeo al pari dei parlamenti nazionali, istituzione di veri e propri ministri europei, elezione diretta del Presidente della Commissione europea.

Superamento del voto all’unanimità nel Consiglio dell’Unione Europea: abolire la regola dell’unanimità e passare, come per tante altre politiche comuni, a un sistema di voto a maggioranza che “consenta all’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione di parlare con una sola voce”. Istituzione di un esercito e di una guardia costiera europea comune.

La creazione di un unico portale europeo dove attivare e realizzare consultazioni, petizioni, iniziative dei cittadini europei, richieste di accesso agli atti e alle informazioni, dibattiti pubblici indirizzati a tutte le istituzioni europee o con oggetto relativo a tematiche di interesse sovranazionale.

Arricchire il mercato unico con le infrastrutture e le reti di comunicazione per la sua effettiva integrazione: dalle reti per il trasporto delle fonti energetiche, a cominciare da quelle a basso impatto ambientale (come il gasdotto Tap), alle reti ferroviarie ad alta velocità per le persone e le merci, a cominciare dalla Tav Torino-Lione.

Puntare  all’eguaglianza tra uomo e donna, estendendo a tutti i paesi alcune esperienze come il congedo parentale obbligatorio anche per gli uomini, le normative per la parità nelle retribuzioni tra uomo e donna, sistemi di denuncia e protezione contro la violenza e il femminicidio.

Lavoro e imprese: più opportunità alle molte imprese italiane che competono in Europa, rivedendo alcuni dei vincoli di Maastricht e introducendo una golden rule per gli investimenti pubblici, soprattutto in ricerca e sviluppo. Istituzione di un “Assegno Europeo”, cioè un fondo pubblico europeo che sostenga le nuove e buone idee di start up, in particolare quelle che nascono nelle aree più periferiche d’Europa. Creare strumenti paneuropei di protezione e previdenza sociale, a partire da un Sussidio Europeo contro la Disoccupazione.

Intervenire sulla tassazione a livello europeo delle società che operano su più paesi e sfruttano regimi di tassazione favorevoli, soprattutto dei giganti del web.

Ambiente: Concentrare il bilancio dell’Unione Europea 2021/2027 verso sviluppo e coesione territoriale delle aree non urbane d’Europa tramite infrastrutture, agricoltura innovativa, recupero edilizio che eviti il consumo di suolo, lotta a esclusione sociale e spopolamento.

Contrastare il riscaldamento globale tramite la riduzione delle emissioni di anidride carbonica con la tabella di marcia dell’Europa che deve essere aggiornata per poter ambire a zero emissioni nette entro il 2050 e alla fuoriuscita dal carbone entro il 2030, tramite varie misure come l’eliminazione progressiva dei sussidi e dei finanziamenti dannosi all’ambiente negli Stati membri.

Immigrazione: occorre una gestione globale e coordinata del fenomeno, tramite un piano europeo. L’Europa deve assumere come europee le competenze necessarie a disciplinare e governare la presenza e l’integrazione, definendo politiche legali e adeguate di collocamento, integrazione, ingresso, circolazione, ricongiungimento, asilo ed espulsione, eguali e integrate in tutti i Paesi membri. Istituire un diritto di asilo europeo con l’apertura di canali legali e sicuri per proteggere chi scappa dalla lesione di diritti umani, con piani di ricollocamento proporzionato all’interno di tutti i Paesi membri.

Formazione e ricerca: Le imprese devono essere sempre più parte di un ecosistema integrato con il mondo dell’università e della formazione. Creare meccanismi di incentivo per università e centri di ricerca per moltiplicare i fondi conferiti dalle aziende e facilitare collaborazioni di tipo continuativo anche nella didattica.

Qui il programma.

Europa Verde – European Green Party

Europa: un’Europa federale, con il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, “unica istituzione eletta direttamente dai cittadini”. Rimuovere il diritto di veto nel Consiglio dei Ministri e nel Consiglio europeo, tramite il quale ogni stato può bloccare l’azione comune. Contro lo spreco di denaro, la sede del Parlamento deve essere una e centralizzata a Bruxelles.

Introdurre un meccanismo per monitorare lo stato della democrazia, dei diritti dell’opposizione ad agire, della libertà di stampa e dei diritti fondamentali in tutti gli Stati membri della Ue, con sanzioni adeguate contro i governi che violano questi principi e valori.

L’Europa deve contribuire alla lotta contro la violenza di genere e la violenza contro le persone LGBTQ dotando dei fondi necessari il programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza previsto dal Regolamento (UE).

Lavoro e imprese: Cogliere le opportunità della digitalizzazione, dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotizzazione, con investimenti in formazione e accompagnamento dei lavoratori. Maggiore equità fiscale. Introdurre una tassa digitale per i colossi di Internet.

Garantire un reddito minimo in ogni Paese membro. Sostenere congedi per malattia retribuiti equamente e un congedo parentale equo applicabile ad entrambi i genitori in tutti i Paesi, oltre a forme di sostegno e assistenza alla famiglia. Esperimenti su regimi di reddito di base universale e di riduzione dell’orario di lavoro a livello nazionale.

Ambiente: Le politiche economiche, sociali ed educative devono dare priorità alla trasformazione ecologica dell’economia e creino una significativa redistribuzione della ricchezza e lavoro di qualità. Limitare l’aumento globale della temperatura, con bilanci di carbonio vincolanti per i Paesi membri che riducano le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e che aprano la strada ad un’economia a impatto climatico zero entro il 2050.

Eliminare l’uso del carbone entro il 2030 e, in successione, gli altri combustibili fossili, cessando immediatamente l’erogazione di sussidi pubblici alle fonti fossili (che assorbono solo in Italia 18,8 miliardi di euro) per favorire invece gli investimenti, sia privati che pubblici, verso sistemi di produzione energetica e industriale sostenibili. Sostituire il modello lineare dell’economia (preleva risorse – produci – butta) con il modello circolare ispirato alle tre “erre”: Riduci la produzione di rifiuti, Riusa, Ricicla. Drastica riduzione dell’uso e della dispersione della plastica. Privilegiare l’agricoltura che esclude l’impiego di Ogm e pesticidi.

Immigrazione: una politica di asilo basata sulla solidarietà e l’introduzione di un meccanismo di ricollocazione dei richiedenti asilo che sia permanente, vincolante ed equo, così come espresso nella riforma del Regolamento di Dublino votata dal Parlamento europeo. Apertura di canali di migrazione legale per motivi di lavoro e regole comuni per la mobilità e l’ingresso dei lavoratori e delle loro famiglie nella UE, nel quadro di una gestione comune dei confini che assicuri al tempo stesso sicurezza, libera circolazione per le persone residenti nella UE e risorse adeguate per gestire l’accoglienza.

Ricerca e formazione: Investimenti pubblici nella cultura, nella scuola, nella ricerca che garantiscano ai giovani pari opportunità di studio, formazione e accesso al lavoro. Drastica riduzione delle spese militari, a favore degli investimenti per la trasformazione ecologica, il benessere sociale e la cultura.

Qui il programma.

Sinistra italiana – Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL)

Europa: radicale rifondazione democratica dell’Europa: abolire la Troika, ampliare i poteri del Parlamento Europeo a scapito degli organismi intergovernativi come il Consiglio e la Commissione. La Bce deve essere sottoposta al potere di indirizzo del Parlamento Europeo. Potenziare tutte le forme di espressione e di democrazia diretta dei cittadini su scala europea. Aprire un percorso costituente per un’Europa federale che ponga alla sua base i diritti sociali, civili, di libertà, delle persone.

Riscrivere radicalmente i trattati, cambiando i parametri arbitrari di Maastricht e cancellando i principi fondativi del neoliberismo, come la competitività, la libera circolazione dei capitali senza alcuna regolazione della finanza speculativa. Vietare tutte le transazioni con i paradisi fiscali anche quando si tratta di stati membri della UE, sanzionando le banche che hanno relazioni con i paradisi fiscali.

Lavoro e imprese: Contro i rischi di disoccupazione per l’automazione nel lavoro, introdurre una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di salario, modificando la direttiva europea sulle condizioni e gli orari di lavoro, che definisce gli standard minimi da rispettare per tutti gli stati membri. Definire un salario minimo orario a livello europeo, con l’armonizzazione dei contributi. Introdurre, inoltre, una “scala mobile” europea, cioè un sistema di indicizzazione automatica dei salari in tutta Europa.

Istituire un reddito di base, che garantisca il diritto all’esistenza, e sia fissato al 60% del valore del reddito mediano di ogni paese.

Contro la disparità di genere nel lavoro, introdurre una Piena parità di accesso, diritti, mansioni, retribuzioni. Rottura delle asimmetrie tra uomini e donne nel lavoro domestico e di cura a partire dall’incremento e dall’equa divisione dei congedi parentali.

Tutte le multinazionali, con particolare riguardo a quelle del web, devono garantire piena trasparenza delle loro attività attraverso la rendicontazione paese per paese e pagare le tasse dove realizzano un profitto.

Ambiente: Riduzione entro il 2030 delle emissioni di gas serra del 65%, il consumo di energia del 40% e il 45% dell’energia deve venire da fonti rinnovabili. Impedire i processi di privatizzazione, inquinamento e sfruttamento delle risorse naturali e difendere i beni comuni. Bloccare le grandi opere inutili, come la TAV Torino-Lione.
Serve un nuovo sviluppo e valorizzazione dell’agricoltura che vanno perseguiti attraverso una difesa delle biodiversità, quindi opponendosi agli Ogm.

Immigrazione: riformare il Regolamento Dublino, garantendo libertà di movimento alle persone. Fornire la possibilità di ingresso in Europa per ricerca di occupazione; la realizzazione di canali di ingresso certi per richiedenti asilo; investimenti per le politiche di inclusione sociale che prevedano la regolarizzazione delle donne e uomini già presenti negli Stati membri, compreso chi è stato costretto a svolgere lavoro irregolare emerso; la possibilità di voto amministrativo ed europeo; l’armonizzazione estensiva delle norme per l’ottenimento della cittadinanza, garantendo in ogni paese lo ius soli; la chiusura delle strutture di detenzione amministrativa; l’invalidazione e il sanzionamento di provvedimenti assunti che impediscano il soccorso in mare o in qualunque luogo e circostanza dei migranti.

Ricerca e formazione: garantire e potenziare la scuola pubblica di ogni ordine e grado, elevare l’obbligo scolastico a 18 anni, garantire la laicità e la libertà di insegnamento, il lavoro cooperativo e la collegialità nelle scuole; garantire l’accesso libero e gratuito al sistema universitario, abolendo i numeri chiusi. Finanziamenti adeguati per tutte le università, incrementandoli per quelle in maggiore difficoltà, ed il potenziamento delle risorse per il diritto alla studio.

Qui il programma.

Lega – Alleanza Europea dei Popoli e delle Nazioni (EAPN)

Europa: sovranità degli Stati e dei popoli, appoggiandosi alla collaborazione fra le nazioni. Rifiuta di qualsiasi politica volta a creare un Super-Stato o qualsiasi modello sovranazionale.

Lavoro e imprese: ognuno ha il diritto di difendere i propri modelli economici, sociali, culturali e territoriali specifici e unici in Europa.

Immigrazione: controllare e regolare l’immigrazione è conseguentemente un principio fondamentale.

Ricerca e formazione: la cultura è l’essenza stessa di qualsiasi azione politica e solo una pedagogia sia culturale sia scientifica può consentire lo sviluppo di una coscienza politica.

Qui il programma.

Forza Italia – Partito popolare europeo (PPE)

Europa: il Parlamento europeo, unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini, deve avere il diritto di iniziativa legislativa e il potere di inchiesta e diventare autorità di bilancio su un reale piano di parità col Consiglio europeo, che si occupi non solo delle spese ma anche delle entrate. L’Europa deve avere una sola politica estera e un unico esercito europeo per confrontarsi alla pari con Stati Uniti, Russia e Cina e aumentare le spese per sicurezza, difesa, lotta al terrorismo e cyber-sicurezza.

Serve una riforma della Bce sul modello della Federal Reserve americana, che guardi non solo all’inflazione ma anche alla crescita e alla disoccupazione. Completare il Mercato Unico dei Capitali e l’Unione Bancaria per un credito più facile alle imprese, con regole che smettano di penalizzare il nostro sistema bancario. Il mercato interno europeo deve garantire una maggiore giustizia ed armonizzazione fiscale.

Lavoro e imprese: un’Europa al fianco dei giovani e delle imprese, degli artigiani, delle professioni. Regole fiscali europee più flessibili su crescita e lavoro e la fine della politica dell’austerità. Più investimenti in infrastrutture, tecnologia, formazione, ricerca ed innovazione. Risorse appropriate per il digitale, le energie pulite, le industrie creative, l’economia circolare. Una vera politica industriale europea che riveda anche le regole della concorrenza per affrontare la competizione globale di giganti come USA, Cina e Russia.

Difendere e proteggere le imprese italiane e il lavoro. Gli accordi commerciali portano ricchezza e occupazione quando tutelano qualità, imprese e consumatori. Imporre gli standard italiani sanitari sociali, ambientali e combattere la concorrenza sleale. Continuare con le misure antidumping europee contro il sottocosto cinese. Stop a paradisi fiscali o livelli di tassazione quasi nulli, come quelli di cui godono i giganti del web.

Ambiente: I cambiamenti climatici devono essere al centro dell’agenda politica europea, perché sviluppo economico, competitività industriale e politiche climatiche sono complementari. Utilizzare materiali alternativi alla plastica non significa solo avere oceani più puliti, ma permetterà anche di risparmiare diversi miliardi di euro.

Immigrazione: Approvare subito la riforma del regolamento di Dublino per definire un sistema di asilo europeo efficace, equo e solidale. Oltre alla ridistribuzione dei richiedenti asilo, serve una strategia europea per bloccare l’immigrazione irregolare e rimpatriare chi non ha diritto di rimanere.

Qui il programma.

Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni ha annunciato adesione ai Conservatori e riformisti europei (Ecr)

Europa: Passare da un’Unione europea a Confederazione europea di Stati nazionali liberi e sovrani, con capacità di cooperare su diversi temi come sicurezza, mercato unico, immigrazione, difesa, politica estera. Sulla tematiche nazionali, contro ingerenze esterne, gli Stati sono liberi di autodeterminarsi. Riforma della Bce e rivedere le regole bancarie con il fine di ottenere un sistema bancario come uno strumento di sostegno alle imprese e famiglie e non al servizio di finanza speculativa.

Sostegno alla “famiglia naturale” e alla natalità come priorità della Ue, tramite varie misure come assegno mensile per ogni figlio a carico, incentivi all’assunzione di neomamme, asili nido gratuiti aperti anche d’estate. Difesa dell’“identità cristiana”. No alla Turchia in Europa.

Lavoro e imprese: basta austerità, ma avviare un grande piano nazionale ed europeo di investimenti pubblici in infrastrutture, trasporti, rete digitale ed edilizia scolastica. Per realizzarlo, la proposta è quello di togliere le spese per investimenti dal computo dei parametri europei. Sostenere le aziende che che operano e assumono in Italia “per difendere il lavoro italiano e creare nuovi posti di lavoro”. Una flat tax ridotta solo alle imprese che producono in Italia con manodopera locale. Contrastare sistemi di elusione fiscale “delle multinazionali e dei giganti del web”.

Difendere gli artigiani e il piccolo commercio. Difesa del made in Italy e lotta alla concorrenza sleale: introduzione di dazi verso i prodotti di Stati terzi che non rispettano gli standard salariali, di sicurezza sul lavoro e di tutela ambientale dell’Italia.

Aiuto economico a chi è impossibilitato a lavorare per ragioni oggettive. Aumento pensioni minime e raddoppio assegno invalidità. Sostegno al terzo settore.

Ambiente: mettere al bando tutti i prodotti non biodegradabili, sostenere energie rinnovabili e pulite. Dazi nei confronti degli Stati che non rispettano l’ambiente.

Immigrazione: Controllo militare delle frontiere esterne e impedire ai barconi di partire dall’Africa. Chi entra illegalmente in Europa va trattenuto in centro sorvegliati e rimpatrio tramite accordi tra Ue e Stati terzi.

Qui il programma.

Foto in anteprima via Ansa

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Fonte: Valigia Blu – https://www.valigiablu.it/elezioni-europee-2019/<-a>

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