Scuola o azienda?

Nuovi esami di stato da quest’anno. La parola agli studenti 

“Come si può dare voce alle proprie capacità critiche con un nuovissimo esame di stato che sembra pretendere l’omologazione degli studenti? Dove verrà nascosta la nostra amata creatività?”- si domanda Agata, studentessa del Liceo classico Nicola Spedalieri.

“Il decreto legislativo- dice Emanuela- uscì nel marzo del 2017, durante il governo Gentiloni, ma nella realtà dei fatti noi studenti abbiamo scoperto le novità della nuova Maturità soltanto da qualche mese. Non mi sembra per nulla corretto, sia umanamente che didatticamente parlando, stravolgere il lavoro svolto da docenti e studenti in qualche mese, senza darci la possibilità di esercitarci come si deve. Ci sentiamo sprovvisti dei mezzi necessari per affrontarlo.”

I ragazzi hanno già concluso le prove Invalsi di italiano, matematica ed inglese. Quest’anno non saranno valutate, serviranno soltanto alle statistiche. Non si hanno però certezze per gli anni futuri.

“Le domande sono, nella maggior parte dei casi, eccessivamente semplici. Vengono infatti tralasciate le competenze del singolo studente ed il programma svolto nell’arco dei cinque anni. Fra l’altro, il punteggio definitivo, assegnato ad una scuola piuttosto che ad un’altra, sarà molto parziale, considerando che sono stati in molti gli studenti a boicottarle ed in molti anche i computer a non funzionare e perciò ad annullare le risposte. A cosa porta tutto questo, se non a creare una  discutibile classifica di scuole di seria A e di serie B?”- si domanda Matilde, tra un sospiro e l’altro.

Per la prima prova di Italiano, che si svolgerà mercoledì 19 giugno, gli studenti dovranno scegliere fra un testo argomentativo (storico, artistico, letterario, etc…), un testo espositivo-argomentativo di attualità e l’analisi di un testo poetico o narrativo. Il giorno dopo, la seconda prova sarà multi-disciplinare e specifica per l’indirizzo di studio (Latino e greco per il classico, matematica e fisica per lo scientifico, etc…). Per la prova orale invece, saranno chiamati a scegliere una busta (fra le tre a disposizione), da cui sorteggiare un documento (un testo poetico o in prosa, una fotografia, un articolo di giornale, etc…) che servirà da spunto iniziale per una conversazione interdisciplinare. Ma non è finita qui, si dovrà anche parlare della propria esperienza di alternanza scuola-lavoro e rispondere ad alcune domande di educazione civica.

A proposito della prova orale, Emanuela aggiunge: “Purtroppo l’alternanza ha fatto parte del nostro percorso scolastico e dunque se ne  dovrà tenere conto durante l’orale, ma anteporlo al nostro senso critico e creativo, abolendo la tesina, è inconcepibile. La scuola infatti, qualche volta bisognerebbe ricordarlo, non è un’azienda, ma è un luogo dove l’alunno deve essere educato. Per non parlare del rischia tutto che si viene a creare con l’estrazione dalle buste, impedendo la solita chiacchierata alunno-professore.”

Come il liceo classico, anche le altre scuole contestano le novità della riforma.

“Quando ho saputo che non avrei più avuto la possibilità di elaborare una mia tesina- confessa Lucia, studentessa del liceo scientifico Principe Umberto – ho sentito improvvisamente come se mi avessero tarpato le ali. In una scuola interessata maggiormente all’aspetto tecnico e scientifico, la tesina rappresentava l’unica vera possibilità per poter uscire dagli schemi e sorprendere con originalità me stessa ed i professori. Avevo già tante di quelle idee…”.

Fonte: I Siciliani – http://feedproxy.google.com/~r/isiciliani/~3/Z-5QA6nFCXQ/

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