Legittima difesa, exploit di licenze sportive per l’acquisto di armi

04 Giu Legittima difesa, exploit di licenze sportive per l’acquisto di armi

4 Giugno 2019

In epoca di immobilismo politico, tra i cittadini c’è invece chi ha scelto di farsi trovare pronto a tutto, dotandosi di un’arma. Scelta che si adatta all’onda nata dalla nuova legge sulla legittima difesa che invoglia ad armarsi e sposta gli equilibri tra aggressione e reazione violenta. Dando a chi si difende una giustificazione che annulla la proporzionalità rispetto all’offesa: la difesa è “sempre” legittima “se taluno usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui”.

In Italia oggi sono 4 milioni i detentori di un’arma regolarmente denunciata. Nel 2018, si sono registrate 1.315.700 rinnovi di licenze per detenzione legale di armi: una crescita del 4% rispetto al 2015. L’incremento maggiore si evidenzia nella richiesta di licenza per uso sportivo: + 27% negli ultimi 3 anni, per un totale di circa 600mila licenze.  Tra questi ultimi, però, 460mila non sono iscritti a nessuna federazione sportiva né ad un poligono privato. Secondo l’inchiesta pubblicata da La Stampa (L’Italia a mano armata, di Davide Lessi e Michele Sassi, del 3 aprile 2019), attualmente per ogni militare ci sono 20 cittadini in possesso di un’arma. Dopo la riforma promossa dal governo a inizio legislatura, inoltre, sono aumentati i colpi a disposizione nel caricatore. Si è passati da 15 a 20 per le armi corte, facendo registrare l’inquietante paradosso che i cittadini hanno una potenza di fuoco maggiore delle nostre forze di polizia, dotate di 15 colpi nel caricatore.
I cittadini sono pronti a difendersi, insomma.
Eppure i dati Istat parlano di rapine in calo negli esercizi commerciali (da 8.149 nel 2007 a 4.848 nel 2016) e praticamente immutate nelle abitazioni private (erano 2.529 nel 2007, sono state 2.562 nel 2016). Diminuiscono anche gli omicidi: 319 nel 2018 (fonte Viminale);  357 nel 2017 (contro i 397 del 2016 e i 500 del 2010).
I numeri qui sopra, e i relativi paradossi, dovrebbero condurre a una riflessione sullo spostamento del compito di gestione della forza armata, a livello politico. Ma, come detto sopra, è tutto immobile.

Fonte: Gruppo Abele – https://www.gruppoabele.org/legittima-difesa-exploit-di-licenze-sportive-per-lacquisto-di-armi/

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