Strage in un centro di detenzione per migranti in Libia, subito corridoi umanitari

Quaranta migranti detenuti in un centro di detenzione di Tajoura, periferia a est di Tripoli, sono stati uccisi nel corso di un bombardamento aereo condotto dalle forze del generale Khalifa Haftar. Il bilancio conta anche ottanta feriti e secondo Guma El Gamaty, capo del partito dei Taghyeer in Libia e membro del gruppo libico per il dialogo politico, il numero delle vittime potrebbe essere ben più elevato, di “oltre 100 persone, incluse donne e bambini”

“L’attacco al centro di detenzione di migranti in Libia e le oltre 40 vittime rimaste uccise impongono un intervento umanitario che da tempo segnaliamo come urgente e prioritario: l’apertura di un corridoio umanitario europeo dalla Libia – dichiara Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope – Programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) – . Servono al più presto cinquantamila visti per le persone vulnerabili detenute in questi centri che anche fonti istituzionali definiscono come veri e propri lager. Chiediamo all’esecutivo, che nelle persone del premier Conte e della viceministra Del Re hanno già espresso un preciso interesse alla proposta – come emerso anche lunedì scorso in un incontro pubblico alla Camera – di accelerare l’iter per aiutare questi profughi ad accedere a una protezione legale e sicura fuori dalla Libia. In questo senso auspichiamo che il governo avvii al più presto un negoziato europeo con questo obiettivo ed apra un tavolo tecnico per coinvolgere le chiese e le altre associazioni disponibili a collaborare”.

“Ancora una volta vittime innocenti muoiono per l’assoluta incapacità di porre fine alla guerra civile libica e di trovare una soluzione sicura per i migranti, vista l’insicurezza e l’instabilità libica”, dichiara Bruno Neri, responsabile dei progetti di Terre des Hommes in Libia. “Auspichiamo l’avvio immediato dei corridoi umanitari, a cui siamo pronti ad aderire, per i migranti più vulnerabili come minori e donne incinte, evitando così le morti in mare, il traffico di essere umani ed i respingimenti verso le coste libiche. Chiediamo che i migranti sopravvissuti al bombardamento vengano al più presto evacuati in luoghi sicuri in Libia”.

Terre des Hommes sta operando in Libia nei campi 1 e 2 per sfollati interni di Alfallah, che attualmente danno rifugio a oltre 1.300 civili libici, offrendo protezione e supporto psicosociale ai minori migranti con spazi a misura di bambini e con attività analoghe nel campo di detenzione migranti e rifugiati di Zuwaia, sempre a Tripoli. Inoltre l’organizzazione, insieme a Mediterranean Hope – Programma rifugiati e migranti della Federazione Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), ha avviato un intervento d’assistenza dal punto di vista medico e sanitario per bambini libici con gravi patologie, appartenenti alle fasce di popolazione più vulnerabili, in strutture specializzate in Libia e Tunisia o in Italia. Il progetto è finanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo.

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2019/07/03/strage-in-un-centro-di-detenzione-per-migranti-in-libia-subito-corrido/152100/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *