Signor Ministro e la Pace?

Pubblichiamo
uno stralcio dell’editoriale che uscirà su Mosaico di Pace del mese di
Ottobre. E’ indirizzato al Ministro della Difesa….

Mons. Giovanni Ricchiuti, Presidente Pax Christi Italia

Caro Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, (…)

In queste
settimane si è parlato molto di rispetto della Costituzione, ma non mi pare di
aver sentito risuonare nelle aule parlamentari le parole: pace, disarmo,
riduzione delle spese militari.

Eppure sappiamo
tutti come sia vitale mettere la pace al centro della vita politica. Ce lo ricorda
la Carta delle Nazioni Unite:

“Noi popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le
future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di
questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, a riaffermare
la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della
persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle
nazioni grandi e piccole…”.

Ce lo ricorda
la nostra Costituzione, con l’art. 11:

“L’Italia ripudia la guerra…”. (…)

Le ricordo
inoltre che l’Italia entro la fine del 2019 può ancora uscire dal costosissimo
progetto degli F35. Dal gennaio del prossimo anno non sarà più possibile. Come
lei ben sa, gli F35 sono aerei da guerra, abilitati anche al trasporto di
testate nucleari. Un impegno di spesa di circa 10 miliardi. Il costo di ogni
aereo si aggira sui 130 milioni di euro. E mi dicono che ci stiamo avventurando
in un nuovo progetto di aereo militare: Tempest,
ne abbiamo proprio bisogno?

E poi ci sono le
bombe atomiche in Italia, nelle basi
di Aviano e di Ghedi. Non sappiamo il numero esatto, ma abbiamo motivo di
pensare che siano complessivamente alcune decine, o forse più. E per il
prossimo anno è previsto l’arrivo di altre testate, le micidiali B61-12.

Sono sul territorio
italiano, ma nelle basi Usa e Nato, e di più non è possibile sapere. Signor
Ministro, tutto questo le pare rispettoso della Costituzione? (…)

Signor
Ministro, desidero sottolineare ancora un punto necessario per una società
nuova e smilitarizzata: il pericoloso rapporto tra mondo scolastico e mondo
militare.

Assistiamo
sempre più frequentemente a presenze militari all’interno delle scuole e a
visite scolastiche presso caserme o basi militari. Classi di bambini, talora
anche piccoli, accompagnati a scoprire “eccellenze e primati tecnologici”, che
di fatto tendono a coprire il vero volto della guerra che è distruzione e
morte. Com’è possibile educare alla pace in questo modo? (…) Le chiedo,
dunque, di dare dei segnali chiari nella direzione della pace, del disarmo e
del ripudio della guerra. Le ricordo che tra i promotori che hanno spinto
all’approvazione di legge 185/90, che regola l’export di armi, c’era anche il mio predecessore alla presidenza
di Pax Christi, don Tonino Bello, ben cosciente che quella legge era solo un piccolo
passo verso un’altra che dovrebbe avere un solo articolo: “Le armi non si producono, non si vendono e non si
comprano”.

Se non vogliamo
che quanto scritto nella Carta delle Nazioni unite resti lettera morta, dobbiamo
compiere scelte concrete di pace.

Fonte: Pax Christi – http://www.paxchristi.it/?p=15850

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