Due anni senza colpevoli per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia

Due anni senza colpevoli per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia

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Il 16 ottobre di due anni fa, Daphne Caruana Galizia, una delle più note giornaliste investigative maltesi, è stata uccisa a Malta da una bomba posizionata all’interno di una macchina noleggiata che stava guidando.

Circa due mesi dopo l’omicidio della giornalista, tre uomini – i fratelli Alfred Degiorgio e George Degiorgio e Vince Muscat –, già noti alla polizia maltese, sono stati incriminati per l’omicidio della giornalista e sono in attesa di un processo. Non si hanno invece ancora notizie su possibili mandanti. Pieter Omtzigt, nominato dal Consiglio d’Europa per monitorare il caso dell’uccisione di Galizia, ha denunciato presunti fallimenti e mancanze della polizia maltese nell’indagine e ha dichiarato di temere che le autorità non hanno preso in considerazione prove che potrebbero portare a chi ha commissionato l’omicidio .

Anziché accettare alcune delle carenze nel processo di indagine e lavorare per risolverle, il governo maltese, guidato da Joseph Muscat, ha scelto la difesa e ha criticato Omtzigt, scrive Ewelina U. Ochab su Forbes. Anche Corinne Vella, sorella della giornalista uccisa, che insieme ai figli di Daphne Caruana Galizia, Matthew, Andrew e Paul, porta avanti la battaglia per far luce sui mandanti dell’assassinio, in un’intervista al Manifesto, ha sottolineato che «la magistratura e l’esecutivo si sono rivelati inadeguati».

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Galizia aveva 53 anni e, come scrisse all’epoca John Henley, corrispondente a Malta per il Guardian, “si era fatta molti nemici in 30 anni di attività da quando aveva iniziato a scavare sugli alti livelli di corruzione nella politica e tra le élite commerciali e criminali maltesi – che spesso, direbbe lei, coincidono o perlomeno sono strettamente connesse”.

La sua carriera era cominciata agli inizi degli anni ‘90 come giornalista per The Malta Independent e The Malta Independent on Sunday. Circa 10 anni fa, poi, nel 2008, aveva aperto il blog Running Commentary, divenuto nel tempo uno dei più letti e popolari dell’isola. Politico, che l’aveva inserita al 26esimo posto nella classifica delle “28 personalità che stanno agitando l’Europa” nel 2017 definendola “‘una donna Wikileaks’ che conduceva una battaglia alla non trasparenza e alla corruzione nel suo paese. Nel 2016 la giornalista, partendo da quanto emerso dall’inchiesta denominata “Panama Papers” che riguardava società offshore con nomi internazionali di azionisti e manager coinvolti, aveva pubblicato la notizia del coinvolgimento nello scandalo di alcuni politici governativi. Per i suoi post, articoli e per gli argomenti trattati, Caruana Galizia subiva quasi quotidianamente minacce di morte e attacchi.

Il lavoro giornalistico di Daphne è stato poi raccolto e proseguito da 45 giornalisti di 18 testate internazionali e coordinato dalla nonprofit francese Forbidden Stories, racconta l’ISPI (Investigative reporting project Italy): “Un’inchiesta comune che si è data il nome di ‘Daphne Project’ (#daphneproject), Progetto Daphne, e di cui IRPI fa parte in collaborazione, per l’Italia, con Repubblica“. Un progetto a cui hanno partecipato diverse testate, tra cui Süddeutsche Zeitung, Reuters, The Times of Malta, Le Monde, The Guardian, The New York Times Die Zeit.

Foto in anteprima via Radio france

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Fonte: Valigia Blu – https://www.valigiablu.it/due-anni-omicidio-daphne-caruana-galizia/

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