Bruxelles: sull’esodo dal Venezuela serve una risposta globale

Nella dichiarazione, le Ong firmatarie chiedono ai governi di adottare una politica di frontiere aperte, migliorando i sistemi di gestione delle richieste di asilo. Inoltre, ai quasi 1,1 milioni di bambini costretti a lasciare il Venezuela, devono essere garantiti protezione e accesso ai servizi base, nonché il diritto di nazionalità di origine per prevenire un incremento del numero di apolidi. La comunità della cooperazione internazionale continuerà a fornire cibo, alloggi, educazione e servizi sanitari ai venezuelani in transito e ai paesi ospitanti, ma gli Stati della regione, dal canto loro, devono coordinarsi per facilitare il rilascio di documenti ai richiedenti venezuelani e riconoscere i titoli accademici e professionali dei migranti, per agevolarne il reinserimento nel mondo del lavoro.

In ultimo, le ong firmatarie richiedono ai donatori e ai governi locali di fermare l’ondata di odio e xenofobia nei confronti di migranti e rifugiati venezuelani che contribuisce solo ad aggravare la vulnerabilità di questo popolo. I paesi ospitanti devono invece promuovere campagne di solidarietà e di coesistenza pacifica, riconoscendo i migranti come un valore aggiunto per il proprio paese.

Coopi, tra le Ong firmatarie della dichiarazione, è fortemente coinvolta nella risposta regionale all’emergenza dettata dalla migrazione venezuelana. «In Perù, partecipiamo attivamente alla piattaforma R4V (Risposta per il Venezuela), allo scopo di creare una rete efficace e coordinata di risposta alla crisi», afferma Manuel Simoncelli, Front Desk di Coopi per l’America Latina e i Caraibi. «Inoltre, nel Centro bi-nazionale di assistenza alle frontiere di Zarumilla, nel nord del Perù, siamo diventati il punto di riferimento nel settore acqua e igiene in collaborazione con Unicef, mentre a Tumbes, poco distante da Zarumilla, dal novembre 2018 ad oggi, abbiamo offerto un pernottamento a circa 5.000 venezuelani in transito e ne abbiamo aiutati più di 5.000 a raggiungere la destinazione finale, in collaborazione con Oim». Al momento, Coopi sta cercando di studiare i bisogni del Venezuelana per ipotizzare un eventuale intervento umanitario all’interno del paese stesso.

Nel corso dell’International Solidarity Conference, gli attori della cooperazione allo sviluppo, del settore privato, della società civile, delle istituzioni finanziarie internazionali, dei governi ospitanti e donatori, hanno confermato l’impegno internazionale nei confronti delle comunità e dei paesi ospitanti degli sfollati e rifugiati venezuelani, la necessità di condividere best practice e risultati per fornire una risposta regionale coordinata e offrire un supporto tecnico e finanziario più strutturato nella regione.

Il prossimo appuntamento internazionale sulla risposta alla crisi venezuelana si terrà a Bogotà, in Colombia, a novembre 2020, dove proseguirà il “Quito Process”, un’iniziativa multilaterale che coinvolge sette paesi dell’America Latina, unitisi per armonizzare le politiche interne dei paesi ospitanti e per rafforzare e coordinare la risposta regionale all’esodo di massa della popolazione venezuelana.


Nell’immagine in apertura l’afflusso record di migranti venezuelani alla frontiera con il Perù nel giugno scorso, foto ©Nestor Quiñones Izquierdo

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2019/10/30/bruxelles-sullesodo-dal-venezuela-serve-una-risposta-globale/153142/

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