Il Consiglio regionale del Piemonte si accinge a nominare il nuovo Garante regionale delle persone private della libertà

02 Dic Il Consiglio regionale del Piemonte si accinge a nominare il nuovo Garante regionale delle persone private della libertà

2 Dicembre 2019

Il presidente onorario del Gruppo Abele, Leopoldo Grosso e l’associazione aderiscono all’appello lanciato da Antigone al Consiglio Regionale del Piemonte per la nomina del nuovo Garante per i diritti delle persone detenute e private della libertà.

Testo dell appello:

Il Consiglio sta discutendo la nomina del nuovo Garante Regionale delle persone detenute e private della
libertà.
Alla figura del Garante fanno esplicito riferimento alcune fonti di diritto internazionale come il Protocollo opzionale delle Nazioni Unite per la Prevenzione della tortura (OPCAT). L’adesione a tale protocollo prevede che lo Stato debba predisporre un meccanismo nazionale indipendente (NPM) per monitorare, con visite e accesso a documenti, i luoghi di privazione della libertà al fine di prevenire qualsiasi situazione di possibile trattamento contrario alla dignità delle persone. Per tale compito il Garante nazionale, coordina i Garanti regionali, dando ad essi “forme” e procedure comuni.
La quasi totalità delle Regioni italiane ha correttamente deciso di istituire la figura del Garante regionale, in Piemonte la legge istitutiva è la l. reg. 28/2009.

Si tratta di un ruolo che necessita competenza e profonda conoscenza della materia, essendo la privazione della libertà il più delicato dei poteri che l’autorità pubblica può praticare sui consociati.
Quella del Garante è dunque una figura cruciale per tutela delle persone private della libertà di cui deve essere garantita l’indipendenza, come dimostrano recenti inchieste della magistratura.
Si tratta inoltre di una figura con compiti gravosi e in continua espansione, dovendosi occupare anche della detenzione amministrativa e di ogni situazione di privazione della libertà de facto, si pensi all’ambito sanitario (Trattamenti Sanitari Obbligatori, internamento psichiatrico, case di cura per persone incapaci di intendere e volere…)
Un ruolo che deve sapere “fare rete” con le istituzioni pubbliche e private che si occupano dell’esecuzione penale e della privazione della libertà e deve garantire che questa si svolga nei limiti della legge e nel rispetto dei principi costituzionali.

Siamo un gruppo di associazioni, professionisti e cittadini che da anni operano a vario titolo nell’ambito dell’esecuzione penale, e siamo preoccupati che la nomina di un Garante senza una reale e comprovata conoscenza della materia, possa screditare il suo stesso ruolo istituzionale e non essere funzionale agli obbiettivi previsti dalla legge regionale. È proprio l’art. 2 della l.r. n. 28/2009 a prevedere che la scelta del Garante avvenga “Tra persone che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di responsabilità e rilievo nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, ovvero delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e negli uffici di esecuzione penale esterna o che si siano comunque distinte in attività di impegno sociale”. In questo senso si erano già espressi i Garanti comunali piemontesi, in una lettera-appello.

Chiediamo dunque che il Consiglio regionale valuti con attenzione le effettive competenze dei candidati alla carica, riservandosi, se necessario, un’attività istruttoria suppletiva.

Chiediamo inoltre di poter essere ricevuti per approfondire le problematiche del sistema penitenziario piemontese e avanzare proposte sul ruolo della Regione e del Garante.

Sperando che questa Nostra richiesta possa essere ascoltata, porgiamo cordiali saluti.

Fonte: Gruppo Abele – https://www.gruppoabele.org/il-consiglio-regionale-del-piemonte-si-accinge-a-nominare-il-nuovo-garante-regionale-delle-persone-private-della-liberta/

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