Oxfam: «L’aiuto per l’Africa è ostaggio della fortezza Europa»

Di fronte a tutto questo, Oxfam chiede quindi alle istituzioni dell’Ue e ai suoi stati membri un’inversione di rotta nei metodi di implementazione del Trust Fund per l’Africa, adeguandosi agli obiettivi umanitari e di sviluppo dell’Unione Europea.

Migranti usati come scudi umani. Urgente un piano di evacuazione europeo, l’Italia non rifinanzi l’accordo

Dalla firma dell’accordo Italia-Libia, inoltre il nostro paese, in totale continuità con l’approccio europeo, ha speso la cifra record di 570 milioni euro (6) per esternalizzare la gestione dei flussi migratori e per finanziare le missioni navali italiane ed europee.

Un considerevole flusso di denaro, speso in parte direttamente nel paese, che purtroppo non ha fatto altro che contribuire a destabilizzare ulteriormente la Libia e spinto i trafficanti di persone a convertire “l’industria del contrabbando e tratta” in “industria della detenzione” con abusi e violenze oramai note a tutti. Come ricordato anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, in un rapporto caratterizzato da toni e contenuti gravi consegnato al Consiglio di Sicurezza il 15 gennaio scorso dove si cita anche l’Accordo Italia Libia.

“La Libia da un anno a questa parte sta vivendo una fase molto intensa di conflitto con la capitale sotto assedio. – conclude Pezzati – I migranti sono usati come scudi umani e in alcuni casi sono stati anche arruolati in milizie legate alle parti in conflitto. È urgente un piano di evacuazione dal paese per i migranti detenuti nei centri ufficiali e non ufficiali. Chiediamo che l’Europa trovi subito un accordo per portare fuori dal paese tutte le persone che a vario titolo si trovano lì e mostrino la volontà di richiedere protezione”.

A febbraio il Parlamento italiano è chiamato a rinnovare le missioni militari in Libia. Oxfam chiede di non rinnovarle e di indirizzare il Governo nel revocare l’accordo dal momento che nessun significativo passo è stato fatto dal primo novembre 2019 e che ancora non si ha nessuna notizia delle modifiche che avrebbero dovuto essere concordate bilateralmente prima del 2 febbraio 2020.

Note

  1. L’accordo tra Italia e Libia è stato siglato il 2 febbraio 2017 a Roma, tra l’allora Governo guidato da Paolo Gentiloni e il Governo di Al Serraj, con l’obiettivo generale di contenere i flussi migratori verso l’Europa, bloccando le partenze. Accordo mai ratificato dal Parlamento italiano contrariamente a quanto previsto in Costituzione (ex.art.80).

  2. Il 3 febbraio 2017 alla Valletta si tenne la riunione informale dei capi di stato o di governo dell’UE, dove oltre ad approvare la Dichiarazione di Malta (il piano operativo di cooperazione UE-Libia per contenere il flusso migratorio nel Mediterraneo centrale, (per maggiori info: https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2017/02/03/ ) l’UE “benedisse” l’intesa tra Roma e Tripoli,. Tra le varie dichiarazioni vale la pena ricordare quella dell’allora Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk: “Abbiamo accolto con favore il Memorandum d’intesa firmato ieri dal Presidente del Consiglio italiano e dal primo ministro libico come un ulteriore segnale importante e incoraggiante che la situazione sta per cambiare in meglio”.

  3. L’EU Trust per l’Africa è il principale strumento europeo per contribuire alla lotta alla povertà in Africa e per intervenire sulle cause delle migrazioni, istituito nel 2015. Nel novembre 2015, i Capi di Stato europei e africani si sono incontrati a La Valletta per delineare un approccio comune sulla gestione del fenomeno migratorio. Nella dichiarazione di intenti che ha seguito il summit, le parti in causa hanno annunciato l’istituzione del “Fondo Fiduciario di Emergenza e per affrontare le cause profonde della migrazione illegale in Africa” (EUTF per l’Africa).

  4. L’EUTF per l’Africa vale più di 4,5 miliardi di €, con più dell’89% dei contributi provenienti dall’Unione Europea e l’11% proveniente dagli Stati membri e da altri donatori. Dal 2015, la Commissione europea ha individuato le seguenti allocazioni per ogni settore e zona: 659,2 milioni di € per il Nord Africa (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto); 1953,2 milioni di € per il Sahel e il Lago Ciad (Burkina Faso, Camerun, Ciad, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria e Senegal; 1406,1 milioni di € per il Corno d’Africa (Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Tanzania e Uganda).

  5. Nel periodo coperto dalla ricerca di Oxfam (dal novembre 2015 al maggio 2019), l’EUTF per l’Africa ha approvato progetti per 3,9 miliardi di €. Secondo le classificazioni di Oxfam, i fondi per la cooperazione allo sviluppo rappresentano il 56% del totale (2179,7 milioni di €), le spese per la gestione delle migrazioni raggiungono il 26% (1011 milioni di €), mentre quelli per la pace e la sicurezza raggiungono il 10% (382 milioni di €). Solo il 2% dell’EUTF per l’Africa (83,1 milioni) è riservato alla ricerca e a progetti di istruzione; infine, il 6% (243,8 milioni), è destinato a progetti non classificati perché non abbastanza dettagliati. Soltanto 56 milioni di € vanno a politiche di migrazione regolare fra le nazioni africane o fra l’Africa e l’Unione Europea: questa fetta rappresenta meno dell’1,5% del valore totale dell’EUTF per l’Africa.

  6. Il calcolo dei fondi italiani spesi dal 2017 è ottenuto sommando i fondi destinati alle 4 missioni militari in Libia nel triennio 2017-2019 (47,2+51,3+56,3=154,8 mln) ai:

30 milioni di euro devoluti alle Agenzie delle Nazioni Unite attraverso il Fondo Africa

5 (sempre del Fondo Africa) usati per co-finanziare il programma LY-04 per l’acquisto di 20 battelli pneumatici a chiglia rigida (motovedette) nel 2018 e per acquistare, nuovamente, nel novembre 2019 altre 10 motovedette

126,95 milioni di fondi destinati all’Operazione Sophia (EUNAVFORMED);

253 milioni di fondi destinati all’ Operazione Mare Sicuro.

Dall’entrata in vigore dell’accordo tra Italia e Libia, Oxfam ha prodotto 3 rapporti che documentano la continua violazione dei diritti umani in Libia e le enormi responsabilità italiane:

L’inferno, aldilà del mare (luglio 2017), consultabile QUI

Libia, l’inferno senza fine (febbraio 2018), consultabile QUI

Accordo Italia Libia, scacco ai diritti umani in 4 mosse (febbraio 2019), consultabile QUI

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2020/01/30/oxfam-laiuto-per-lafrica-e-ostaggio-della-fortezza-europa/153916/

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