Msna e accoglienza, serve formare gli operatori

Non c’è notizia di sbarchi di migranti che non registri l’arrivo di bambini e adolescenti. Nel 2019, le persone in fuga da guerre, persecuzioni e conflitti arrivate via Mediterraneo in Italia e, più in generale, in Europa sono state 125.603, di cui il 27,5% è rappresentato da minorenni che hanno dovuto affrontare esperienze difficili con ripercussioni a volte anche gravi sul loro benessere psicologico. È dimostrato, infatti, che l’esperienza di migrazione forzata può determinare, soprattutto tra coloro che sono rimasti soli, gravi ripercussioni sul loro benessere. Per affrontare al meglio il complesso percorso di integrazione in un Paese straniero, Sos Villaggi dei Bambini, in collaborazione con Centro PENC, Save the Children Svezia, War Child Olanda, Refugees Welcome Italia e SOS Villaggi dei Bambini Grecia lancia il progetto europeo Enhancing Psychosocial Wellbeing of Unaccompanied Minors (Epsum).
Il progetto intende ridurre il livello di disagio psicosociale dei minorenni, rafforzando le capacità di presa in carico e risposta ai loro bisogni di tutte le figure con le quali entrano in contatto quotidianamente, in particolare assistenti sociali, educatori e insegnanti. Finanziato dall’Unione Europea, include Italia, Svezia e Grecia, ovvero alcuni tra i Paesi maggiormente coinvolti sia come mete di arrivo che di destinazione finale, e si rivolge a circa 120 volontari e oltre 500 minorenni per una durata di ventiquattro mesi.

«I minorenni stranieri che arrivano in Europa hanno molto spesso bisogno non solo di cure e attenzioni, ma anche di ritrovare opportunità di espressione e di gioco» dichiara Orso Muneghina, Head of Emergency Response Unit per Sos Villaggi dei Bambini «Il progetto Epsum, in tal senso, rappresenta uno spazio adeguato e protetto di espressione e di scambio attraverso l’impegno delle risorse già presenti sul territorio che si trovano a contatto con loro».

Alla base della formazione prevista dal progetto Epsum c’è una metodologia già sperimentata con successo in Olanda che aiuta a ridurre il livello di disagio psicosociale tra i Minori Stranieri Non Accompagnati mediante strumenti concreti per interagire con loro. Non solo, mira a sviluppare la consapevolezza delle proprie risorse individuali, facilitare la capacità di ascolto attivo come competenza distintiva e migliorare la coesione all’interno del gruppo. In Italia, a Palermo, oltre alle famiglie affidatarie e insegnanti, hanno aderito al progetto Epsum anche ragazzi maggiorenni, ex Msna, che vivono quotidianamente a stretto contatto con i minorenni.

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2020/02/03/msna-e-accoglienza-serve-formare-gli-operatori/153958/

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