Suzanne Diku, Torino e il suo ruolo da protagonista per l’associazionismo delle donne

18 Feb Suzanne Diku, Torino e il suo ruolo da protagonista per l’associazionismo delle donne

18 Febbraio 2020

Sono originaria della Repubblica Democratica del Congo, medico e presidente dell’associazione delle donne del Congo in Italia e della Rete della Diaspora dell’Africa Nera in Italia (REDANI).

Nell’esperienza africana la rete è molto importante, così come la concezione della vita comunitaria: non si parla di individuo ma di persona in relazione con altri. Per cui era spontaneo che le prime donne africane arrivate ricostituissero un’esperienza associativa. È per questo che sono nate le prime associazioni. Tra le prime c’è stata quella delle donne eritree e ha portato avanti battaglie importanti per l’indipendenza del Paese. Poi ci furono le Capoverdiane e le Somale, in associazioni che avevano una dimensione nazionale con l’obiettivo di dare supporto e di accompagnare.

Di quali anni stiamo parlando?
Siamo sul finire degli anni ’80. Oggi, con l’arrivo di altre donne e con la nascita qui di altre donne, la composizione è molto diversa e le giovani donne hanno un’esperienza completamente differente dalla mia che sono arrivata qui per motivi di studio e ho basato il mio percorso su questo background. Io sono stata accompagnata da una madre congolese, molto consapevole della sua dignità. È stata la prima vera mediatrice culturale, perché arrivati qua ci ha spiegato che questo era il nuovo contesto ma che non avremmo mai dovuto dimenticare i valori della nostra cultura di partenza. Ed è questa la forza con cui mi posiziono in tutto ciò che faccio.

A che punto è oggi l’associazionismo femminile africano?
L’associazionismo femminile africano oggi ha superato il quadro comunitario. Le donne oggi si vedono come protagoniste di un mondo in cambiamento, ritengono di avere un contributo da dare, sanno che hanno delle competenze per cui si posizionano nella formazione, nell’intercultura, nella creazione di imprese, nella cooperazione internazionale e ritengono che, perché l’Italia possa avviarsi verso una società inclusiva, una società democratica, una società che rispetta la dignità della persona, non possa fare a meno del loro contributo.

Lei è stata ospite della seconda edizione del Forum Africane/Italiane, cosa vede in questa esperienza?
Con questa iniziativa l’associazionismo femminile italiano ha restituito dignità, ha creato spazio e ha dato voce. Penso che solo così, rispettando l’autonomia dell’associazionismo femminile africano noi stiamo finalmente scrivendo una nuova pagina, perché l’Italia ha sempre avuto paura di dare spazio; se non è stata paura si è trattato di una visione paternalistica dell’immigrazione e, ancora peggio, della donna. Per questo oso sperare che sia l’avvio verso un riconoscimento di dignità, autonomia e protagonismo.
A Torino c’è stata un’esperienza importate: Native e migranti cittadine del mondo. Oggi a distanza di  molti anni assistiamo alla nascita del Forum delle donne e Torino deve essere fedele a questa sua mission, consapevole o meno, di essere protagonista di questo cambiamento.

Fonte: Gruppo Abele – https://www.gruppoabele.org/suzanne-diku-torino-e-il-suo-ruolo-da-protagonista-per-lassociazionismo-delle-donne/

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