Al di là dello specchio

Chissà come ci si sente al di là dello specchio…
Come ci sente quando sono gli Altri a chiudere i porti e a condizionare la Tua libertà di movimento?
Blocco dei voli provenienti dall’Italia, restrizioni e respingimenti anche senza preavviso, obblighi di quarantena per i residenti di Veneto e Lombardia, divieti di ingresso, porti e aeroporti chiusi.
I siti di viaggio impazziscono di paure e proteste di chi teme di perdere un viaggio in Marocco e di chi agognava una vacanza alle Seychelles; le testate giornalistiche fanno a gara ad aggiornare i provvedimenti restrittivi alla Nostra libertà di movimento.

Ci siamo un po’ sorpresi alla notizia di un treno notturno fermo, per molte ore, al Brennero e di un autobus, proveniente da Torino e diretto a Lione, bloccato alla frontiera; abbiamo abbozzato un sorriso sarcastico quando l’Iraq ha vietato l’ingresso nel Paese a cittadini Italiani e abbiamo avvertito un prurito di indignazione quando Israele ha respinto 50 italiani all’aeroporto di Tel Aviv. Alla notizia del blocco da parte delle autorità portuali di Tangeri dell’ingresso di un traghetto salpato da Genova ci siamo visti proiettati nel Sottosopra, in un inaspettato ribaltamento dei ruoli che ci ha trovati impreparati e, mentre la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, dichiarava che, se fosse stato per lei, avrebbe già chiuso le frontiere tra Francia e Italia, per un attimo, anche solo per un istante fugace abbiamo pensato a quanto sappia essere ironica la vita.

Chissà se, per circostanze meramente fortuite, un virus di cui non abbiamo colpa, nel mentre che il nostro passaporto perde un po’ di posizioni nel ranking dei passaporti più potenti al mondo, mentre le barriere si alzano nei nostri confronti, siamo costretti a provare un brivido di empatia e ripensamento.
Chissà se, almeno al di là dello specchio, riusciamo a provare indignazione e ribellione davanti all’ennesima esternazione razzista del leader del maggior partito di opposizione italiano che chiede a gran voce che i migranti della Sea Watch restino in quarantena a bordo, senza nessuna motivazione che sia lontanamente legittima o ragionevole, visto che il pericolo alla sicurezza individuale e nazionale altrui, se mai ce ne sia uno, siamo noi.
Chissà se, almeno al di là dello specchio, siamo ancora capaci di vederci uguali, quantomeno nella naturale inclinazione umana al movimento, alla sopravvivenza e alla ricerca della felicità.
Chissà come ci vedono adesso quelle moltitudini di persone che in questi anni abbiamo viste bloccate sulle navi, che abbiamo incontrato alle frontiere di Ventimiglia e del Brennero, bloccate nella neve in Bosnia e Serbia o sotto il sole ad Agadez e Ceuta.
Chissà se noi, ora che ci chiudono i porti in faccia, siamo capaci di chiedere a un Governo che si professa del Cambiamento di abbattere frontiere e confini, di aprire porti e aeroporti, di mettere fine alla pratica criminale di esternalizzazione delle frontiere…

Chissà.

Fonte: Baobab Experience – https://baobabexperience.org/2020/02/28/al-di-la-dello-specchio/

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