Parole (non pietre), immagini e suoni per dire no al linguaggio dell’odio, della violenza, e dell’indifferenza


Tutti in piedi dietro lo striscione “Libertà per Patrick Zaki”.  La mattinata di sabato 29 febbraio si è aperta con l’appello per chiedere la liberazione del giovane egiziano in carcere nel suo Paese dallo scorso 8 febbraio. “La Carta di Assisi – spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia (con i suoi dieci punti contro il linguaggio dell’odio) – non è la Carta di Al-Sisi, presidente di un Paese, l’Egitto, teatro di torture, umiliazioni, diritti negati ai danni di attivisti e di oppositori al regime.

E’ il secondo appuntamento della tre giorni promossa da Articolo21, Fnsi e Usigrai per affermare che le parole non devono essere usate come pietre ma come uno strumento per costruire ponti fra le nazioni, tra donne e uomini di nazionalità diverse, di diverso orientamento sessuale, di credo religioso diverso. La scelta di luoghi differenti dove tenere i lavori di #ParoleNonPietre (la sede di Civiltà Cattolica e il Ghetto di Roma) risponde allo spirito del messaggio di Papa Francesco: “abbiamo bisogno di storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme”.

“I giornalisti devono rispettare la Costituzione – ha rimarcato il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti – che vieta squadrismo, antisemitismo, le aggressioni alle diversità, istituisce il principio di uguaglianza tra le religioni, non discrimina tra opinioni politiche e tra i sessi. Il dovere dei giornalisti e’ ricordare la Costituzione contrastando chi usa le parole come pietre per uccidere la diversita’”.

Come si respinge il linguaggio dell’odio? Lo abbiamo chiesto ai tanti che sono intervenuti in questa giornata. Come Federica Angeli, giornalista sotto scorta che ha ricordato “il talent della legalità”, iniziativa promossa dall’associazione antimafia #NOI aperta agli autori di canzoni, musiche, opere d’arte all’insegna della legalità. Laura Boldrini, già presidente della Camera e oggetto durante e dopo il suo mandato di vergognosi attacchi sessisti ha posto il problema dell’hate speech in rete. “Non è censura chiedere di regolamentare la rete” ha sottolineato dal palco. “Al linguaggio dell’odio si risponde con politiche di educazione digitale e responsabilizzazione delle piattaforme”.

La preoccupazione sui fenomeni di intolleranza in Italia e nel mondo è parte integrante della relazione di Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo che “continua a propagarsi”. “L’odio tradizionale per gli ebrei si coniuga oggi in modo preoccupante con razzismo e xenofobia. Fenomeni che vanno contrastati soprattutto sul web e sui social network”. Ma il linguaggio dell’odio pervade anche i media tradizionali come ricorda il commissario Agcom Antonio Nicita: “l’hate speech in tv va denunciato e può essere sanzionato”.

Tra i molti in prima fila a portare la loro testimonianza, la famiglia di Antonio Megalizzi, il giovane reporter rimasto ucciso nell’attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo nel 2018, che due settimane fa ha inaugurato la Fondazione a lui intitolata.

La mattinata si è conclusa con un omaggio a due grandi personalità del mondo del cinema e della televisione: Giuliano Montaldo (che ha appena compiuto 90 anni) e Vincenzo Mollica. Dopo la presentazione di Vincenzo Vita che ha ricordato alcuni momenti cruciali di una straordinaria carriera una standing ovation dell’assemblea ha salutato il premio a loro consegnato. L’immagine di Mauro Biani dedicata alla nostra assemblea. Tra le note struggenti del sax di Nicola Alesini.
Affinché anche le immagini e i suoni, come le parole siano un antidoto all’odio, alla violenza, e all’indifferenza.



Fonte: Articolo 21 – https://www.articolo21.org/2020/02/parole-immagini-e-suoni-per-dire-no-al-linguaggio-dellodio-alla-violenza-e-allindifferenza/

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