Solidarietà sotto processo!

È stato presentato il rapporto di Amnesty International per raccontare i diversi casi giudiziari contro coloro che hanno aiutato rifugiati, migranti e richiedenti asilo.


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I governi europei hanno adottato una serie di restrizioni e di misure sanzionatorie e punitive contro persone o gruppi che difendono i diritti di migranti e rifugiati, ricorrendo a norme sull’immigrazione e antiterrorismo che violano i diritti umani.

Tra il 2015 e il 2018 sono state indagate 158 persone per favoreggiamento di ingresso irregolare in uno stato dell’Unione europea (Ue) e 16 Ong hanno subito un procedimento penale.

Amnesty International, in occasione della presentazione del rapporto “Punire la compassione: solidarietà sotto processo nella Fortezza Europa”, chiede ai leader europei di fermare la criminalizzazione verso coloro che difendono i diritti umani all’interno dell’Ue e di intraprendere a riguardo una serie di misure per assicurare che siano recepite le indicazioni delle Nazioni Unite per garantire un sistema sicuro e sostenibile.

Amnesty International ritiene che la vaghezza delle disposizioni contenute all’interno del cosiddetto “Pacchetto favoreggiatori”, varato dall’Ue per combattere il traffico di esseri umani nel 2002, lasci troppa discrezionalità agli stati membri. L’attuazione di questa direttiva ha portato in realtà all’avvio di procedimenti penali e all’applicazione di sanzioni a discapito di chi si batte per i diritti umani e mostra solidarietà verso le persone in movimento.

L’auspicio di Amnesty International, emerso dalla conferenza stampa tenutasi il 3 marzo in contemporanea a Roma, Berna, Madrid e ieri a Parigi, è che l’Europa introduca delle linee guida mirate a promuovere la consapevolezza della protezione che gli stati sono tenuti a garantire nei confronti di rifugiati e migranti, facendo leva su magistrati e forze dell’ordine.

Allo stesso tempo è necessario che le attività di salvataggio siano svolte in sicurezza eche la condotta degli operatori umanitari sia valutata con coerenza affinché il lavoro svolto non sia indebolito da sanzioni o procedimenti giudiziari. In tutta Europa molte persone vengono incriminate anche per semplici atti di solidarietà come la distribuzione di abiti e pasti caldi, l’offerta di alloggi e il salvataggio di vite in mare. Troppo spesso le autorità competenti usano le leggi sugli ingressi illegali e le misure antiterrorismo per colpire coloro che aiutano rifugiati, richiedenti asilo e migranti.

Il rapporto esamina diversi casi registrati tra il 2017 e il 2019, in Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Regno Unito, Spagna e Svizzera dove le autorità hanno trattato atti di umanità come minacce alla sicurezza nazionale e all’ordine pubblico,ostacolando il lavoro dei difensori dei diritti umani e costringendoli a impiegare le loro scarse risorse ed energie per difendersi in tribunale.“L’incapacità degli stati europei di soddisfare i bisogni fondamentali dei rifugiati e dei migranti significache spesso è lasciato alla gente comune fornire servizi e supporto essenziali. Punendo le persone che si mobilitano per colmare queste lacune, i governi europei stanno esponendo le persone in movimento a rischi ancora maggiori”, ha affermato Elisa De Pieri, ricercatrice di Amnesty International per l’Europa.

Le Ong, in particolare, sono state prese di mira soprattutto in Italia e hanno subito campagne denigratorie nonché indagini penali. Dall’agosto 2017, le autorità italiane hanno sequestrato le navi delle Ong in più occasioni, riducendo il numero di quelle disponibili per le operazioni di soccorso proprio mentre il tasso di mortalità in mare è aumentato in maniera esponenziale nel 2018 e nel 2019. “È fondamentale che le autorità italiane diano un segnaleinequivocabile, abrogando e ritirando le disposizioni che limitano e ostacolano il lavoro delle Ong impegnate nelle attività di ricerca e soccorsoe modificando la legislazione per garantire che l’ingresso irregolare nel territorio dello Stato non sia trattato come un reato. Il primato del diritto alla vita, del diritto a chiedere asilo, del diritto a vivere dignitosamente senza discriminazioni, che poggiano tutti sul principio di solidarietà tra gli esseri umani, va riaffermato senza mezzi termini”, ha dichiarato Ilaria Masinara, Migration and Discrimination Campaign Manager di Amnesty International Italia.

Amnesty International ribadisce l’importanza di modificare le leggi nazionali e dell’Ue in materia di favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno irregolari per impedire che siano utilizzate per punire atti di solidarietà e umanità.

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Fonte: Perlapace.it – http://www.perlapace.it/solidarieta-sotto-processo/

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