Stasera non esco

Ho sperato in un’assunzione di responsabilità individuale e collettiva di fronte a questa emergenza.
Ho pensato che avremmo dimostrato un reale senso di appartenenza.
Ho pensato che avremmo dimostrato di essere migliori di quello che sembra.

Mi sono sbagliata.

Troppi sciacalli e troppa confusione, e a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori e le lavoratrici della Sanità pubblica, i più colpiti dal contagio e dalla quarantena, impegnati in prima linea a far funzionare un apparato defedato, depredato da scelte politiche scellerate, ma che dobbiamo difendere con tutte le nostre forze perché è pubblico e gratuito. A pagare sono e saranno le fasce deboli della popolazione.

Il contagio si è diffuso oltremodo per l’arroganza di chi ha avuto comportamenti irresponsabili e spocchiosi persino di fronte a una reale emergenza sanitaria, emergenza che adesso ci porrà di fronte a scelte spietate, difficili, ma inevitabili per le condizioni di incapienza delle strutture di terapia intensiva.

Inutile scambiarsi accuse e rimpallarsi le responsabilità.
Inutile pensare a quello che poteva essere e non è stato.

Adesso è INDISPENSABILE, per il bene di tutti, FARE SQUADRA elaborare strategie univoche e decisive.

Il tempo per le riflessioni arriverà e spero che questa volta ci sia la voglia di fare le giuste e oneste considerazioni, sulla base di questa terribile esperienza.

Adesso è il momento di pensare a chi si è ammalato e a chi si ammalerà, e se qualcuno se l’è andata a cercare o no, poco importa, adesso siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare, in sincronia.

Quando saremo usciti da questo incubo, ne riparleremo senza remore e soprattutto con onestà e la lucidità necessarie.
Con la speranza che questa esperienza ci renda migliori e più vicini agli “altri”. Perché adesso gli altri siamo noi.

Prendo in prestito questa vigna di Mauro Biani
Che amo particolarmente… parla di noi.

Emergenza Coronavirus

Fonte: www.peacelink.it – https://www.peacelink.it/editoriale/a/47386.html

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