In seguito alla nuova crisi dei migranti sul confine tra Turchia e Grecia, Caritas Ambrosiana lancia una raccolta fondi per aiutare Caritas Hellas ad affrontare la nuova emergenza e sostenere i partner presenti nei paesi lungo la rotta balcanica, con particolare riferimento alla Bosnia, anche in previsione di nuovi arrivi.

Secondo il ministro dell’Interno greco, sono 39.446 i migranti presenti nelle isole dell’Egeo, mentre i centri di accoglienza hanno una capacità di 6.178 posti.

In questo contesto Caritas Hellas sta moltiplicando gli sforzi per assicurare cibo, favorire l’accesso alle cure mediche, garantire sostegno psicosociale nell’isola di Lesbo, dove è concentrata la maggioranza dei migranti e nelle altre isole dell’Egeo, in particolare Chios dove, per sopperire alla mancanza di ambulanze, ogni giorno gli operatori della Caritas accompagnano i rifugiati che hanno bisogno all’ospedale locale. “Ma la nuova crisi dei migranti rischia di coinvolgere anche gli altri Paesi lungo la rotta balcanica – constata Caritas ambrosiana  -.

Nonostante i governi abbiano rafforzato i controlli alle frontiere, gli operatori sul campo prevedono che i migranti passeranno lo stesso riversandosi nei campi profughi nati in occasione della prima ondata migratoria avvenuta subito dopo la guerra in Siria”.

Perciò Caritas ambrosiana ha deciso di promuovere per Pasqua la distribuzione di 700 kit di aiuto ai minori che vivono nei campi profughi Sedra e Bira a Bihac, in Bosnia.

“In questo momento dobbiamo aiutare i nostri colleghi greci che sono in prima linea ad affrontare la nuova emergenza. Ma dobbiamo anche sostenere i nostri partner locali nei Paesi balcanici che sono già alle prese con una difficile situazione in campi profughi allestiti anni fa e dove le condizioni di vita si fanno sempre più difficili”, sostiene Sergio Malacrida, responsabile per Caritas ambrosiana dei progetti nell’Est Europa. “La risposta peggiore che possiamo avere, in questi giorni difficili in cui il nostro Paese è alle prese con uno sforzo straordinario per arginare la diffusione del coronavirus – prosegue -, sarebbe l’indifferenza verso le sofferenze intorno a noi. Possiamo reagire a questo momento evitando di concentrarci solo su noi stessi e pensando anche al dolore altrui decidendo di farci prossimi a chi continua a scappare da guerre e fame”.

Agensir

10 marzo 2020