Corona virus: l’unico turista non rimborsabile.

In ginocchio le guide turistiche di Catania.

“È tutto chiuso: chiese, cattedrali, aree archeologiche. Abbiamo subito cancellazioni fino a metà aprile, come noi sono in crisi alberghi e ristoranti, fonte di ricchezza per la nostra isola” dice Giusy Belfiore,dell’associazione delle guide turistiche di Catania.

“Sono una free lance, quindi una lavoratrice autonoma. Noi guide interne all’associazione siamo ottanta, ci occupiamo del turismo nella parte orientale della Sicilia” spiega la responsabile.

“Il turismo è fondamentale per l’economia italiana, rappresenta una parte significativa del Pil.

Siamo passati, a causa dell’emergenza sanitaria, da visite continue a zero. Abbiamo perso le prenotazioni di tutto marzo e metà aprile, il che significa non lavorare per trenta giorni, perdendo circa 6000/7000 euro al lordo pro capite” afferma la guida provata.

“Quando è scoppiata l’epidemia in Cina non pensavamo ci avrebbe riguardato. Il lato positivo era più turismo per noi con una domanda in aumento”- continua Giusy- “ Non appena sono iniziati i primi casi in Italia e il governatore della Lombardia ha indossato la mascherina, si è alzata la tensione: si sono spaventati i nostri clienti americani che hanno iniziato a cancellare i loro viaggi. Li abbiamo rassicurati dicendo loro che stavamo bene e che non c’era nulla di cui preoccuparsi.”

Ma poi le guide hanno dovuto fare i conti con la realtà: il virus è atterrato anche in Italia.

“Abbiamo dovuto rallentare tra una visita e un’altra. La crisi che sta vivendo il settore si riversa sui lavoratori, infatti le grandi aziende chiederanno la cassa integrazione per i loro impiegati. Però la piccola e media impresa rischia di più ”- spiega Giusy preoccupata- “Noi chiederemo un sussidio allo Stato, siamo lavoratori autonomi: non abbiamo coperture assicurative particolari in caso di perdita di lavoro. Abbiamo bisogno di aiuto per le tasse e i mutui. Chi è un impiegato statale riesce a cavarsela, noi no. Non è una realtà distante il licenziamento.”

“Sono arrivati messaggi di solidarietà dalle agenzie di viaggio, dal Canada, dagli Stati Uniti, in tanti ci chiedono come stiamo. Chi ha prenotato con un agente di viaggio locale, ha cercato di dare dei bonus per fare sopravvivere anche le guide.”

Nel frattempo si spera nella ripresa del turismo: “La stagione primaverile è andata, cercheremo di recuperare l’estate, valorizzando anche il periodo invernale. In Sicilia abbiamo un’economia precaria, la mancanza dei visitatori causerebbe un danno enorme” dice Giusy.

“La salute è più importante di tutto, anche noi guide sosteniamo la campagna #iorestoacasa.”

Fonte: I Siciliani – http://feedproxy.google.com/~r/isiciliani/~3/dD2_BwFQVyY/

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