Il tempo della pace è ora: stop embargo in Siria

07 Apr Il tempo della pace è ora: stop embargo in Siria

7 Aprile 2020

Luigi Ciotti, con Libera e Gruppo Abele, aderisce all’appello della Ong New Umanity for a new world per fermare l’embargo in Siria. New Umanity ha redatto questo appello al Segretario Generale delle Nazioni Unite, e alle Istituzioni europee, affinché si superi, almeno temporaneamente, l’embargo per ogni presidio medico e per le transazioni finanziarie per potersi rifornire degli stessi.

Se il Covid-19 è in grado di destabilizzare le popolazioni nei Paesi più sviluppati e organizzati, cosa può avvenire per donne, uomini, giovani e bambini in Paesi in guerra da anni come la Siria, un Paese in ginocchio anche a causa dell’Embargo?

Questa petizione è una ferma esortazione a ripensare l’embargo posto al governo siriano e ad adottare misure tempestive e concrete per fornire un aiuto efficace al popolo siriano nella lotta contro la pandemia di COVID-19. Durante questo periodo di enorme difficoltà, questa petizione esprime un fermo avvertimento di intraprendere, con urgenza, tutti i passi necessari prima che sia troppo tardi.

Il nostro appello fa, inoltre, seguito al recente messaggio del Segretario Generale dell’ONU Antònio Guterres: “il nostro mondo fronteggia un comune nemico: Covid-19. Al virus non interessano nazionalità, gruppi etnici, credo religiosi. Li attacca tutti, indistintamente. Intanto, conflitti armati imperversano nel mondo. E sono i più vulnerabili – donne e bambini, persone con disabilità, marginalizzati, sfollati – a pagarne il prezzo e a rischiare sofferenze e perdite devastanti a causa del Covid-19”.  E tali condizioni di vulnerabilità sono accentuate ulteriormente dalle sanzioni internazionali. Seguendo la logica di questa richiesta di cessate il fuoco, queste sanzioni dovrebbero anche essere se non altro temporaneamente sospese, almeno per le forniture sanitarie e i materiali destinati alle cure mediche e per i fondi necessari per pagarle.

Anche Papa Francesco si è espresso in merito affermando“Mi associo a quanti hanno accolto questo appello ed invito tutti a darvi seguito fermando ogni forma di ostilità bellica. ….. L’impegno congiunto contro la pandemia, possa portare tutti a riconoscere il nostro bisogno di rafforzare i legami fraterni come membri dell’unica famiglia umana…… In particolare, susciti nei responsabili delle nazioni e nelle altre parti in causa un rinnovato impegno al superamento delle rivalità”.

Va anche sottolineato che questo appello non va nel merito delle varie posizioni politiche e, al contrario, vuole andare oltre i partiti, poiché l’obiettivo di salvaguardare la popolazione civile siriana è al di sopra di qualsiasi orientamento politico o ideologico.

Se possiamo aiutare questo popolo già sfinito da un decennio di guerra, è nostro preciso dovere morale farlo e rapidamente, per evitare di essere complici di una catastrofe che ci farebbe vergognare per sempre.

Abbiamo la possibilità di scrivere nella storia una pagina di orgoglio e non di vergogna:

PRENDERE DECISIONI SENZA PRECEDENTI, PER FAR FRONTE AD UNA CRISI SENZA PRECEDENTI.

Breve descrizione della situazione odierna

Il 17 maggio 2019 il Consiglio europeo ha prorogato le misure restrittive dell’UE contro il regime siriano fino al 1 ° giugno 2020.

Senza considerare la sostanza delle decisioni prese dall’UE e da Washington, oggettivamente, la situazione oggi in Siria, a causa di queste sanzioni, è grave.

A seguito dell’embargo, l’economia del paese è crollata drammaticamente. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a maggio 2018, il PIL è diminuito di ben due terzi e, secondo tale rapporto, le cause sono in gran parte dovute alle sanzioni economiche imposte alla Siria, non solo al conflitto.

Anche le medicine e le attrezzature mediche sono scarse a causa dell’embargo, quindi gli ospedali – quelli che sono sfuggiti ai bombardamenti – stanno lottando per servire i cittadini bisognosi di cure, mentre, prima della guerra, il sistema sanitario siriano era uno dei più avanzati in Medio Oriente. Inoltre, prima delle sanzioni, il paese era autosufficiente in una serie di medicinali vitali che la Siria aveva precedentemente prodotto.

Ad oggi, le misure restrittive dovute all’embargo hanno gravemente danneggiato la capacità della Siria di produrre, piuttosto che acquistare medicinali, attrezzature, pezzi di ricambio e software. Le società straniere non sono disposte a effettuare transazioni per paura di essere accusate di violare le misure restrittive (vedi “Dichiarazione di fine missione del relatore speciale sull’impatto negativo delle misure unilaterali coercitive sul godimento dei diritti umani nella Repubblica araba siriana, 13 a 17 maggio 2018 “).

Obiettivo della presente petizione

Per anni, quindi, la popolazione civile in Siria ha vissuto, o meglio, è sopravvissuta in questo contesto dalle molte difficoltà, comprese quelle causate dall’embargo nei suoi confronti. Tuttavia, oggi, oltre alle condizioni di povertà causate dalle sanzioni, esiste l’ulteriore minaccia del coronavirus. Questa volta il popolo siriano sta affrontando un nemico ancora più subdolo e nefasto, un nemico invisibile che rivendica le vittime tra i più deboli.

Ecco perché, a nostro avviso, l’embargo e le sanzioni che prevede sembrano, in questo particolare momento storico, crudeli e inaccettabili, perché privano donne, uomini, giovani e bambini degli aiuti e del sostegno che possono rivelarsi vitali per loro per sopravvivere al pericolo concreto rappresentato da Covid-19.

Oggi, dobbiamo considerare che la logica alla base dell’embargo è diventata obsoleta, dal momento che preservare la vita della popolazione siriana è enormemente più importante.

Se c’è una sola lezione che questa pandemia può averci insegnato, è l’importanza e il dovere di raggiungere coloro che hanno più bisogno di aiuto e sostegno.

Siamo in un momento storico in cui dobbiamo avere il coraggio di prendere decisioni senza precedenti, perché la situazione lo richiede. Chiediamo pertanto al Parlamento Europeo di assumere una posizione determinataaffinché Commissione Europea e Consiglio Europeo decidano in tal senso.Così come abbiamo agito con forza e capacità per i nostri popoli, come popolo europeo sentiamo che possiamo dare un esempio di intelligente sensibilità e di sensata comprensione per il dramma di questa nazione.

Pertanto, chiediamo a tutti gli organi competenti, alle varie associazioni e ai singoli individui di aderire a questa petizione in solidarietà, indipendentemente dalle loro posizioni riguardo al conflitto siriano. L’attenzione deve essere rivolta alle persone, alla gente comune, che devono essere adeguatamente supportate per affrontare quest’ennesima prova.

Per le ragioni sopra esposte, chiediamo l’immediato ritiro dell’embargo economico contro la popolazione civile che vive in Siria (e possibilmente a favore di tutti gli altri paesi nelle stesse condizioni) mediante misure urgenti e concrete da attuare immediatamente. Chiediamo all’Unione Europea di rimuovere prontamente eventuali ostacoli legali che potrebbero impedire il pacifico scambio di beni e denaro necessario per le nostre sorelle e fratelli in Siria per combattere la pandemia di COVID-19.

Per firmare l’appello è sufficiente mandare la propria adesione all’indirizzo [email protected] (digitando il proprio nome a  seguito del testo: “Aderisco alla richiesta di revoca dell’embargo nei confronti della Siria”) 

Fonte: Gruppo Abele – https://www.gruppoabele.org/il-tempo-della-pace-e-ora-stop-embargo-in-siria/

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