Un anno fa ci lasciava Massimo Bordin, una voce straordinaria che oggi manca più che mai


Un anno fa se ne andava. Oggi più che mai ci manca, manca a tutti coloro che gli hanno  voluto bene e che tanto da lui hanno imparato.
Il mio non vuole essere un semplice ricordo, sento il bisogno di raccontare Massimo per come lo conoscevo: un combattente liberale e radicale che, come Marco Pannella, mi ha insegnato a combattere battaglie impossibili, quelle che non ti portano successi o visibilità, quelle di cui non importa a nessuno.
Come il mio Darfur.
Quando ancora tutti ignoravano cosa stesse avvenendo in questa lontana regione del Sudan, dove un regime senza scrupoli stava compiendo un vero e proprio genocidio, Massimo e Radio Radicale sostennero la petizione lanciata con “Italians For Darfur” per chiedere alla Rai, Mediadest e a La7 di dare spazio alla crisi dimenticata in Darfur. Era il 2006.

Proprio di Sudan e di Darfur avevamo parlato l’ultima volta che ero stata ospite in radio pochi mesi che morisse. Quando finimmo la registrazione rimanemmo a discutere di quanto la maggior parte dei nostri colleghi, e in generale la società civile, desse tutto per scontato. Talmente assuefatti e limitati a guardare il proprio orticello non accorgendosi, anzi ignorare volutamente,  di quei diritti che per noi occidentali sono acquisiti violati in tante zone del mondo che non venivano  “considerate” perché lontane. E invece, era stata la nostra considerazione finale, per le conseguenze delle violazioni subite in quei luoghi la fuga di migliaia di profughi interessava tutti.
Massimo non ha mai smesso di essere in prima linea – con i radicali – nella difesa dei poveri, dei migranti, dei detenuti, della pace, dei diritti.
Di lui mancano, oltre alla sua sconfinata preparazione e alla formidabile memoria storica, l’ironia puntuta che spesso usava come chiave per costringere la gente ad aprire gli occhi..

Le sue ‘lezioni’, il suo essere impavido sempre e comunque anche nell’affrontare le questioni più spinose, mi hanno spinta a portare avanti le mie battaglie anche quando tutti mi scoraggiano a farlo, denigrando e sminuendo il mio impegno.
Non mi sono mai tirata indietro. Come Massimo. E continuerò a farlo, percorrendo la strada che mi ha aiutata  a tracciare e sulla quale continuerà a snodarsi la mia vita. A testa alta, con coraggio e onesta intellettuale.
Come lui mi ha insegnato.



Fonte: Articolo 21 – https://www.articolo21.org/2020/04/un-anno-fa-ci-lasciava-massimo-bordin-una-voce-straordinaria-che-oggi-manca-piu-che-mai/

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