Clausura? Le fabbriche d’armi non hanno mai smesso di sparare

Paolo Tessadri – Fonte: © Giornale Trentino
20 aprile 2020

Quasi tutte le aziende avevano chiuso la produzione, ma non le aziende che producono armi, considerate essenziali dal governo. Anche la produzione degli F-35 è proseguita a Cameri nel Novarese….

Da questa settimana, grazie ai “privilegi” riservati al ministero della Difesa, i 200 lavoratori dello stabilimento sono tornati in fabbrica, grazie al via libera che il governo ha dato alla Difesa.

Mentre in Giappone lo stabilimento della Faco di Nagoya rimane chiuso perché “una pausa può essere assorbita dai margini di programma esistenti di Mitsubishi Heavy Industries (MHI)” come dichiarato dal suo portavoce, in Italia lo stabilimento è stato riaperto, perché “potrebbero essere a rischio diverse commesse e posti di lavoro.

Sono fermi milioni di lavoratori perché ovviamente ci sono delle misure di distanziamento sociale da rispettare, ma all’industria delle armi si permette di andare avanti”, denuncia Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete italiana per il disarmo.

Conte ha dato carta bianca alla Difesa, nelle strade tra la gente come in tutto l indotto. In  una comunicazione diffusa la settimana scorsa, il Ministero dichiara “l’opportunità che le società e le aziende federate all’interno di AIAD, nel proseguire la propria attività”, concentrandosi sulle  linee produttive “ritenute maggiormente essenziali e strategiche e, di contro, rallentare per quanto possibile l’attività produttiva e commerciale con riferimento a tutto ciò che non sia ritenuto, del pari, analogamente essenziale“.

Fonte: Opal Brescia – http://opalbrescia.org/clausura-le-fabbriche-darmi-non-hanno-mai-smesso-di-sparare/

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