Imbarcazione con 62 migranti in pericolo: “Malta dia spiegazioni”

Siamo molto preoccupati che il destino di circa 62 migranti segnalati in difficoltà in mare nella giornata di ieri rimanga circondato dalla segretezza. Da più di 24 ore la situazione di uomini, donne e bambini è conosciuta dalle Autorità europee e di Malta: erano in pericolo nella zona SAR (ricerca e soccorso) di competenza maltese, eppure non si sa nulla delle azioni intraprese per garantire il loro salvataggio. Non sappiamo se il governo abbia deciso di salvarli, di rifiutare il loro ingresso a Malta, di riportarli in Libia o di lasciarli annegare.

È sconcertante che la notizia di migranti che rischiano di annegare e che potrebbero essere salvati da un tempestivo intervento di Malta non faccia scattare alcun tipo di risposta da parte del suo Governo. Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà affrontate da Malta nella gestione dell’arrivo di migranti e rifugiati. Troviamo tuttavia ripugnante che queste stesse sfide possano renderci insensibili alla perdita di vite umane davanti alla nostra porta di casa.

Il Governo maltese non deve rimanere in silenzio di fronte a simili tragici avvenimenti e deve rendere del tutto note le proprie politiche, decisioni e azioni che possano causare la perdita di vite umane.

Siamo particolarmente sconcertati dal fatto che il Governo non abbia neppure provato a spiegare il suo rapporto con la nave da pesca privata che riporta i migranti alle atrocità in Libia. Inoltre, le rivelazioni di ieri di Neville Gafá, che confermano il suo ruolo di coordinamento nelle operazioni illegali di respingimento sulla base di istruzioni dell’Ufficio del Primo Ministro, richiederebbero fosse fatta piena chiarezza da parte dello stesso Ufficio.

Il Governo è ben consapevole che il ritorno dei migranti in Libia è una chiara e inequivocabile violazione del diritto internazionale, confermata nel 2013 da un pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo contro Malta. Il tentativo di aggirare questi obblighi attraverso l’ingaggio di una nave privata non solleverebbe in alcun modo Malta dalle sue responsabilità etiche e legali. Al contrario, se tali accuse di collusione dovessero essere confermate, indicherebbero un approccio vile e insensibile alla stessa dignità umana.

Esortiamo pertanto il Governo a fornire informazioni chiare e tempestivamente aggiornate su ogni azione intrapresa dalle Forze Armate di Malta dal momento in cui sono state allertate sulla situazione di circa 62 migranti in difficoltà nella zona SAR maltese.

Ci aspettiamo inoltre che il Governo chiarisca i suoi rapporti con il proprietario del Dar al Salam 1 (ex Mae Yemenija), in particolare se abbiano fornito istruzioni, richiesto o in qualsiasi modo collaborato con l’armatore per assicurarsi il respingimento in Libia di almeno un gruppo di migranti.

Infine, è imperativo che il Governo riveli i dettagli di tutte le attività del signor Gafá in relazione ai respingimenti illegali verso la Libia.

Le Organizzazioni della società civile di Malta con Alarm Phone. Quil’elenco delle organizziazioni firmatarie: (Aditus foundation, Alarm Phone, Allied Rainbow Communities, Association for Justice, Equality and Peace, Blue Door English, The Daphne Caruana Galizia Foundation, Department for Inclusion and Access to Learning, Doctors for Choice Malta, Great Oak Malta Association, Integra Foundation, Jesuit Refugee Service Malta, Justice and Peace Commission, Kopin, Kunsill Nazzjonali taż-Żgħażagħ, LGBTI+ Gozo, Malta Emigrants’ Commission, Malta House of Prayer Foundation, Malta Humanist Association, Malta LGBTIQ Rights Movement (MGRM), Migrant Women Association Malta, Moviment Graffitti, Office of the Dean – Faculty of Education, Office of the Dean – Faculty for Social Wellbeing, The People for Change Foundation, Repubblika, SOS Malta, Spark 15, Women’s Rights Foundation)

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2020/04/30/imbarcazione-con-62-migranti-in-pericolo-malta-dia-spiegazioni/155278/

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