Liberate quelle navi salva vita

Ormai non fa più notizia. Italia ed Ue calpestano ogni giorno il diritto all’asilo politico. L’ultimo atto è il blocco di due navi salva migranti a Palermo, la Alan Kurdi (che batte bandiera tedesca) e la Aita Mare, della ong basca Salvamento Maritimo. “È la vittoria della pandemia del razzismo e dell’indifferenza che sta avvelenando l’Europa e l’Italia – scrive Alex Zanotelli – È il trionfo di politiche criminali che escludono e uccidono gli impoveriti da questo sistema”

Tratta dalla pag. fb Aita Mare. Per sostenere la nave dell’ong basca Salvamento Maritimo: CAJA LABORAL-EUSKADIKO KUTXA, IBAN ES92 3035 0235 22 2350038982

L’Italia ha una splendida Costituzione scritta in larga parte da esuli politici, fuggiti sotto la dittatura fascista e rientrati dopo la Guerra, che vi hanno impresso per ben due volte il diritto all’asilo politico. È un dovere dei cittadini ricordare a ogni governo il suo dovere di accogliere chi fugge da guerre, da persecuzioni, da torture… Ora l’Italia ha davanti a sé un paese come la Libia, dove l’Onu riporta che vi sono almeno mezzo milione di migranti rinchiusi in lager e torturati, le donne stuprate, per di più sotto le bombe nella guerra civile fra il generale Haftar e El-Serraj, l’uomo forte di Tripoli.

È chiaro che questi profughi devono scappare dalla Libia ed è un dovere per l’Italia e i paesi della Ue di accoglierli. Invece vedo in atto una politica di non accoglienza, sia da parte del governo italiano, ma anche dell’Europa, sotto ricatto dei paesi di Visegrad, soprattutto Polonia e Ungheria. «La strage di Pasquetta» del 13 aprile ha rivelato a tutti la real-politik dell’Europa. Alarm Phone aveva avvisato Italia, Malta, Portogallo e Germania che un barcone era in avaria in acque Sar maltesi. Nessuno ha risposto. Sono morti in maniera tragica ben dodici giovani e gli altri sono stati riportati in Libia nonostante il veto dell’Onu di riportarli nell’inferno libico. Questa è oggi la vera politica dell’Italia e della Ue: è una politica criminale! La Ue ha continuato a versare quei sei miliardi di euro promessi a quel dittatore della Turchia, Erdogan, per bloccare milioni di profughi siriani e afghani che fuggono da guerre spaventose.

E i profughi lasciati marcire negli inferni delle isole greche come Lesbo e Kios? Eppure anche per l’Unione europea il diritto di asilo costituisce il nucleo centrale della Carta Europea. È mai possibile che la Ue non sia riuscita a risolvere il problema di ricollocamenti a causa dell’irriducibile rifiuto, mai sanzionato, di alcuni paesi dell’Est ad accogliere? E sempre sotto ricatto di Budapest, Vienna e Roma, pur di non salvare i migranti, la Ue ha cancellato la missione Sophia e ha creato una nuova spedizione di navi militari per bloccare il trasporto via mare delle armi alla Libia. «Una barzelletta», l’ha definita la vice-presidente dell’Onu in Libia.

È anche l’Italia che vende tante armi alla Turchia (69 milioni solo nel 2018!) e agli Emirati Arabi che poi le passano alla Libia! L’Europa è sempre più fortezza: ha ora rafforzato Frontex che assumerà oltre diecimila nuovi agenti entro il 2027 per il controllo dei confini esterni. Negli ultimi quattro anni – secondo Oxfam – più di un miliardo di euro del Trust Fund per l’Africa non è stato investito in progetti di “sviluppo”, bensì «per finanziare politiche nazionali di brutale contenimento dei flussi migratori». Risorse usate per la guardia costiera che si è rivelata complice dei trafficanti di esseri umani e ha operato in mare per riportare in tre anni circa 40.000 uomini, donne e bambini verso i lager libici sottoposti a torture e stupri.

«Un’Europa sempre più chiusa su se stessa e un’Italia sempre meno accogliente, anche con il governo giallorosso. Il primo grave segnale è stato il rinnovo automatico del criminale Memorandum Italia-Libia, frutto amaro di Minniti, allora ministro degli Interni (rinnovo voluto da Di Maio). Nonostante le promesse di Zingaretti, il governo giallorosso non ha ancora abrogato i Decreti Sicurezza, boccone avvelenato del precedente governo gialloverde. Il ministero degli Interni ha continuato a bloccare per settimane le navi salva migranti, invece di offrire subito un porto sicuro. Ed ora, per decreto ministeriale, l’Italia ha di nuovo chiuso i porti fino al 31 luglio, proprio nella stagione in cui i profughi tentano di fuggire dalla Libia. E così siamo giunti all’ultimo atto di questa immensa tragedia: il blocco delle due navi salva migranti a Palermo, la Alan Kurdi (che batte bandiera tedesca) e la Aita Mare Ong basca Salvamento Maritimo.

Il 5 maggio scorso la Guardia Costiera ha riscontrato diverse irregolarità di natura tecnica e operativa per le due navi. È scontro con il governo tedesco che dice: «Non c’è nessun rischio di sicurezza per l’ Alan Kurdi». L’unica nave italiana Mediterranea Saving Humans è inoperativa per almeno due settimane. Tutto questo è estremamente grave perché ora nel Mediterraneo non c’è più nemmeno una nave per soccorrere i naufraghi. Infatti la Open Arms e la Sea Watch 4 si trovano ancora nel porto di Burricuna (Spagna). E la Ocean Viking (SOS Mediterranée) è ormeggiata nel porto di Marsiglia.

È la vittoria della pandemia del razzismo e dell’indifferenza che sta avvelenando l’Europa e l’Italia. È il trionfo di politiche criminali che escludono e uccidono gli impoveriti da questo sistema. Ma così naufragano non solo i poveri, ma anche l’Europa come patria dei diritti umani. È l’egoismo la più micidiale malattia che ci sta uccidendo! «Bisogna soccorrere e salvare – ha detto papa Francesco- perché siamo tutti responsabili della vita del nostro prossimo».


Inviato anche a il manifesto.


Fonte: comune-info – https://comune-info.net/liberate-quelle-navi-salva-vita/

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