Big Pharma verso la goleada

Sarà davvero così, oppure sarà il frutto della solita lettura “ideologica” che si alimenta di complotti e passa da una caccia alle streghe all’altra, certe volte basta scorrere un paio di quotidiani di un giorno qualsiasi per provare a farsene un’idea. Stiamo parlando del fatto che, mentre l’economia mondiale annaspa in ginocchio e spera di salvarsi scommettendo sul debito, cioè sul capitale fittizio, i colossi mondiali dell’industria farmaceutica, come afferma The Intercept, si fregano le mani in vista del business pandemico come non mai. La gara senza esclusione di colpi che riguarda vaccini, test e terapie varie è in pieno corso, quel che conta è chi ne deciderà il prezzo, e le ipotesi che lo facciano le Nazioni Unite o il dialogo tra le confessioni religiose non godono di gran credito. Intanto, più dilaga il virus, più aumenteranno i profitti. Non tutte le malattie vengono per nuocere, come si dice da quelle parti. Vediamo qualche “pillola” provinciale di … scarsa rilevanza. Alla fine del primo tempo, i colossi dell’industria farmaceutica e qualche aziendina collegata conducono per tre a zero la partita contro il mondo

Apro il web e leggo tre notizie. Vado a ritroso e comincio dall’ultima.

Notizia numero 1

Aifa, Iss, Pisa e Kedrion. Tutti i subbugli sulla terapia al plasma

La scelta di Pisa, da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e dell’Istituto superiore di sanità (ISS) sulla terapia al plasma. Il ruolo di Kedrion. La sortita a sorpresa di Massimo Scaccabarozzi (presidente e amministratore Delegato di Janssen, azienda del gruppo Johnson&Johnson, e Presidente di Farmindustria) in Parlamento. E le polemiche.

La terapia al plasma iperimmune diventa un business. Anche proficuo, se la sperimentazione che Aifa ed Iss hanno autorizzato, con capofila l’azienda ospedaliera di Pisa, dovesse dare buoni risultati. Meglio, se la sperimentazione dovesse replicare i risultati già ottenuti in una sperimentazione (poco considerata da AIFA ed ISS) avviata da Pavia e Mantova.

Se la plasmo-terapia funzionerà, infatti, si potrà passare alla fase 2, con la Kedrion, società guidata da Paolo Marcucci, fratello del senatore del Pd Andrea Marcucci, che entrerà in partita per dare vita al plasma iperimmunte industriale, come fa notare il Giornale.

Andiamo per gradi.

La sperimentazione avviata da AIFA E ISS

Facciamo un passo indietro. Pionieri della terapia al plasma sono i professori Cesare Perotti, del Policlinico San Matteo di Pavia, e Giuseppe De Donno, direttore della struttura complessa di pneumologia e unità di terapia intensiva respiratoria Ospedale Carlo Poma di Mantova. I due nosocomi hanno collaborato ad una sperimentazione su 48 pazienti affetti da coronavirus. Tutti guariti.

I buoni risultati, più volte sbandierati in Tv e sui quotidiani, soprattutto da Giuseppe De Donno che più volte ha sottolineato di essere stato snobbato dalle istituzioni sul tema, hanno spinto Aifa ed Iss ad avviare una sperimentazione nazionale.

Pisa Capofila

A sorpresa, come capofila del progetto viene scelto il progetto Tsunami, il cui protocollo è guidato dal reparto Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e dal professor Francesco Menichetti. Azienda universitaria dove è anche professore l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco.

Il protocollo ha guarito solo 2 pazienti.

Nota di chi scrive: la scelta è corretta, vista l’esperienza del gruppo
Marcucci col sangue (infetto, anzi no!).

Notizia n. 2

Caso Covid. Il prezzo dei farmaci

Da anni la ricerca è in mano privata, il pubblico non viene più finanziato e cerca altrove i fondi. Ora i laboratori Usa saranno liberi di stabilire il prezzo dei farmaci. Big Pharma detta le regole.

(Ora
brevettano pure la natura: la salute oggi è solo business …)

Notizia n.3

L’insalata dei dati e il chip filantropico

(Da leggere in piedi, sull’attenti e mano alla visiera: viene dalla Gazzetta Ufficiale, decreto legge 10 maggio 2020, nr. 30 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/10/20G0)

In questo
decreto vengono messi assieme codice genetico, codice fiscale, utenza
telefonica. Solo a fini di efficienza, si intende.

Più preoccupante il chip che la Fondazione Bill Gates propone di mettere sottopelle a 7,8 miliardi di uomini, portante la storia sanitaria di ciascun individuo e che può anche funzionare da carta di identità, non più necessaria. Garantendo la privacy naturalmente ( https://www.strategic-culture.org/news/2020/04/30/is-it-time-to-launch-an-investigation-into-the-bill-melinda-gates-foundation-for-possible-crimes-against-humanity/).

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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/big-pharma-verso-la-goleada/

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